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Iniziativa Omnibus dell’UE: la posizione della Germania

Germania spaccata anche sul pacchetto Omnibus. Il Consiglio per la Finanza Sostenibile (SFB) del governo federale tedesco ha pubblicato un documento di posizione con raccomandazioni per un approccio più pratico ed efficiente alla rendicontazione europea sulla sostenibilità, nell’ambito della prevista Iniziativa Omnibus della Commissione Europea. Un documento che prende le distanze e differisce dalla lettera che il Cancelliere tedesco Olaf Scholz aveva scritto a inizio anno a Ursula von der Leyen, chiedendo passi audaci riguardo al pacchetto omnibus di semplificazione in discussione. Scholz, che aveva chiesto un rinvio di due anni della CSRD che peraltro la Germania non ha ancora adottato, aveva scritto che “nella sua forma attuale, i benefici di questa direttiva non sono allineati con l’onere burocratico per le aziende”.

L’SFB, invece, si pone su posizioni meno contrarie. Pur annunciando di accogliere con favore l’Iniziativa Omnibus dell’UE per la semplificazione della rendicontazione sulla sostenibilità, sottolinea che la riduzione degli obblighi di rendicontazione non deve compromettere la qualità e la comparabilità dei dati riportati: non si tratta di deregolamentazione, ma di una regolamentazione mirata per sostenere la transizione. Per l’SFB l’iniziativa Omnibus rappresenta un’opportunità per rendere i requisiti normativi più trasparenti, coerenti, efficienti e pratici, basandosi sui numerosi feedback degli stakeholder. Inoltre, mira a rafforzare la competitività dell’UE nel campo della finanza sostenibile.

“L’Iniziativa Omnibus dell’UE” ha affermato Christian Heller, co-presidente del Consiglio per la Finanza Sostenibile, “è un’opportunità unica per garantire la semplificazione e la coerenza delle normative esistenti, nonché per sviluppare approcci più ampi a livello internazionale. Le intense discussioni all’interno del Consiglio dimostrano che è necessario trovare le giuste soluzioni per stabilire quale livello di trasparenza possa rendere le imprese europee più competitive nel rispetto dei criteri ambientali e sociali durante la loro trasformazione”.

Le principali raccomandazioni dell’SFB per migliorare la rendicontazione sulla sostenibilità in Europa, con particolare attenzione al Regolamento sulla Tassonomia dell’UE, alla Direttiva sulla Rendicontazione della Sostenibilità delle Imprese (CSRD) e alla Direttiva sulla Dovuta Diligenza in materia di Sostenibilità Aziendale (CSDDD), sono:

Semplificazione dei requisiti di rendicontazione, concentrandosi sui dati essenziali e garantendo coerenza con gli standard internazionali esistenti.

• Maggiore certezza giuridica, posticipando le sanzioni fino alla risoluzione delle incertezze normative e proteggendo le aziende che hanno già investito nella conformità alle normative.

• Applicazione pratica attraverso l’uso di standard di rendicontazione consolidati e pratiche già esistenti, riducendo l’onere burocratico e coinvolgendo maggiormente esperti del settore.

• Promozione dell’interoperabilità globale per evitare duplicazioni nei report e migliorare la comparabilità dei dati, con l’obiettivo di creare un quadro normativo coerente per la rendicontazione della sostenibilità.

“Ci sono quattro livelli essenziali, da considerare come il minimo indispensabile: (I) KPI quantitativi non legati a specifici settori, validi attraverso le varie normative. (II) L’analisi della doppia materialità, il maggiore valore aggiunto della CSRD. Da questa derivano (III) KPI quantitativi specifici per settore, che a loro volta determinano (IV) le strategie e i percorsi di transizione delle aziende”, ha concluso Wiebke Merbeth, membro del gruppo di lavoro.

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