La prima elettrica del Cavallino avrebbe già raggiunto l’obiettivo di consegne previsto per l’intero anno a meno di due mesi dal lancio. A trainare gli ordini soprattutto il mercato cinese e una nuova clientela del settore tecnologico.
La scommessa elettrica di Ferrari sembra essere partita meglio del previsto. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, la casa di Maranello avrebbe già raggiunto il target di vendite fissato per il 2026 per la Ferrari Luce, il primo modello completamente elettrico del marchio, presentato a fine maggio. Ferrari non ha commentato le indiscrezioni, ma diverse fonti vicine all’azienda riferiscono che l’obiettivo, inferiore alle 500 unità per il primo anno di commercializzazione, sarebbe stato centrato già all’inizio di luglio.
Il risultato arriva nonostante il debutto della vettura sia stato accompagnato da numerose critiche, soprattutto per il design, giudicato da parte degli appassionati troppo distante dai canoni tradizionali del Cavallino. Le polemiche, che avevano pesato anche sull’andamento del titolo in Borsa nelle settimane successive alla presentazione, non sembrano però aver rallentato la domanda.
A fare la differenza sarebbe stato soprattutto il mercato cinese, dove la Ferrari Luce ha registrato fin da subito un forte interesse. Già a fine giugno gli esemplari inizialmente destinati alla Cina erano andati esauriti in tempi rapidissimi, segnale dell’elevata domanda per il nuovo modello elettrico in un Paese che rappresenta uno dei mercati più dinamici per la mobilità a zero emissioni.
Secondo le ricostruzioni, oltre alla clientela asiatica, la vettura avrebbe attirato anche un nuovo segmento di acquirenti, in particolare imprenditori e manager del settore tecnologico negli Stati Uniti, contribuendo ad ampliare il bacino di clienti del marchio senza incidere direttamente sulla domanda delle tradizionali sportive con motore termico.
Con un prezzo di listino superiore ai 550 mila euro, la Luce rappresenta un prodotto di nicchia nelle strategie della casa di Maranello. L’obiettivo di lungo periodo sarebbe quello di arrivare a circa 2.500 esemplari venduti entro il 2030, mantenendo volumi contenuti ma coerenti con il posizionamento esclusivo del marchio e con gli elevati margini che caratterizzano il business Ferrari.
La risposta del mercato offre così un primo segnale positivo sulla capacità del Cavallino di affrontare la transizione verso l’elettrico senza rinunciare alla propria esclusività. Resta ora da capire se Ferrari confermerà ufficialmente questi risultati in occasione della presentazione dei conti semestrali e fornirà indicazioni sull’evoluzione della domanda nei prossimi mesi.
