Mappatura EFRAG piattaforme ESG per VSME | ESGNews

Mapping of Digital Platforms and Initiatives

VSME, l’Italia guida la corsa alle piattaforme ESG per le PMI

L’Italia si conferma il principale laboratorio europeo per la digitalizzazione della rendicontazione di sostenibilità delle piccole e medie imprese. È quanto emerge dalla seconda edizione del report Mapping of Digital Platforms and Initiatives, pubblicato da EFRAG per fotografare l’evoluzione degli strumenti digitali sviluppati a supporto dell’adozione del VSME, lo standard volontario per le imprese non quotate adottato dalla Commissione europea nel luglio 2025. Se da un lato il mercato mostra una forte capacità di innovazione, con il nostro Paese in testa per numero di piattaforme censite e di iniziative inserite nella shortlist europea, dall’altro il quadro evidenzia un ecosistema ancora in fase di consolidamento, dove interoperabilità, pieno allineamento allo standard VSME e funzionalità avanzate rappresentano i principali margini di sviluppo.

L’indagine nasce dalla Call for Expression of Interest lanciata da EFRAG tra febbraio e aprile 2026 e ha raccolto 108 candidature provenienti da tutta Europa. Di queste, soltanto 25 hanno superato i criteri di ammissibilità, mentre appena 14 hanno completato anche il questionario di autovalutazione previsto dal report. Lo stesso EFRAG sottolinea che la mappatura ha finalità meramente ricognitive e che l’inclusione di una piattaforma non costituisce in alcun modo una certificazione, un’approvazione o una verifica della conformità al VSME o agli ESRS.

La fotografia scattata da EFRAG restituisce un ecosistema in piena espansione. Il 76% delle 108 piattaforme censite è sviluppato da soggetti privati, confermando come la digitalizzazione della rendicontazione ESG per le PMI sia oggi trainata prevalentemente dal mercato piuttosto che dall’intervento pubblico, rappresentato da 13 piattaforme (12%).

Dal punto di vista dell’aderenza normativa, il quadro è incoraggiante ma non ancora maturo. Sul campione complessivo di 108 candidature, il 70% delle piattaforme dichiara di avere già recepito integralmente i contenuti della Raccomandazione VSME del 2025, mentre un ulteriore 17% si definisce parzialmente allineato.

Restringendo però l’analisi alle 25 iniziative inserite nella shortlist da EFRAG, la quota di quelle che dichiarano un pieno allineamento alla Raccomandazione scende al 52%, delineando un quadro più prudente.

Ancora più significativo è il livello di approfondimento rappresentato dai self-assessment: solo 14 iniziative hanno compilato la griglia di autovalutazione predisposta da EFRAG e, dall’analisi dei singoli datapoint, emerge come la piena conformità resti un’eccezione. L’unica piattaforma che dichiara una corrispondenza completa con tutti i requisiti del VSME è la danese NSRS – Nordic Sustainability Reporting for SMEs, mentre le altre evidenziano ancora aree di allineamento parziale. Un risultato che conferma la lettura dello stesso EFRAG: il mercato sta rapidamente evolvendo, ma la piena maturità dell’ecosistema digitale a supporto del VSME è ancora un obiettivo da raggiungere.

Un segnale importante arriva sul fronte dell’accessibilità economica: ben il 60% delle 25 pattaforme in shortlist è completamente gratuito, una condizione essenziale per non gravare sui bilanci delle PMI e favorire la transizione.

Sul piano delle funzionalità, emerge un livello di digitalizzazione già significativo: il 78% delle piattaforme genera automaticamente il report di sostenibilità e l’81% integra strumenti aggiuntivi, come i calcolatori delle emissioni di gas serra, strumenti geografici o applicazioni dedicate alla biodiversità.

Resta invece limitata la diffusione del formato XBRL, assente nella maggioranza delle piattaforme censite (68%), un elemento destinato ad assumere crescente rilevanza con la progressiva standardizzazione digitale della rendicontazione civilistica europea.

Quanto alla copertura linguistica delle piattaforme, l’inglese è la lingua più supportata (14 su 25), seguito da italiano, francese e spagnolo (6 ciascuno). Le altre lingue europee presentano una copertura più limitata, mentre nessuna piattaforma dichiara il supporto a lingue non appartenenti all’UE.

Il dato più rilevante per il mercato nazionale riguarda la distribuzione geografica delle iniziative. L’Italia guida infatti la classifica europea con 25 piattaforme censite, davanti a Spagna (21), Paesi Bassi (20), Germania (20) e Francia (19). Anche restringendo l’analisi alle 25 piattaforme selezionate nella shortlist, il nostro Paese mantiene il primato con cinque iniziative.
Si tratta di un risultato che conferma il ruolo assunto negli ultimi anni dal contesto italiano, dove istituzioni, sistema camerale, associazioni imprenditoriali e operatori privati hanno progressivamente sviluppato strumenti destinati a facilitare la raccolta e la condivisione dei dati ESG richiesti dal mercato, dalle banche e dalle grandi imprese.

Tra le iniziative inserite nella nuova shortlist e che hanno effettuato il self-assesment figurano ESGpass, tool parzialmente allineato sviluppato da Innexta insieme alla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che offre gratuitamente la generazione automatica del report e i progetti Smart CSR e SMARTER CSR, anch’essi parzialmente allineati, promossi dalla Camera di commercio di Como-Lecco, che integrano anche un calcolatore delle emissioni GHG e operano con un modello a canone ricorrente.

Accanto alle nuove candidature, il report richiama anche le principali iniziative già censite nel mapping del 2025, molte delle quali italiane: dal Dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche, promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, a Bancopass di Assolombarda, dichiarato pienamente allineato al VSME; da SUSTAIN-ability di Unioncamere-Dintec fino a Open-es ed SynESGy, ormai tra le piattaforme più diffuse per la gestione dei dati ESG lungo le filiere.

In definitiva, il percorso di maturazione dell’ecosistema VSME può dirsi tutt’altro che concluso. L’atteso Voluntary Standard Delegated Act, che darà veste giuridica definitiva al VSME per le imprese escluse dal perimetro della CSRD, dovrebbe contribuire a stabilizzare il mercato e ad accelerare l’allineamento delle piattaforme esistenti, favorendo una maggiore convergenza tecnologica e riducendo progressivamente gli oneri amministrativi per le PMI europee. Fino ad allora, la mappatura rappresenta soprattutto un osservatorio sull’evoluzione del mercato, piuttosto che una classifica di qualità degli strumenti disponibili.

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