In un contesto segnato da norme come CSRD e nuove sfide climatiche, la partnership B Corp tra NATIVA e Greenly unisce intelligenza artificiale e consulenza scientifica. Un’integrazione che automatizza il carbon accounting e accelera la transizione ecologica e strategica delle imprese italiane.
Eventi climatici avversi sempre più frequenti, nuovi assetti energetici e accelerazione tecnologica stanno cambiando in modo irreversibile le abitudini dei cittadini e l’organizzazione produttiva del Paese. Per le imprese il segnale è chiaro: ripensare coraggiosamente pratiche di business consolidate e ragionare su orizzonti di lungo periodo non sono più scelte facoltative, ma condizioni per operare in un mercato che sta già cambiando.
Sul fronte normativo cresce la necessità di rispondere a direttive come la CSRD, che secondo le ultime stime disponibili riguarderà oltre 5001 aziende italiane, e l’ECGT, in vigore per le aziende in Italia dal 27 settembre.
A questo si aggiunge l’opportunità e la spinta a sfruttare la tecnologia per automatizzare i processi a basso valore, liberando tempo e risorse da dedicare a ciò che davvero conterà per la competitività delle imprese nel futuro: l’evoluzione culturale, la riprogettazione dei modelli e l’assunzione di decisioni strategiche basate sui dati.
In questo scenario, NATIVA, società di consulenza sulla sostenibilità in Italia e prima Società Benefit in Europa e Greenly, piattaforma europea di carbon accounting ed ESG con oltre 3.500 clienti in più di venti paesi e 250 MtCO2e gestiti, annunciano la formalizzazione di una partnership strategica per il mercato italiano.
Dopo un anno di collaborazione, le due organizzazioni mettono a disposizione delle imprese un processo integrato e fluido su CSRD, carbon accounting e trasformazione di prodotto tramite LCA (Life Cycle Assessment). Da un lato, la piattaforma AI-integrated di Greenly automatizza tutto ciò che può esserlo, raccogliendo in un unico sistema i dati, dall’altro l’esperienza di NATIVA attiva le persone, traduce i dati in decisioni strategiche e accompagna le organizzazioni in una riprogettazione dei propri processi. Le due realtà puntano così a ridisegnare il modo di fare consulenza sulla sostenibilità, con esperienze e competenze rare da trovare insieme.
Per Greenly, che continua così la propria strategia di espansione in Europa dopo essersi già affermata in mercati come Francia, Regno Unito e Germania, la scelta di NATIVA è il riconoscimento di un partner che condivide la stessa prospettiva europea, presente oltre che in Italia anche in Francia, Svizzera e Brasile.
La partnership tra queste due aziende B Corp nasce in risposta alle sfide più concrete che oggi le imprese affrontano ogni giorno: usare la tecnologia per orchestrare moli crescenti di dati e coinvolgere funzioni aziendali sempre più numerose; orientare le scelte strategiche non solo sugli obblighi normativi, ma sui rischi e le opportunità di domani; ingaggiare filiere sempre più lunghe e complesse, dove si concentrano emissioni e rischi, non solo per chiedere dati ma per evolvere con esse.
“L’Italia vanta un’incredibile concentrazione di aziende ambiziose e orientate all’esportazione, consapevoli che la sostenibilità non è solo un obbligo normativo, ma una risorsa competitiva.” dichiara Alexis Normand, CEO di Greenly. “Grazie alle profonde radici di NATIVA nel mondo imprenditoriale italiano e alla tecnologia di Greenly, possiamo offrire alle organizzazioni ciò che finora è mancato loro: velocità, precisione e la forza organizzativa necessaria per agire concretamente”.
In quest’ottica, la piattaforma di Greenly si integra con oltre cento sistemi gestionali, contabili ed energetici aziendali, automatizzando l’ingestione dei dati e il calcolo delle emissioni di Scope 1, 2 e 3 attraverso più di quattrocento controlli di qualità, e riunisce in un unico ambiente i moduli per CSRD e LCA, con dashboard in tempo reale e consolidamento multi-entità: un approccio che riduce fino all’85% il carico dedicato alla raccolta dati. NATIVA mette a disposizione la propria capacità di trasformare le organizzazioni, ingaggiando le persone giuste, dai decisori ai interi dipartimenti, sia per garantire la qualità e l’affidabilità del dato, sia per permettere a chi guida l’impresa di tradurlo in scelte strategiche e spinte di ripensamento dei processi. Un lavoro reso possibile da un team scientifico interno e verticale, biologi ed ecologi esperti di biodiversità e agricoltura rigenerativa, ingegneri dei materiali e fisici specializzati in economia circolare, specialisti che da anni lavorano con filiere internazionali, che consente di sviluppare strategie di sostenibilità realmente integrate nel business e di realizzarle nel tempo. In un momento in cui l’intelligenza artificiale viene spesso presentata come la soluzione a ogni esigenza di sostenibilità, il valore reale continua a nascere dall’incontro tra tecnologia, scienza e approccio umano.
Un elemento distintivo dell’approccio è il trasferimento progressivo di competenze ai team aziendali, con l’obiettivo di consentire alle organizzazioni di acquisire nel tempo una crescente autonomia e risparmiare risorse. La tecnologia industrializza infatti la raccolta dei dati a basso valore aggiunto e libera il tempo delle persone, fino al 60% con Greenly, per concentrare le energie dove generano davvero valore: decisioni strategiche, perseguimento purpose, ridisegno del business.
“Con Greenly condividiamo innanzitutto un’identità: due B Corp che considerano la sostenibilità una leva di innovazione, non un esercizio di conformità, e che oggi uniscono le forze con una prospettiva autenticamente europea.” ha affermato Paolo Di Cesare, co-founder di NATIVA. “È chiaro che la tecnologia da sola non trasforma un’azienda: servono la fiducia dei vertici, la capacità di gestire il cambiamento e di ripensare i processi e la conoscenza del contesto in cui si opera. È l’incontro tra scienza, tecnologia e persone a fare la differenza ed è esattamente ciò che questa partnership rende possibile per le imprese italiane”.
