Davide Tassi, Head of Sustainability di ENAV, racconta il percorso che ha permesso al Gruppo di raggiungere importanti risultati nella decarbonizzazione e guarda alle priorità del Piano di sostenibilità 2025-2029.
Nella A List del rating ESG di CDP, il massimo riconoscimento mondiale per le strategie di decarbonizzazione, c’è una sola azienda italiana del settore del trasporto aereo: ENAV. Con 4.500 persone, il gruppo gestisce 24 ore su 24 il traffico nell’intero spazio aereo nazionale, attraverso 45 torri di controllo e quattro Centri di controllo d’area. Quotata alla Borsa di Milano dal 2016 e partecipata al 53,3% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ENAV è una componente fondamentale dell’Air Traffic Management internazionale e uno dei principali attori nella realizzazione del Single European Sky.
Davide Tassi, Head of Sustainability di ENAV, spiega come il gruppo abbia raggiunto questo traguardo, anche grazie al programma di efficientamento delle rotte Free Route che, a partire dal 2016, ha consentito di risparmiare oltre 135 milioni di chilometri di volo e di evitare circa 1,6 milioni di tonnellate di CO2. Tassi presenta inoltre la strategia con cui intende proseguire il percorso. Il Piano di sostenibilità 2025-2029 segna infatti un passaggio preciso: consolidare l’integrazione dei fattori ESG nel business e puntare all’eccellenza, contribuendo alla transizione dell’intero sistema del trasporto aereo.
Quali sono per ENAV le priorità in ambito sostenibilità delineate dal Piano di Sostenibilità 2025‑29?
Per ENAV la sostenibilità è parte della strategia industriale e del modo in cui svolgiamo la nostra funzione al servizio del Paese. Il Piano 2025-2029 segna un passaggio preciso: consolidare l’integrazione dei fattori ESG nel business e puntare all’eccellenza, contribuendo alla transizione dell’intero sistema del trasporto aereo.
Le priorità sono quattro: rafforzare l’impegno climatico, guidare la trasformazione della catena del valore, generare un impatto sociale positivo e accelerare la diffusione della cultura della diversità, dell’equità e dell’inclusione. A queste si affianca un quinto pilastro, trasversale: l’innovazione tecnologica, che rende possibile una parte importante dei miglioramenti operativi e ambientali.
Sul clima lavoriamo su due fronti distinti e complementari: ridurre le emissioni del Gruppo e contribuire a ridurre quelle degli aerei che gestiamo, attraverso rotte e procedure più efficienti. Sulla filiera, il Piano prevede un programma di valutazione e accompagnamento dei fornitori per migliorarne progressivamente le performance ESG.
La dimensione sociale comprende il dialogo strutturato con gli stakeholder, la diffusione della cultura della sostenibilità, l’inclusione delle persone con disabilità, la parità di genere e l’orientamento dei giovani verso le discipline STEM, con particolare attenzione alla presenza femminile nei ruoli tecnici.
A tenere insieme queste priorità è una governance che collega obiettivi, responsabilità e gestione dei rischi. La nostra ambizione non è soltanto rendere ENAV più sostenibile, ma mettere competenze e capacità di innovazione al servizio della sostenibilità dell’intero comparto aviation.
Nel corso del 2025/26 ENAV è entrata per il secondo anno consecutivo, unica azienda italiana del settore del trasporto aereo, nella A LIST del rating ESG di CDP, il massimo riconoscimento mondiale sulle strategie di decarbonizzazione. Come siete riusciti a raggiungere questo traguardo?
L’ingresso nella A List è per noi il riconoscimento di un percorso costruito nel tempo. Non nasce da un singolo progetto, ma dalla capacità di tenere insieme strategia climatica, risultati misurabili, innovazione e governance.
Un primo elemento è la riduzione della nostra impronta ambientale. Nel 2024 le emissioni Scope 1 e 2 sono diminuite dell’87,4% rispetto al 2019. A questo risultato si affianca il raggiungimento della carbon neutrality sullo stesso perimetro. La priorità resta continuare a ridurre le emissioni: il Piano prevede di arrivare nel 2029 a una riduzione del 92% rispetto al 2019, equivalente a circa un terzo in meno rispetto al 2024.
Sono obiettivi sostenuti da interventi concreti: acquisto di elettricità rinnovabile certificata, fotovoltaico, efficientamento degli impianti e progressivo rinnovo delle flotte aziendali con mezzi a minore impatto.
Un secondo elemento è il contributo al settore: ottimizzare la gestione del traffico significa consentire alle compagnie di ridurre consumi ed emissioni. A questo si aggiungono il presidio dei rischi, il coinvolgimento del management e la trasparenza nella rendicontazione.
Il valore di questo riconoscimento, per noi, è soprattutto nello stimolo a proseguire: la credibilità di una strategia di sostenibilità dipende dalla coerenza tra gli impegni dichiarati e i risultati che si riescono a misurare.
ENAV, grazie al programma Free Route, è una delle migliori società al mondo per l’efficientamento delle rotte. Quali risultati avete ottenuto finora in termini di riduzione delle emissioni da parte delle compagnie aeree?
Il Free Route dimostra come l’efficienza operativa possa produrre benefici ambientali ed economici misurabili. Permette alle compagnie di pianificare traiettorie più dirette, superando i vincoli della rete aeroviaria tradizionale e riducendo la distanza da percorrere.
Dal 2016, i risultati cumulati del programma ammontano a oltre 135 milioni di chilometri di volo risparmiati, oltre 537.000 tonnellate di carburante non consumate e circa 1,6 milioni di tonnellate di CO₂ evitate.
Sono tre modi di leggere lo stesso risultato: meno distanza, meno carburante, meno emissioni. Per le compagnie significa anche ridurre i costi operativi; per la collettività significa beneficiare di un trasporto aereo più efficiente dal punto di vista ambientale.
Il Piano guarda al passo successivo: per il 2029 prevede una riduzione del 5,7% delle emissioni generate dal traffico gestito rispetto a uno scenario senza Free Route Airspace Italy. È importante precisare il termine di confronto: misuriamo il beneficio rispetto a come si volerebbe in assenza del programma.
Questa è la specificità del nostro contributo: agire sull’organizzazione dello spazio aereo per consentire di consumare meno carburante, mantenendo la sicurezza come priorità assoluta.
Qual è l’ulteriore contributo che ENAV può dare alla decarbonizzazione del trasporto aereo?
Possiamo contribuire soprattutto migliorando l’efficienza dell’intera traiettoria di volo. Il Free Route è una leva fondamentale, ma l’impegno non si esaurisce nella fase di crociera: riguarda anche la gestione degli arrivi e delle operazioni aeroportuali, con l’obiettivo di ridurre consumi non necessari senza compromettere sicurezza e qualità del servizio.
Il Piano collega questi benefici all’evoluzione del modello operativo e all’innovazione tecnologica. Piattaforme di gestione del traffico di nuova generazione e torri digitali sono strumenti per sostenere questo percorso. Il punto non è digitalizzare per principio, ma trasformare l’innovazione in un miglioramento concreto delle prestazioni e dell’efficienza.
Un’altra leva importante è la filiera. La decarbonizzazione non si ferma al perimetro delle nostre sedi: il Piano prevede il coinvolgimento dei fornitori e programmi di sviluppo delle loro competenze in materia ESG. Entro il 2027 puntiamo a coinvolgere fornitori che rappresentino almeno il 50% delle emissioni Scope 3 relative ai beni capitali (“capital goods”) incluse nel target science-based, prendendo a riferimento i dati 2024.
La nostra responsabilità è quindi duplice: mettere a disposizione del trasporto aereo soluzioni operative che consentano di consumare meno e accompagnare la trasformazione della nostra catena del valore. È così che il contributo di ENAV può diventare parte di un percorso condiviso di decarbonizzazione del settore.
Quali investimenti considerate prioritari nei prossimi anni per rendere il sistema di gestione del traffico aereo italiano più efficiente e resiliente rispetto ai cambiamenti climatici?
Consideriamo prioritari gli investimenti che mettono insieme innovazione operativa, efficienza energetica e sviluppo delle competenze.
Gran parte degli investimenti di ENAV sono finalizzati a rendere il sistema del controllo del traffico aereo sempre più efficiente e all’avanguardia; tra questi vale la pena menzionare l’integrazione dei servizi di avvicinamento nei Centri di Controllo d’Area, il consolidamento degli stessi centri, lo sviluppo delle torri digitali e dei centri di controllo remoti, le piattaforme ATM di nuova generazione e l’automazione meteo. Sono iniziative industriali alle quali il Piano di Sostenibilità collega i benefici attesi nella gestione del traffico e nell’efficienza delle infrastrutture.
Direttamente riconducibili alla riduzione dei consumi e delle emissioni sono invece iniziative riguardanti ulteriori impianti fotovoltaici, l’efficientamento degli impianti di riscaldamento e la gestione di dieci ulteriori punti di fornitura elettrica aeroportuali. A queste azioni si affiancano il rinnovo delle flotte aziendali, la dismissione di alcuni radar primari e gli interventi sugli aiuti visivi luminosi.
Il terzo fronte riguarda la capacità di utilizzare le nuove tecnologie: sperimentazioni sull’intelligenza artificiale, formazione per accrescere le competenze digitali e ricerca in ambito energetico. Qui l’investimento non riguarda soltanto gli strumenti, ma anche le persone che dovranno utilizzarli.
Sul fronte della resilienza, il punto è affiancare alla mitigazione l’adattamento, come indica il Piano: non soltanto ridurre i nostri impatti, ma considerare i rischi climatici nelle scelte operative e infrastrutturali. La direzione è quella di un sistema più efficiente, con persone e tecnologie capaci di sostenerne l’evoluzione, senza arretrare sulla sicurezza.

