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Signorini (Ivass): servono incentivi per sviluppare le assicurazioni sul rischio climatico e di catastrofi

“A mio avviso, nell’ottica assicurativa il rischio climatico, e più in generale i rischi fisici derivanti dall’ambiente, non potranno essere affrontati con successo se non con una combinazione di azioni pubbliche (investimenti, regole, incentivi) e sviluppo del mercato dell’assicurazione contro i danni”-ha dichiarato il Presidente dell’IVASS Luigi Federico Signorini, durante la presentazione della Relazione annuale sull’attività svolta dall’Istituto di vigilanza delle assicurazioni nel 2020.

Signorini ha aggiunto: “La sfida climatica coinvolge molte istituzioni; le autorità di regolamentazione e vigilanza finanziaria hanno un ruolo importante. Spetta però alle istituzioni di governo, attraverso regole, tasse e incentivi, stabilire il come, il quanto e il quando delle politiche per la transizione. La regolamentazione prudenziale deve rimanere fondata sul rischio. Eventuali riduzioni dell’assorbimento di capitale per investimenti ed emissioni “verdi” dovrebbero essere introdotte solo sulla base dell’evidenza del minore rischio a essi associato. A ognuno il proprio mestiere”.

Per le assicurazioni, la valutazione dei fattori climatici è necessaria sia per la gestione del rischio del portafoglio di investimenti, sia per l’orientamento delle strategie di offerta di prodotti di copertura-prosegue  Signorini-Il primo aspetto, comune in gran parte a banche e ad altre istituzioni finanziarie, consiste nel valutare i rischi fisici e di transizione degli emittenti degli strumenti in cui le compagnie investono, e integrare questa valutazione nel processo complessivo di risk management. I rischi climatici sono per lo più a lungo termine, dunque molto rilevanti nel contesto dell’attività assicurativa”.

“Il secondo aspetto è specificamente connaturato all’attività del settore e riguarda tanto la valutazione del rischio delle coperture esistenti, quanto lo sviluppo dell’offerta di copertura del rischio ambientale. Circa quest’ultimo punto, l’Ivass partecipa a un progetto pilota che EIOPA sta sviluppando, con il sostegno della Commissione Europea, per identificare le principali aree di rischio climatico e i fattori chiave del gap di protezione assicurativa; sia pure in diversa misura, essi riguardano molti paesi dell’Unione. L’Italia, vale la pena di tornare a ricordarlo, è tra i paesi più esposti al rischio di catastrofi naturali, ma anche tra quelli dove è minore il grado di penetrazione assicurativa”- ha affermato il Presidente Signorini.