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Audi, migliaia di lavoratori in piazza contro la possibile chiusura dello stabilimento a Sud della Germania

Migliaia di dipendenti di Audi sono scesi in piazza mercoledì 29 luglio a Neckarsulm, nel sud della Germania, per protestare contro la possibile chiusura dello storico stabilimento, uno dei siti produttivi che il gruppo Volkswagen sta valutando nell’ambito del piano di riorganizzazione destinato a ridurre costi e rilanciare la competitività.

Secondo il consiglio di fabbrica, alla manifestazione hanno partecipato circa 6.000 persone, preoccupate per le prospettive occupazionali di un impianto che dà lavoro a circa 15.000 dipendenti e produce modelli come Audi A5, A6 e A8, oltre alla sportiva elettrica e-tron GT.

La mobilitazione si inserisce in un momento particolarmente delicato per l’industria automobilistica tedesca. Nello stesso giorno anche BMW ha annunciato nuovi tagli occupazionali, confermando le difficoltà che stanno attraversando i principali costruttori europei, alle prese con costi di produzione elevati, crescente concorrenza cinese nel settore dell’elettrico e impatto dei dazi statunitensi.

Incertezza sul futuro dello stabilimento

I lavoratori chiedono indicazioni chiare sul destino del sito produttivo. L’amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Oliver Blume, ha infatti indicato Neckarsulm come uno dei quattro stabilimenti tedeschi che potrebbero essere chiusi dopo il 2030 qualora non venissero individuate soluzioni alternative.

Al momento il gruppo non ha preso decisioni definitive. Tra le ipotesi allo studio figurano nuove collaborazioni nel settore della difesa oppure l’eventuale produzione in Germania di modelli Volkswagen sviluppati per il mercato cinese e oggi non commercializzati in Europa, con l’obiettivo di sfruttare la capacità produttiva inutilizzata.

La seconda parte dell’anno si preannuncia comunque complessa, con negoziati destinati a intensificarsi tra il management e i rappresentanti dei lavoratori. Sul tavolo ci sarebbe anche un ampliamento del piano di riduzione del personale, che potrebbe arrivare fino a 100.000 posti di lavoro a livello di gruppo.

Le difficoltà di Audi

Audi sta affrontando una fase complicata, segnata dal rallentamento delle vendite in Cina, uno dei mercati più importanti per il marchio, e dalla limitata capacità produttiva negli Stati Uniti, che la rende più esposta agli effetti dei dazi sulle importazioni.

Già nel 2025 la casa automobilistica aveva annunciato un piano per eliminare fino a 7.500 posti di lavoro in Germania entro il 2029, concentrando gli interventi soprattutto nelle funzioni amministrative e nello sviluppo.

Secondo il consiglio di fabbrica dello stabilimento, l’assegnazione a Neckarsulm della produzione di un nuovo modello elettrico ad alto volume potrebbe rappresentare una soluzione concreta per garantire la continuità produttiva del sito.

Timori per l’economia regionale

L’eventuale chiusura dello stabilimento avrebbe ripercussioni che andrebbero oltre Audi. Secondo quanto riportato da Reuters, il sindaco di Neckarsulm, Steffen Hertwig, ha definito questa prospettiva “un disastro”, sottolineando il rischio di un effetto domino sull’intera economia del Baden-Württemberg, una delle regioni simbolo dell’industria automobilistica tedesca.

Nell’area hanno sede anche Mercedes-Benz, Porsche e numerosi fornitori della filiera, tra cui Bosch, tutti alle prese con le trasformazioni imposte dalla transizione verso la mobilità elettrica e dalla crescente pressione competitiva internazionale.

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