H&M Foundation Global Change Award 2026 | ESGnews2025

Innovazione

Moda sostenibile: annunciati gli innovatori finalisti del Global Change Award 2026

H&M Foundation ha annunciato i 20 innovatori emergenti per il Global Change Award 2026, selezionati tra oltre 450 idee provenienti da 81 Paesi tra loro anche un’idea italiana. A giugno saranno scelti i dieci Le loro innovazioni mirano ad aiutare l’industria tessile a dimezzare le emissioni di gas serra, promuovendo al contempo una transizione equa per le persone e il pianeta.

Sistemi di tintura a emissioni negative che trasformano la CO₂ atmosferica in coloranti di origine biologica, fibre elastiche derivate dalle alghe marine progettate per sostituire l’elastan di origine fossile e gemelli digitali basati sull’intelligenza artificiale che aiutano i produttori a individuare inefficienze e ridurre le perdite energetiche in tempo reale. Sono queste alcune delle innovative soluzioni per rendere più sostenibile il settore della moda e del tessile selezionati dalla H&M Foundation come finalisti per il Global Change Award (GCA) 2026. Tra i 20 finalisti dell’edizione di quest’anno, selezionati tra oltre 450 idee provenienti da 81 Paesi e sei continenti, c’è anche un’idea italiana. I progetti finalisti saranno ora valutati dal comitato di esperti del GCA che, insieme al team della H&M Foundation, individuerà dieci proposte da sottoporre al consiglio di amministrazione della fondazione. I vincitori saranno annunciati nel giugno 2026.

Il Global Change Award nasce con l’obiettivo di accelerare l’innovazione per aiutare l’industria tessile a dimezzare le emissioni di gas serra ogni dieci anni fino al 2050, promuovendo allo stesso tempo un futuro socialmente inclusivo e positivo per il pianeta. Concentrandosi sui changemaker nelle fasi iniziali del loro percorso, il programma punta a sostenere idee capaci di generare una trasformazione sistemica lungo l’intera catena del valore della moda. Per supportarli nell’implementazione delle proprie idee, i dieci vincitori riceveranno una sovvenzione complessiva di 2 milioni di euro e avranno accesso al programma Changemaker della durata di un anno, fornito dalla Fondazione H&M in collaborazione con i partner strategici Accenture e KTH Royal Institute of Technology.

I finalisti di quest’anno riflettono l’ampiezza e la complessità della sfida climatica che il settore tessile deve affrontare, spaziando dall’innovazione nelle materie prime all’efficienza dei processi produttivi, fino al cambiamento dei modelli di consumo.

La proposta italiana selezionata tra i 20 finalisti riguarda il miglioramento del processo del riciclo del poliestere tramite enzimi ad alte prestazioni in grado di contribuire alla depolimerizzazione del PET che viene ridotto negli originali monomeri. Altri finalisti stanno ripensando il controllo qualità nelle fabbriche di abbigliamento attraverso sistemi intelligenti basati sul machine learning, mentre iniziative guidate dalle comunità locali stanno ricostruendo ecosistemi di riparazione per prolungare la vita dei capi e rendere la circolarità più visibile e accessibile.

Nel loro insieme, i 20 finalisti dimostrano che la decarbonizzazione della moda richiede sia innovazioni tecnologiche sia cambiamenti culturali, intervenendo sulle emissioni alla fonte e ripensando il modo in cui i capi vengono progettati, prodotti, utilizzati e valorizzati nel tempo.

“La selezione dei top 20 di quest’anno dimostra che l’innovazione nella moda sta diventando sempre più concreta e connessa alla realtà industriale”, afferma Beatrice Oldenburg, Project Manager della H&M Foundation. “Stiamo assistendo alla nascita di soluzioni che affrontano la digitalizzazione, il riciclo dei tessuti misti, le alternative bio-based e la riduzione dei consumi energetici: ambiti che richiedono sia competenze tecniche approfondite sia una visione sistemica. Idee ancora in fase embrionale come queste hanno bisogno di sostegno e del giusto supporto per passare dal concept alla realizzazione concreta. Ed è proprio questo l’obiettivo del Global Change Award”.

Ecco l’elenco dei 20 finalisti:

•    Curbon di Joe Wahba & Alan Zhang (Stati Uniti)
•    EntroMetri di Mohammed Ali, Iusiph Eiubovi e Steve Evans (Regno Unito)
•    ThreadBridge di Md Ridwan Hossain (Bangladesh)

•    ALU di Donatela Bellone (Stati Uniti)
•    Menders Without Border di Bhaavya Goenka, Filippo Ricci e Orsola De Castro (India)
•    AIPER di Ailton Pereira (Brasile)
•    AgroLyocell (Canvaloop) di Shreyans Kokra e Dhruv Gupta (India)
•    ArtSilk di Anna Rising e Benjamin Schmuck (Svezia)
•    Dawn Technologies (Avantium) di Peter Mangnus (Paesi Bassi)
•    DiamondCool™ di Shadi Houshyar (Australia)
•    EnzymeThreads di Alfonso Gautieri ed Emilio Parisini (Italia)
•    Fiberly di Bénédicte Quinta (Francia)
•    KelTex di Laetus Baberwa ed Emeliana Said (Tanzania)
•    Living Carbon Capture Dye Systems di Kavuma Henry (Uganda) 
•    MicroHues di Suchitha Raghunathan e Anjana Badrinarayanan (India)
•    Colour Earth di Aurelie Fontan, Meredith Wood e Christopher Ferguson (Regno Unito)
•    RheaCycle™ di Arzu Sandicki e Mert Topcu (Stati Uniti)
•    Tera Mira di Jeanne Begon-Lours e Lucy Dain-Williams (Regno Unito)
•    Arxy Fashion OS di Meng Ji (Lussemburgo)
•    MycoRenew di Tomasz Mierzwa e Katarzyna Turnau (Polonia)

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