Il Church of England Pensions Board annuncia che voterà contro la riconferma di alcuni amministratori di grandi banche che hanno indebolito gli impegni climatici. La decisione punta a rafforzare la responsabilità dei board sui rischi legati alla transizione energetica.
Il tema della credibilità climatica delle banche torna al centro del dibattito tra gli investitori istituzionali. Il Church of England Pensions Board ha infatti annunciato che voterà contro la riconferma di alcuni amministratori in diversi grandi istituti bancari che, secondo l’investitore, avrebbero fatto passi indietro rispetto agli impegni climatici presi negli anni precedenti. La decisione sarà messa in pratica durante la stagione delle assemblee 2026 e punta a rafforzare il messaggio secondo cui governance e gestione dei rischi climatici restano elementi centrali per la creazione di valore nel lungo periodo. Tra gli istituti che avrebbero “materialmente fatto marcia indietro” sulle loro politiche climatiche figurano HSBC, NatWest e Santander. Il board continuerà a monitorare le altre banche nel corso della proxy season.
Secondo il fondo, il cambiamento di posizione da parte di alcune banche sulle politiche di transizione energetica solleva interrogativi sulla qualità della supervisione dei consigli di amministrazione e sulla gestione dei rischi strategici. Il board ha sottolineato che la propria decisione rientra in una più ampia strategia volta a proteggere il valore di lungo periodo degli investimenti e a garantire che le aziende in portafoglio mantengano una governance coerente con i rischi sistemici legati al clima, alla perdita di biodiversità e all’instabilità sociale.
Laura Hillis, managing director per gli investimenti responsabili del fondo pensione, ha spiegato che la governance rappresenta la prima linea di difesa contro i rischi sistemici. Quando un istituto finanziario riduce o abbandona impegni climatici che gli investitori avevano considerato parte integrante della strategia aziendale, questo può mettere in dubbio l’efficacia del controllo del consiglio e la solidità della strategia di lungo periodo.
Per valutare i comportamenti delle banche, il fondo utilizzerà analisi specifiche basate su diversi strumenti di monitoraggio, tra cui il database “When Banks Step Back” sviluppato dall’organizzazione ShareAction e il TPI Banking Tool. Questi strumenti permettono di individuare casi in cui gli istituti hanno indebolito politiche climatiche, ridotto obiettivi di finanziamento per settori ad alta intensità di carbonio o modificato impegni precedentemente annunciati.
Sulla base di queste analisi, il fondo pensione potrà identificare i direttori ritenuti responsabili di eventuali indebolimenti delle politiche climatiche e decidere se votare contro la loro riconferma o contro i membri dei comitati di rischio e sostenibilità.
Il board ha chiarito che la propria iniziativa non vuole punire le aziende che non sono riuscite a raggiungere alcuni obiettivi nonostante gli sforzi, ma piuttosto a preservare l’integrità della governance. Per gli investitori è infatti fondamentale poter contare su una supervisione credibile e coerente delle politiche climatiche e dei rischi correlati.
