La Piattaforma sulla Finanza Sostenibile ha pubblicato un rapporto in cui presenta una nuova categorizzazione dei prodotti finanziari soggetti al regolamento sulla divulgazione di informazioni di sostenibilità (SFDR – Sustainable Finance Disclosure Regulation). In particolare, il gruppo di esperti ha individuato tre categorie principali e criteri minimi da soddisfare per rientravi. I prodotti che non rientrano in queste tre categorie – ovvero prodotti sostenibili, prodotti di transizione, raccolta ESG, saranno “non classificati”. Il documento rappresenta un ulteriore passo nel contesto del riesame della SFDR, con l’obiettivo di garantire maggiore chiarezza e trasparenza per investitori e operatori del settore.
La piattaforma ha inoltre evidenziato che dovrebbero essere sempre esplorate eventuali preferenze di sostenibilità degli investitori attraverso domande che riflettano i loro obiettivi di investimento e che i prodotti non classificati non dovrebbero essere offerti a clienti con preferenze di sostenibilità.
Il gruppo di esperti ha anche sottolineato che la divulgazione precontrattuale e periodica deve essere chiara, concisa e coerente, con l’uso di nomi di categorie che aiutino gli investitori a identificare i prodotti che corrispondono alle loro preferenze di sostenibilità. I prodotti non classificati non devono utilizzare termini legati alla sostenibilità nei loro nomi.
Le Tre Categorie di Prodotti Finanziari
Il rapporto introduce tre categorie principali per i prodotti finanziari, ovvero prodotti sostenibili, di transizione e raccolta ESG.
Prodotti “sostenibili”
Rientrano in questa categoria gli investimenti che contribuiscono positivamente al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità attraverso attività allineate alla Tassonomia UE oppure investimenti sostenibili che non comportano attività significativamente dannose. Quindi in caso di investimenti non allineati questi devono necessariamene superare il criterio “Do No Significant Harm” (DNSH).
Gli indicatori possono essere la percentuale di allineamento alla tassonomia, la quota di investimenti sostenibili, performance degli indicatori di impatto principale (PAI), adesione ai criteri di esclusione nei quali rientrano attività che violano i principi delle Nazioni Unite sui diritti umani, produzione di armi controverse, tabacco.
Prodotti “di transizione”
Rientrano in questa categoria gli investimenti o portafogli che supportano la transizione verso un’economia sostenibile e a zero emissioni nette, evitando il lock-in del carbonio. Una percentuale minima degli investimenti deve essere in linea con strategie di transizione credibili, come piani di transizione aziendali o investimenti in attività allineate alla tassonomia.
Tra gli indicatori rientrano piani di transizione credibili, riduzione delle emissioni di gas serra, allineamento alla tassonomia, attività di engagement e voting. Non possono rientrare in questa categoria attività che non possono essere trasformate in modo sostenibile, come, per esempio, la produzione di carbone termico.
Prodotti della “raccolta ESG”
Rientrano in questa categoria i prodotti che escludono investimenti o attività significativamente dannose e/o investono in attività con elevata integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Una percentuale minima degli investimenti deve seguire uno o più approcci di sostenibilità materiali, come il miglioramento delle performance ESG rispetto a un benchmark di riferimento.
Tra gli indicatori infatti ci sono le performance rispetto a benchmark ESG, riduzione dell’universo di investimento, allocazione in veicoli target sostenibili, transizione o raccolta ESG.
Tra gli esempi di esclusione riportati dagli esperti vi sono le attività che violano i criteri di esclusione dei benchmark di transizione climatica (CTB) o dei benchmark allineati a Parigi (PAB).
Tale categorizzazione mira a facilitare la comprensione per gli investitori al dettaglio, garantire la protezione degli investitori, sbloccare capitali per sostenere l’Agenda della Finanza Sostenibile e promuovere la trasparenza e la comparabilità dei prodotti finanziari sostenibili.
