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I dati di UN Global Compact Network Italia

SDGs: l’85% degli italiani considera prioritaria l’Agenda 2030 sugli obiettivi di sviluppo sostenibile

In Italia l’85% dei cittadini considera la sostenibilità una priorità secondo il nuovo studio The Perception of Sustainable Development by Europeans, realizzato dai Network europei di UN Global Compact e presentato oggi come evento collaterale a New York in concomitanza Leaders Summit 2025 e condotto su 13.000 persone provenienti da 16 Paesi del continente. La ricerca evidenzia come l’attenzione dei cittadini italiani verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e i consumi responsabili sia superiore alla media europea, che si ferma all’80%.

Il 75% degli europei ritiene invece che governi e imprese debbano destinare maggiori risorse agli SDGs, ma anche qui il Paese si distingue: otto italiani su dieci chiedono più determinazione alle istituzioni e il 79% sollecita un impegno concreto al mondo delle imprese, mentre il 36% crede possibile raggiungere gli obiettivi entro il 2030.

La sostenibilità entra sempre più anche nelle scelte quotidiane. Secondo lo studio infatti l’80% degli europei dichiara di tenerne conto negli acquisti anche se solo il 27% lo fa sempre. Anche in questo caso l’Italia si distingue per un’attenzione ancora più forte con il 55% dei cittadini che la considera un criterio decisivo, sopra la media continentale. Si tratta di un’evoluzione strutturale, in cui la sostenibilità non è più accessoria ma talvolta prevale sui parametri tradizionali di prezzo e qualità. Sul piano normativo, cresce il sostegno a regole più severe con l’87% degli italiani che ne riconosce la necessità, rispetto all’85% europeo, pur chiedendo in parallelo semplificazione e riduzione degli oneri burocratici.

Tallone d’Achille per le imprese italiane che, invece, perdono la fiducia. Solo il 36% valuta favorevolmente l’impatto delle aziende sulla sostenibilità, con un riconoscimento concentrato soprattutto sulle questioni legate al lavoro, mentre la media europea si attesta al 47% in tema di diritti dei lavoratori e il 43% su diritti umani e tutela ambientale.

Nonostante questo clima di sfiducia, continua a prevalere la convinzione che la sostenibilità sia una leva competitiva. I dati parlano del 70% degli europei e del 75% degli italiani che la considerano un driver strategico per le imprese, e una quota significativa ripone fiducia anche nell’innovazione tecnologica, con il 69% degli europei e il 68% degli italiani che vedono nell’intelligenza artificiale un alleato del progresso sostenibile.

A sottolineare il quadro interviene Daniela Bernacchi, Executive Director di UN Global Compact Network Italia, che richiama la responsabilità del Paese “I cittadini italiani mostrano una sensibilità superiore alla media europea, un segnale che deve tradursi in un’opportunità per il nostro Paese di assumere un ruolo guida nella transizione verso modelli più equi, inclusivi e rispettosi dell’ambiente. A cinque anni dal 2030 è necessario tenere alta l’attenzione: secondo il Progress Report 2025 delle Nazioni Unite, il 18% degli obiettivi di sviluppo sostenibile è “on-track”, il 48 % progredisce moderatamente o marginalmente, il 35% è in stagnazione o regressione. Lo studio registra come dei 169 target dell’Agenda 2030, solo 139 siano stati misurati correttamente dal 2015 a oggi. Tra questi, il 35% registra progressi adeguati, ma il 48% procede in modo insufficiente. Per colmare il gap degli Sdgs servirebbero ulteriori investimenti per circa 4 trillioni di dollari l’anno. È indispensabile un impegno concreto, misurabile e condiviso da istituzioni, imprese e società civile. Ci auguriamo che questo report possa costituire uno strumento di riferimento per orientare scelte e investimenti, utile a policy maker, aziende e cittadini. L’Unione Europea resta un riferimento imprescindibile, ma il successo dipenderà soprattutto dal coinvolgimento del settore privato, che deve interpretare la sostenibilità come leva di competitività, innovazione e trasparenza”.

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