Alleanze trasformative: è così che Bolton definisce le partnership con WWF e Oxfam. Collaborazioni che hanno permesso al gruppo di farsi promotore, negli ultimi quattro anni, di una visione integrata di sostenibilità e che hanno condotto a importanti risultati economici, ambientali e sociali. Oggi il 99,7% del tonno Bolton proviene da fonti responsabili e, grazie agli Human Rights Impact Assessment condotti lungo la catena di fornitura, sono in atto piani d’azione concreti per garantire salari dignitosi, libertà di associazione e uguaglianza di genere. E l’impegno non terminerà qui: Bolton ha rinnovato fino al 2028 le partnership con le due organizzazioni internazionali, confermando il suo impegno verso una pesca sostenibile e la tutela dei diritti umani lungo la filiera ittica. Il gruppo punta ad estendere l’approccio sostenibile a 700.000 tonnellate di tonno, pari al 12% del pescato mondiale, a certificare MSC (Marine Stewardship Council) tutto il tonno Rio Mare entro il 2030 (per garantire che le attività di pesca siano sostenibili e ben gestite secondo rigorosi standard ambientali riconosciuti a livello globale), mentre nuovi assessment sui diritti umani verranno avviati in Paesi strategici come l’Indonesia, rafforzando la due diligence aziendale e l’advocacy globale. Proprio risultati e obiettivi di queste alleanze trasformative sono state al centro dell’evento Insieme per un impatto positivo, organizzato da Bolton, WWF e Oxfam presso IBM Studios di Milano.
L’evento è stato aperto da Luca Alemanno, Chief Executive Officer Bolton Food, Alessandra Prampolini, Direttrice Generale WWF Italia, e Roberto Barbieri, Direttore Generale Oxfam Italia che, partendo appunto dall’esperienza concreta delle collaborazioni in corso, hanno avviato un confronto per capire in che modo queste alleanze trasformative possano promuovere un modello di business più responsabile, capace di trasformare l’intero settore.
“Oggi un’azienda che vuole agire la sostenibilità in maniera concreta, affrontandola in tutte le sue dimensioni, deve assumersi la responsabilità del proprio impatto: non solo migliorare le proprie performance, ma contribuire attivamente a un cambiamento più ampio e sistemico” ha dichiarato Alemanno, “Per Bolton, la sostenibilità è parte integrante del modo di fare impresa, che si basa su una visione che guarda al lungo termine ed è orientata alla generazione di valore che duri nel tempo per tutti gli stakeholders. In un settore complesso come quello del seafood, dove si intrecciano sfide ambientali e sociali, abbiamo scelto di non affrontare questo percorso da soli. Abbiamo costruito alleanze solide, come quelle con WWF e Oxfam, che ci hanno accompagnato con competenza e rigore in un percorso trasformativo. Questa è per noi l’essenza di una leadership responsabile: indicare una direzione, unire le forze per costruire le condizioni per un impatto concreto, e farlo con il coraggio di affrontare anche ciò che è difficile.”
D’altro canto, come ricorda Prampolini, le grandi sfide ambientali che il Pianeta si trova ad affrontare richiedono risposte immediate, coraggiose e, soprattutto, collettive. “Come WWF, crediamo da sempre nel valore di collaborazioni strategiche con il mondo delle imprese, a patto che siano fondate su impegni concreti e misurabili. Lavorare insieme significa anche unire le forze in attività di advocacy che spingano le istituzioni a prendere decisioni ambiziose a garanzia di una gestione sostenibile degli oceani, e far sì che il cambiamento non interessi una singola realtà ma sia di ispirazione ed esempio per l’intero settore.”
Oggi in un mondo segnato da disuguaglianze crescenti, è indispensabile che le imprese assumano un ruolo attivo nella promozione dei diritti umani, dell’equità e dell’inclusione lungo le proprie filiere, aggiunge Barbieri: “Come Oxfam, ci impegniamo ogni giorno per costruire alleanze che aiutino a innalzare questi standard, sfidando il settore privato a fare la propria parte in modo trasparente e responsabile. Siamo consapevoli delle difficoltà normative e operative che le aziende devono affrontare, per questo promuoviamo un approccio realistico e progressivo, capace di valorizzare ogni passo concreto riconoscendo e intervenendo sulle reali cause e coinvolgendo i diversi stakeholder. Lavorare accanto a realtà come Bolton ci consente di costruire percorsi tangibili che possono diventare un riferimento positivo, contribuendo a generare un cambiamento sistemico a beneficio di milioni di lavoratori e delle comunità in cui operano.»
Indice
L’impegno per una pesca sostenibile e la tutela degli oceani
Gli oceani, definiti i polmoni blu del Pianeta per il loro ruolo cruciale nella regolazione del clima e nella produzione di ossigeno, stanno affrontando una crisi sempre più grave: secondo il Living Planet Report 2024 del WWF, le popolazioni marine monitorate sono diminuite del 56% tra il 1970 e il 2020, a causa della pesca eccessiva, del degrado degli habitat e degli effetti del cambiamento climatico. Questo declino compromette non solo la biodiversità marina, ma anche la sicurezza alimentare e la resilienza socioeconomica delle comunità costiere. (Fonte LPR 2024)
Alla luce di questo contesto, il rinnovo per la terza volta consecutiva e per i prossimi 4 anni della partnership tra WWF e Bolton con la sua Business Unit Food (in cui rientrano marchi riconosciuti come Rio Mare e Saupiquet), si rivela oggi più che mai rilevante, sancendo una delle collaborazioni più avanzate e durature tra un’azienda e una ONG internazionale, all’interno del settore ittico.
Il percorso, iniziato nel 2017, ha previsto in primo luogo lo sviluppo di una roadmap per rendere tutta la catena di approvvigionamento più sostenibile. Nel 2024 il 99,7% degli approvvigionamenti di tonno dell’azienda proviene da fonti responsabili, ovvero da attività di pesca certificate MSC (Marine Stewardship Council) o da progetti di miglioramento della pesca (FIP – Fishery Improvement Projects).
Sono state anche condotte attività di advocacy verso decision maker e istituzioni a livello globale che si occupano della gestione degli oceani e delle attività di pesca per spingerli a mettere in atto azioni concrete di tutela della salute degli stock di tonno e per il miglioramento della tracciabilità, della trasparenza e della conservazione dei mari.
Inoltre, oggi il 100% dei prodotti a base tonno a marchio Rio Mare e Saupiquet è completamente tracciabile “dal mare alla tavola”, con informazioni condivise in tempo reale con i consumatori. A partire dal 2018 sono state portate avanti anche attività di comunicazione e sensibilizzazione rivolte ai consumatori, attraverso l’iniziativa “Insieme per gli oceani” che ha coinvolto 11 Paesi, ed è diventata in Italia anche un progetto educativo, approvato dal MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito) che ha raggiunto in 6 anni il 70% delle scuole elementari italiane.
Infine, sono state supportate iniziative di conservazione e tutela della biodiversità, tra cui un progetto a tutela di 8.000 ettari di foreste di mangrovie in Ecuador, un ecosistema importantissimo per tutti noi.
Nuovi obiettivi
Nei prossimi quattro anni sarà ampliato il perimetro della partnership coinvolgendo non solo il tonno utilizzato per i brand dell’azienda, ma tutto il tonno di cui Bolton si approvvigiona, passando da circa 130.000 a 700.000 tonnellate annue. Questo permetterà di migliorare la sostenibilità di circa il 12% del tonno pescato a livello mondiale.
Per quanto riguarda l’approvvigionamento sostenibile, l’azienda si impegna ad avere entro il 2028 almeno il 95% del tonno che acquista in linea con i nuovi sustainable fisheries criteria stabiliti nella partnership. Questi criteri si basano sui più alti standard internazionali già esistenti (come la certificazione MSC o le misure di conservazione della ISSF – International Seafood Sustainability Foundation) e riguarderanno la salute e l’abbondanza degli stock e la loro gestione responsabile. L’ambizione è quella di poter realizzare un modello di riferimento che sia anche un patrimonio per il miglioramento di tutta la industry.
Inoltre, entro il 2030, Bolton mira ad avere il 100% del tonno Rio Mare proveniente esclusivamente da attività di pesca certificate MSC.
L’impegno per la tutela dei diritti umani lungo la filiera
Quasi un terzo delle aziende italiane analizzate da un’indagine condotta da Oxfam Italia nel 2023 non considera adeguatamente il rischio di violazioni dei diritti umani legato alle proprie attività. Solo il 12% ha adottato strumenti di due diligence mentre in oltre il 60% dei casi la gestione dei diritti umani è delegata esclusivamente alla funzione risorse umane, senza il coinvolgimento di settori chiave come acquisti o operations.
In questo scenario, Bolton è stata la prima impresa italiana a stringere già nel 2020 una partnership con Oxfam perseguendo un approccio multi-paese per tutelare e valorizzare le persone e le comunità coinvolte nella filiera ittica. Nel corso della collaborazione Bolton e Oxfam hanno lavorato insieme per analizzare le politiche aziendali in tema di tutela dei diritti umani per poterle migliorare e rafforzare.
Durante i 4 anni di lavoro insieme è stato anche valutato l’impatto sui diritti umani in tre delle principali catene di approvvigionamento del tonno di Bolton: Ecuador, Marocco e Colombia, ancora in corso in corso, attraverso la metodologia dello Human Rights Impact Assessment (HRIA) di Oxfam. Parte fondamentale delle attività legate agli assessment è lo sviluppo e implementazione di piani di azione triennali volti a prevenire, mitigare e rimediare agli impatti reali e potenziali identificati da Oxfam.
Nuovi obiettivi
Nei prossimi quattro anni proseguirà il percorso di analisi attraverso lo Human Rights Impact Assessment in altre geografie estremamente rilevanti per Bolton, come per esempio l’Indonesia.
Inoltre Oxfam continuerà a supportare Bolton nell’implementazione dei piani d’azione sviluppati nei paesi già analizzati (Ecuador, Marocco e Colombia), in cui rientrano il tema dell’uguaglianza di genere e la diversità, la promozione della libertà di associazione, l’accesso ai meccanismi di reclamo e rimedio e il salario dignitoso (living wage).
Al contempo, Bolton continuerà ad implementare il proprio sistema di due diligence, sviluppato con il supporto di Oxfam, con l’obiettivo di verificare e monitorare il rispetto delle proprie policy lungo tutta la catena di fornitura.
In ultimo, Oxfam accompagnerà l’azienda al fine di cogliere opportunità di advocacy pubblica che possano spingere l’intero settore ad abbracciare questo nuovo corso della sostenibilità sociale e della tutela dei diritti umani nelle filiere globali.
Le partnership trasformative che Bolton ha costruito con WWF e Oxfam rappresentano un modello concreto e replicabile per ogni realtà imprenditoriale che voglia interpretare la sostenibilità non come un vincolo, ma come una leva di valore e competitività. Insieme, queste alleanze dimostrano che la vera leadership si esercita attraverso la collaborazione: affrontando con rigore le sfide ambientali e sociali più materiali, e trasformando le filiere produttive in motori di cambiamento positivo.
