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VSME Standard

Come rendicontare la sostenibilità, EFRAG pubblica 3 guide pratiche per le PMI

Questo articolo è tra i più letti degli ultimi 30 giorni.

Per aiutare le imprese con meno di 250 dipendenti a preparare il reporting di sostenibilità volontario secondo il VSME Standard (Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs) europeo, l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) ha pubblicato tre guide di supporto C2, C3 e C7 che forniscono indicazioni pratiche, esempi concreti e istruzioni passo passo. In questo modo le PMI dispongono ora di strumenti operativi per rendicontare la sostenibilità in modo semplice, credibile e utile per gli stakeholder.

Queste guide nascono proprio per rispondere alle difficoltà riscontrate dalle piccole e medie imprese nella prima consultazione pubblica e nei test di campo del VSME: molte aziende infatti hanno espresso la necessità di esempi, casi di studio e indicazioni passo passo per affrontare alcune dichiarazioni considerate particolarmente complesse.

Le guide, nello specifico, supportano le PMI in tre ambiti rilevanti del reporting sostenibile: le pratiche, le politiche e le iniziative future per la sostenibilità (C2), la definizione di obiettivi di riduzione dei gas serra e piani di transizione climatica (C3), e la gestione dei gravi incidenti negativi relativi ai diritti umani (C7).

La guida C2: pratiche, politiche e iniziative future per una economia più sostenibile

La guida di supporto alla disclosure C2 affronta il cuore narrativo di molte PMI: descrivere cosa fanno concretamente per migliorare la sostenibilità della loro attività. La dicitura formale nel VSME Standard richiede di raccontare pratiche, politiche e iniziative future che spingono l’impresa verso un profilo più sostenibile, non solo per rispetto delle norme, ma come contributo alla transizione verso un’economia più responsabile.

Stando alla guida, una pratica può includere attività già in corso come la riduzione dei consumi, misure per prevenire l’inquinamento, programmi di formazione dei dipendenti sulla sostenibilità, o iniziative di sicurezza dei prodotti. Le politiche sono quadri decisionali (formalizzati con documenti o, nei casi più snelli, informali) che guidano come l’azienda integra gli obiettivi ESG nei processi decisionali. Le iniziative future sono, infine, piani o progetti in corso di sviluppo, attesi per migliorare impatti ambientali o sociali nel tempo.

Dal punto di vista pratico, la guida è divisa in due sezioni principali: una lista di esempi di possibili pratiche, politiche e iniziative organizzata per temi di sostenibilità, e una serie di case study che mostrano come diverse PMI abbiano affrontato la disclosure C2 con linguaggi e livelli di complessità diversi.

Puoi scaricare la guida qui.

La guida C3: obiettivi di riduzione dei GHG e piani di transizione climatica

La disclosure C3 è particolarmente tecnica e riguarda gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) e, per alcune imprese, i piani di transizione climatica.

Il primo passo per le aziende è comprendere cosa significhi stabilire un obiettivo credibile di riduzione dei GHG, che deve essere basato su un anno di riferimento, definire in modo chiaro la percentuale di riduzione e l’orizzonte temporale entro il quale si mira a raggiungerla, e deve includere tutte le emissioni pertinenti (Scope 1 e Scope 2, e, se volontariamente incluse, anche Scope 3). La guida fornisce indicazioni su come strutturare questo processo, sui termini, sui criteri di misurazione e sui metodi per calcolare i progressi.

Per le PMI operanti in settori ad alto impatto climatico, la guida prosegue con un supporto passo passo alla definizione di un climate transition plan: un piano che descrive come l’azienda intende raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni, quali azioni strategiche intraprendere e come monitorare i risultati nel tempo.

Anche se non tutte le PMI sono tenute o desiderano adottare piani di transizione climatica, per chi lo fa questo strumento rappresenta un riferimento per strutturare un reporting solido, credibile e coerente con gli standard europei.

Puoi scaricare la guida qui.

La guida C7: gestione e rendicontazione dei gravi incidenti sui diritti umani

La disclosure C7 affronta un aspetto di forte sensibilità sociale: gli impatti negativi sui diritti umani che possono verificarsi, soprattutto nella catena di fornitura, e che richiedono trasparenza e responsabilità nella loro gestione e comunicazione.

Un incidente confermato (ossia un caso che ha dato luogo a un’azione legale o a un reclamo formale presso l’impresa o le autorità competenti) può riguardare, ad esempio, l’uso di lavoro minorile da parte di un fornitore, impatti negativi sulla salute delle comunità locali legati a pratiche agricole o produttive, oppure violazioni della privacy dei clienti, soprattutto nei settori digitali. Attraverso esempi concreti e scenari realistici, la guida aiuta le PMI a capire come inquadrare correttamente un evento negativo, documentare le verifiche svolte e descrivere in modo trasparente le misure correttive o di mitigazione adottate.

La guida chiarisce inoltre che questi incidenti devono essere rendicontati con riferimento alla catena del valore estesa, e non alla forza lavoro interna. La disclosure deve essere chiara e basata su elementi verificabili, come indagini ufficiali, accertamenti interni o comunicazioni delle autorità competenti. L’obiettivo è duplice: dimostrare la responsabilità dell’impresa nella gestione degli impatti sociali e rendere evidenti i processi interni di monitoraggio e risposta alle criticità.

Questa guida aiuta quindi le PMI a comprendere come affrontare e comunicare argomenti delicati senza timore, trasformando un evento negativo in un’occasione di trasparenza e miglioramento continuo.

Puoi scaricare la guida qui.