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Moda circolare

Primark punta sul textile-to-textile: nuovi capi da rifiuti tessili grazie all’accordo con Circ

Primark accelera sulla circolarità dei materiali con un accordo pluriennale con Circ, società specializzata nel riciclo tessile da fibra a fibra. La partnership prevede l’introduzione, a partire dal 2029, di poliestere riciclato ottenuto da rifiuti tessili nelle collezioni del retailer, con l’obiettivo di ridurre progressivamente il ricorso al poliestere vergine.

Per Primark si tratta del primo accordo pluriennale di acquisto con un operatore specializzato nel riciclo textile-to-textile. L’intesa punta a creare una domanda di lungo periodo per materiali riciclati e, allo stesso tempo, a sostenere l’espansione di tecnologie capaci di riportare gli scarti tessili all’interno della filiera della moda. Il materiale destinato a Primark sarà prodotto nel futuro impianto commerciale di Circ, progettato per portare il riciclo tessile a una dimensione industriale. La struttura utilizzerà materiali provenienti da diverse aree geografiche, compresi rifiuti tessili post-consumo e post-industriali e flussi provenienti dall’Europa. L’accordo con Primark contribuisce così a creare uno sbocco commerciale per la produzione futura dello stabilimento.

Il modello sviluppato da Circ affronta in particolare uno dei flussi più complessi da riciclare nell’industria dell’abbigliamento: i tessuti misti in policotone. La tecnologia dell’azienda permette di separare le diverse componenti del materiale e recuperare sia il poliestere sia la cellulosa, trasformandoli in nuove materie prime destinate alla produzione tessile.

La collaborazione rientra nella strategia Primark Cares, attraverso cui il gruppo sta lavorando per aumentare l’impiego di fibre riciclate, prolungare la durata dei capi e diminuire la produzione di rifiuti. Tra le direttrici indicate dall’azienda ci sono anche il design circolare, il riutilizzo e la riparazione degli indumenti, oltre allo sviluppo di prodotti progettati per poter essere riciclati.

La sfida, nei prossimi anni, sarà portare queste soluzioni a una scala sufficiente per incidere sui volumi della moda globale. La disponibilità di rifiuti tessili, la loro raccolta e selezione e la capacità degli impianti di trasformarli in nuove fibre saranno infatti elementi decisivi per costruire catene di approvvigionamento realmente circolari.

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