Intervista

Ruggeri (Fondo Gomma Plastica): tempi maturi per l’impegno su ESG dei fondi pensione

L’attenzione dei fondi pensione ai criteri ESG è cresciuta negli ultimi anni, così come la loro attività di engagement legata ai temi della sostenibilità. Un esempio di questa tendenza è Fondo Gomma Plastica (Fondo Pensione Complementare a Capitalizzazione per i lavoratori dell’industria della gomma, cavi elettrici ed affini e delle materie plastiche) che ha approvato recentemente la propria Politica di Impegno, al fine di determinare i criteri e le modalità di svolgimento delle attività di engagement e dell’esercizio del diritto di voto connessi alle partecipazioni azionarie detenute nel portafoglio del Fondo.

La Politica di Impegno si inserisce nel più ampio processo di integrazione dei fattori di sostenibilità nella strategia e politica di investimento del Fondo Gomma Plastica, che è iniziato già nel 2021 con l’adozione della propria Politica di Sostenibilità; in questo contesto la Funzione di Gestione del Rischio nell’ambito della valutazione interna dei rischi considera anche i rischi connessi ai fattori ESG ai quali il Fondo potrebbe essere esposto, nonché le relative interdipendenze con altri rischi. 

Come spiega Luca Ruggeri, Direttore Generale di Fondo Gomma Plastica in questa intervista a ESGnews, per svolgere l’attività di engagement il fondo pensione si affida all’advisor Nummus.info. Direttore Generale di Fondo Gomma Plastica dall’aprile 2020, ha iniziato la sua carriera nel settore bancario, gruppo Unicredit, nell’area crediti, ed ha fatto parte del consiglio di amministrazione del fondo pensione del gruppo. Nel 2016 ha lasciato il mondo bancario per divenire Direttore Generale di Foncer, fondo pensione negoziale del settore piastrelle e ceramica, e, infine, nel 2020 è entrato in Fondo Gomma Plastica.   

Da dove è nata l’esigenza di adottare una politica attenta ai temi ESG?

Quando tre anni fa sono entrato in Fondo Gomma Plastica, il Consiglio di Amministrazione aveva iniziato ad approcciare le tematiche ESG. Da parte mia pensavo che l’impegno sul fronte della sostenibilità meritasse attenzione, fermo restando l’obiettivo del Fondo di una gestione finanziaria mirata alla redditività. Circa quest’ultimo aspetto è stato evidenziato da diversi studi, tra cui quello di AIAF (Associazione Italiana per l’Analisi Finanziaria), che i prodotti ESG hanno sostanzialmente la stessa performance reddituale di quelli non sostenibili, ma permettono inoltre di raggiungere altri importanti obiettivi. I tempi sono sembrati maturi per fare questo passo in avanti.

Anche l’interesse degli iscritti ha contribuito a questo salto in avanti?

Nel nostro caso l’incorporazione nella gestione delle variabili ESG ha inizialmente rappresentato una scelta del vertice del Fondo volta a conseguire diversi benefici tra i quali la mitigazione dei rischi; oggi mi sembra si possa affermare che la sensibilità degli iscritti al tema è assai cresciuta. 

Come sta procedendo l’incorporazione dei criteri ESG nell’attività del fondo?

Ci riteniamo soddisfatti di ciò che abbiamo realizzato in un breve tempo. Tra l’altro, il contesto normativo in continuo mutamento sicuramente non ha aiutato e mi riferisco, in particolare, alla classificazione dei fondi prevista dall’SFDR. Per questo motivo abbiamo preferito mantenere i fondi classificati come articolo 6 per non rischiare di non riuscire a soddisfare i requisiti previsti dagli articoli 8 e 9, ma abbiamo stabilito delle linee guida per i nostri portafogli con precisi obiettivi di sostenibilità da perseguire. È un percorso che va fatto con il passo giusto.

In cosa consiste la Politica di Impegno di Fondo Gomma Plastica?

La nostra Politica di Impegno è stata il frutto di un’analisi attenta e approfondita dei portafogli nei quali investiamo, poiché lavoriamo solo attribuendo mandati a gestori finanziari e non tramite una gestione diretta. Da questo punto di vista i nostri asset riflettono in un certo senso le policy delle società di gestione alle quali abbiamo conferito i mandati. Per questo, una volta definite le linee guida della nostra Politica di Impegno, abbiamo integrato le convenzioni con una clausola che precisa i limiti del mandato e che fosse quindi vincolante per gli asset manager.

La Politica di Impegno è già attiva? 

Allo stato attuale stiamo rendendo operativa la politica di impegno attivando l’engagement anche con il supporto dell’advisor Nummus.info, che abbiamo selezionato proprio per le sue competenze nel settore ESG.   

Per quanto riguarda l’esercizio di voto vorremmo iniziare proprio con delle società italiane, focalizzando l’attività ESG segnatamente sulle questioni ambientali.

Le tematiche ESG che ritenete più rilevanti su cui intervenire?

Sicuramente le questioni ambientali ma potrebbe essere molto interessante anche il tema relativo ai diritti dei lavoratori.  

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