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Legge sul clima

Parlamento europeo dà via libera al taglio del 90% delle emissioni entro il 2040 e rinvia l’ETS 2 al 2028

Con 413 voti favorevoli, 226 contrari e 12 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le modifiche alla Legge europea sul clima che fissano un nuovo obiettivo intermedio vincolante: ridurre del 90% le emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990.

Il via libera segue un accordo politico con il Consiglio dell’Unione europea, che ha introdotto una serie di flessibilità per rendere attuabile il nuovo target, anche alla luce delle preoccupazioni espresse da alcuni Stati membri sulla competitività economica e sui costi della transizione verde.

Il voto ha inoltre sancito il rinvio di un anno dell’ETS2, il nuovo sistema di scambio di quote di emissione che estenderà il prezzo del carbonio ai carburanti per il trasporto stradale e al riscaldamento degli edifici.

Le modifiche alla Legge sul clima dovranno ora essere approvate formalmente dal Consiglio. Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

L’evoluzione della Legge sul clima del 2021

La Legge europea sul clima, adottata nel 2021, ha reso giuridicamente vincolante l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, fissando anche un traguardo intermedio di riduzione di almeno il 55% delle emissioni entro il 2030.

Secondo un recente aggiornamento della Commissione europea, l’Unione è quasi in linea con l’obiettivo 2030: a fine 2023 le emissioni risultavano già diminuite del 37% rispetto al 1990.

Nel luglio 2025 la Commissione aveva proposto di modificare la normativa introducendo il nuovo obiettivo del 90% al 2040 e consentendo l’uso limitato di crediti internazionali di carbonio ai sensi dell’Articolo 6 dell’Accordo di Parigi.

Le flessibilità introdotte: più spazio ai crediti di carbonio

L’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio amplia il ruolo dei mercati del carbonio rispetto alla proposta iniziale.

Crediti internazionali fino al 5%

Dal 2036, fino a cinque punti percentuali delle riduzioni potranno provenire da crediti internazionali di carbonio di alta qualità (due punti in più rispetto al 3% inizialmente proposto).

Questo significa che l’UE dovrà comunque conseguire una riduzione interna effettiva dell’85% entro il 2040.

I crediti potranno:

  • Provenire solo da Paesi con politiche climatiche allineate agli obiettivi dell’Accordo di Parigi.
  • Essere utilizzati esclusivamente per emissioni non coperte dal sistema ETS europeo.

Rimozioni permanenti di carbonio

Il testo consente inoltre di utilizzare rimozioni permanenti di CO₂ per compensare emissioni difficili da abbattere nei settori coperti dal sistema ETS, aumentando la flessibilità tra strumenti e settori.

ETS2: cos’è e cosa cambia con il rinvio al 2028

Il voto ha confermato anche il rinvio dell’ETS2 dal 2027 al 2028.

L’ETS2 è l’estensione del sistema europeo di scambio di quote di emissione (ETS) a nuovi settori finora esclusi dal prezzo del carbonio, ovvero:

  • Trasporto stradale
  • Edifici (combustione di carburanti per il riscaldamento)

L’obiettivo è incentivare la riduzione delle emissioni anche in questi comparti, spingendo verso soluzioni più efficienti e tecnologie pulite.

Nel testo approvato sono state inoltre introdotte ulteriori flessibilità, che permettono agli Stati membri di compensare eventuali squilibri tra settori nel raggiungimento degli obiettivi climatici, per evitare impatti eccessivi su famiglie e imprese.

Revisione biennale dell’obiettivo 2040

Un altro elemento chiave dell’accordo è la valutazione ogni due anni dei progressi verso il target 2040.

La Commissione dovrà tenere conto di dati scientifici aggiornati, sviluppi tecnologici, prezzi dell’energia e impatto su famiglie e imprese, livello delle rimozioni nette e competitività internazionale dell’UE

Se necessario, potrà proporre una revisione della normativa, anche modificando l’obiettivo 2040 o introducendo misure aggiuntive per proteggere competitività e coesione sociale.

Un equilibrio tra ambizione climatica e competitività

Il nuovo target del 90% rappresenta uno dei traguardi climatici più ambiziosi a livello globale. Tuttavia, l’introduzione di meccanismi di flessibilità, la revisione periodica e il rinvio dell’ETS2 segnalano la volontà dell’UE di mantenere un equilibrio tra transizione ecologica, stabilità economica e competitività industriale.

Il 2040 diventa così la tappa cruciale verso la neutralità climatica del 2050, con una traiettoria che potrà essere aggiustata in base all’evoluzione tecnologica, energetica ed economica dei prossimi anni.

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