La carne Bovina è responsabile del 40% della perdita di foreste legata all’agricoltura. Seguono olio di palma e soia.
La produzione di carne bovina è responsabile da sola di circa il 40% della deforestazione globale legata all’agricoltura. È quanto emerge da uno studio internazionale, riportato anche da Reuters, che analizza oltre due decenni di espansione agricola e che evidenzia come l’allevamento bovino resti il principale motore della perdita di foreste nel mondo. Il fenomeno è particolarmente evidente in Brasile, oggi il paese con il contributo più elevato alla deforestazione agricola globale.
La ricerca, realizzata da un gruppo di studiosi della Chalmers University of Technology in Svezia, ha analizzato 184 prodotti agricoli in 179 paesi tra il 2001 e il 2022, combinando dati satellitari e statistiche agricole. L’obiettivo era ricostruire in modo sistematico le dinamiche che legano l’espansione della produzione alimentare alla distruzione delle foreste, offrendo quello che i ricercatori definiscono uno dei quadri globali più completi sul tema.
I risultati mostrano come la carne bovina rappresenti di gran lunga la principale causa di deforestazione agricola. Dopo l’allevamento bovino, la seconda filiera più impattante è quella dell’olio di palma, responsabile di circa il 9% del disboscamento globale legato all’agricoltura. Seguono la soia con il 5% e colture di base come mais e riso, che contribuiscono ciascuna per circa il 4%. Chiudono la lista il cacao col 2% e caffè e gomma con l’1%.
Dal punto di vista geografico, il Brasile emerge come il principale paese responsabile della deforestazione legata all’agricoltura, con circa il 32% della perdita globale di foreste nel periodo analizzato. Il paese è, infatti, il maggiore esportatore mondiale di carne bovina e uno dei principali produttori di soia, due filiere che hanno contribuito in modo determinante all’espansione delle superfici agricole negli ultimi decenni. Dietro il Brasile si collocano Indonesia (9%), Cina e Repubblica Democratica del Congo (entrambe con il 6%), seguite dagli Stati Uniti (5%) e dalla Costa d’Avorio (3%).
Nel complesso, tra il 2001 e il 2022 il mondo ha perso circa 121 milioni di ettari di foresta, una superficie enorme che ha generato emissioni pari a oltre 41 gigatonnellate di anidride carbonica equivalente.
Nel quadro complessivo delle emissioni globali di gas serra, la deforestazione legata all’agricoltura rappresenta circa il 5% delle emissioni totali di CO₂. Una quota relativamente limitata rispetto al totale, ma comunque significativa nel contesto delle politiche climatiche e della tutela degli ecosistemi.
