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Autorità Bancaria Europea

EBA semplifica il reporting ESG per le banche di piccole e medie dimensioni

Dopo la semplificazione per le aziende arriva quella per le banche, in materia di dati ESG. L’Autorità Bancaria Europea (EBA) ha avviato una consultazione per proporre modifiche al Regolamento di esecuzione della Commissione Europea riguardo alle informative Pillar 3 previste dall’aggiornamento del quadro normativo sui requisiti patrimoniali CRR3 (Capital Requirements Regulation 3). L’obiettivo è introdurre un framework di disclosure ambientale, sociale e di governance (ESG) proporzionato e allineato al pacchetto Omnibus I pubblicato a febbraio 2025 dalla Commissione per semplificare il reporting di sostenibilità.

La revisione dell’EBA introduce un approccio proporzionato, modulando gli obblighi di rendicontazione in base alla dimensione, complessità e tipologia degli istituti finanziari. In particolare, le banche non quotate e di piccole dimensioni saranno soggette a requisiti semplificati, con disclosure ridotte ai soli rischi fisici e di transizione, mentre le grandi istituzioni quotate continueranno ad applicare il regime esistente, con miglioramenti mirati nella chiarezza e applicabilità dei requisiti normativi.

Oltre a garantire un allineamento normativo con il Regolamento Tassonomia, includendo l’integrazione dei codici NACE e la definizione del Green Asset Ratio (GAR), la proposta dell’EBA introduce anche un pacchetto di misure transitorie per facilitare l’implementazione delle nuove disposizioni ESG. Le autorità di vigilanza avranno margine di flessibilità nella supervisione, potendo adottare strategie come la “no action letter”, per ritardare l’applicazione di determinate disclosure senza compromettere la stabilità finanziaria. Inoltre, sarà fornita una mappatura aggiornata tra Pillar 3 e reporting di supervisione, agevolando l’adattamento degli istituti alle nuove normative senza impatti operativi eccessivi.

Con questa revisione, l’EBA punta a migliorare la trasparenza e coerenza informativa, senza aumentare il peso regolatorio per le grandi banche e facilitando l’adeguamento per le PMI bancarie. La consultazione resterà aperta fino al 22 agosto 2025, con l’analisi dei feedback da parte dell’EBA prima della trasmissione della versione definitiva alla Commissione Europea. Il documento di consultazione rappresenta la fase finale di attuazione dei requisiti informativi Pillar 3 previsti dal pacchetto CRR3, che estende l’ambito di applicazione delle informative sui rischi ESG a tutte le istituzioni, e introduce l’obbligo di disclosure su shadow banking ed esposizioni azionarie.

Pillar 3: trasparenza e disciplina di mercato nel sistema bancario

Nel contesto di una finanza sempre più orientata alla sostenibilità e alla gestione del rischio, il Pillar 3 si conferma uno strumento essenziale per garantire la trasparenza nel settore bancario. Parte del quadro regolatorio di Basilea III, il Pillar 3 impone agli istituti finanziari di rendicontare pubblicamente dati chiave sulla propria solidità patrimoniale, sulle esposizioni ai rischi e sulle strategie di mitigazione, permettendo agli investitori e agli stakeholder di valutare con maggiore precisione la stabilità delle banche.

A differenza del Pillar 1, che definisce i requisiti minimi di capitale, e del Pillar 2, che disciplina la supervisione prudenziale, il Pillar 3 punta a rafforzare la disciplina di mercato, favorendo decisioni informate da parte degli operatori finanziari e incentivando una gestione più efficace dei rischi. Nel quadro del CRR3, il Pillar 3 viene ampliato per includere nuove disclosure sui rischi ESG, esposizioni azionarie e aggregati verso entità bancarie ombra. Inoltre, introduce l’utilizzo dei nuovi codici di classificazione statistica delle attività economiche dell’UE (NACE).

Approccio proporzionato e impatto sulle PMI bancarie

Tra le modifiche principali, la proposta introduce un sistema semplificato di disclosure ESG, prevedendo l’obbligo di rendicontare solo informazioni essenziali per le banche non sistemiche, con particolare attenzione ai rischi fisici e di transizione e alle esposizioni nei settori fossili. Per le grandi banche quotate non vengono imposti nuovi requisiti, ma viene migliorata la chiarezza delle informazioni richieste, in risposta ai quesiti ricevuti dall’EBA sulle attuali normative. 

Un aspetto centrale della revisione riguarda poi il pieno allineamento con il Regolamento Tassonomia, assicurando che i template di disclosure siano automaticamente aggiornati in funzione delle evoluzioni normative, evitando interventi regolatori ripetitivi.

Per supportare gli istituti finanziari nella transizione, l’EBA ha introdotto disposizioni transitorie che permettono un’applicazione graduale fino al 2026. Durante questo periodo, le grandi istituzioni continueranno ad adottare le regole esistenti, con sospensioni temporanee per le informazioni relative al Green Asset Ratio (GAR) e alla Taxonomy Regulation. La proposta punta inoltre a una maggiore flessibilità nella supervisione, raccomandando alle autorità competenti di non dare priorità all’applicazione immediata di determinati obblighi per evitare eccessivi oneri operativi sugli istituti già coinvolti nella disclosure ESG. Contestualmente, l’EBA metterà a disposizione strumenti di mappatura tra Pillar 3 e reporting di supervisione, facilitando l’integrazione delle nuove normative nel sistema bancario europeo e garantendo un passaggio graduale alle nuove regole.

Verso un equilibrio tra regolamentazione e sostenibilità finanziaria

La revisione del Pillar 3 proposta dall’EBA introduce un sistema di disclosure ESG più equilibrato e proporzionato, adattando gli obblighi di rendicontazione alle caratteristiche degli istituti finanziari e semplificando i requisiti per le PMI bancarie. L’intento è garantire maggiore trasparenza, ridurre gli oneri amministrativi e migliorare la gestione del rischio ESG, assicurando al contempo una piena coerenza con il quadro normativo europeo.

Tuttavia, mentre le imprese chiedono un allentamento delle normative ESG, il settore bancario mantiene una posizione cauta, sottolineando che la valutazione del rischio è un principio imprescindibile, inscindibile dai framework regolatori già in uso. La necessità di garantire stabilità finanziaria e conformità con i modelli di rischio prudenziale limita la possibilità di un’attenuazione delle normative senza un’accurata analisi delle implicazioni economiche e sistemiche.

Con la chiusura della consultazione pubblica prevista per il 22 agosto 2025, l’EBA valuterà i feedback ricevuti prima di sottoporre la versione definitiva alla Commissione Europea. Il risultato potrebbe delineare un quadro più flessibile, ma senza compromettere gli elementi fondamentali della regolamentazione ESG, che continuano a rappresentare un pilastro essenziale nella gestione del rischio e nell’evoluzione della finanza sostenibile nel settore bancario.