EBA aggiornamento ITS | ESG news

Autorità Bancaria Europea

EBA sospende l’attuazione di alcune regole sulla disclosure dei rischi ESG nell’ambito del Pillar 3

L’Autorità bancaria europea (EBA) ha sospeso l’attuazione di alcune regole sulla rendicontazione di sostenibilità per le banche nell’ambito del Pillar 3 in attesa delle modifiche del pacchetto Omnibus. L’EBA ha infatti invitato, attraverso una lettera di non intervento (no-action letter), le istituzioni bancarie e le autorità di vigilanza a non dare priorità all’applicazione immediata di alcuni modelli di disclosure relativi ai rischi ambientali, sociali e di governance (ESG). Contestualmente, ha pubblicato un aggiornamento del proprio dashboard dei rischi ESG (lanciato lo scorso aprile) per il monitoraggio e l’analisi dei rischi climatici che minacciano il settore bancario dell’Unione Europea (UE) e dello Spazio Economico Europeo (SEE). Al momento la situazione appare stabile per le banche UE e SEE.

Il provvedimento nasce dalla situazione di incertezza regolatoria determinata dal pacchetto legislativo Omnibus della Commissione europea, che mira a razionalizzare e semplificare gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità nell’Unione, riducendo gli oneri amministrativi e introducendo correttivi proporzionali soprattutto per le istituzioni di minori dimensioni. In questo scenario, la scelta dell’EBA si configura come uno strumento di stabilizzazione: fino a quando non entreranno in vigore le modifiche agli standard tecnici di attuazione (ITS) del Pilastro 3 in materia ESG, le autorità di vigilanza nazionali sono invitate a non dare priorità all’applicazione di determinati modelli di disclosure. Nello specifico l’ente raccomanda che, per il periodo a partire dalla data di riferimento del 30 giugno 2025 fino all’adozione e all’entrata in vigore delle modifiche agli ITS dell’EBA sulle disclosure:

(a) per le grandi istituzioni che hanno emesso titoli ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato di uno Stato membro, le autorità competenti non diano priorità all’applicazione di:
i. l’obbligo di disclosure dei modelli da EU 6 a EU 10 (ovvero riguardanti esposizioni e rischi legati a clima e fattori ESG come, per esempio, emissioni di CO₂ finanziate, esposizioni verso settori ad alto impatto ambientale, allineamento alla tassonomia UE); della colonna c del Modello 1 e della colonna c del Modello 4 (che dovrebbero contenere dati granulari specifici sulle stesse esposizioni) del Regolamento di esecuzione (UE) 2024/3172 della Commissione, ovvero relativo alla pubblicazione dei dati ESG in formato comparabile tra tutte le banche;
ii. la raccolta dei modelli da EU 6 a EU 10; della colonna c del Modello 1; e della colonna c del Modello 4 della Decisione EBA/DC/498 del 6 luglio 2023, ovvero relativo alla trasmissione di tali dati alle autorità di vigilanza;

(b) per tutte le istituzioni diverse da quelle menzionate al punto (a), recentemente incluse nell’ambito di applicazione dell’articolo 449a del Regolamento sui requisiti patrimoniali (CRR), le autorità competenti non diano priorità all’applicazione dell’obbligo di disclosure dei corrispondenti modelli relativi ai rischi ESG previsti dal Regolamento di esecuzione (UE) 2024/3172 della Commissione.

Secondo quanto si legge in un comunicato dell’EBA, questa sospensione temporanea non rappresenta un arretramento nella trasparenza, bensì una misura di coerenza normativa e di salvaguardia per le banche, che rischierebbero altrimenti di dover affrontare obblighi contraddittori o ridondanti, con un aggravio sproporzionato di costi e di complessità operativa.

L’obiettivo dichiarato, come ribadito dal presidente José Manuel Campa, è infatti garantire un’attuazione graduale e ordinata dei requisiti ESG, salvaguardando nel contempo fiducia del mercato, tutela degli investitori e stabilità sistemica. In questo senso, la non action letter si inserisce nel solco dell’articolo 9c del Regolamento (UE) n. 1093/2010, che consente all’EBA di intervenire in via eccezionale laddove l’assenza di norme attuative o la coesistenza di atti legislativi potenzialmente confliggenti possano generare incertezza giuridica e rischi per l’integrità del mercato.

Contestualmente, l’EBA ha aggiornato il proprio ESG risk dashboard con dati al dicembre 2024, evidenziando una sostanziale stabilità nel panorama dei rischi climatici e di sostenibilità per le banche dell’UE e dello Spazio Economico Europeo.

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