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Con il nuovo programma di lavoro, EFRAG traccia la roadmap del reporting ESG europeo per il 2026. L’attenzione si sposta dalla definizione delle regole alla loro applicazione concreta.
ESRS per le aziende extra-UE (N-ESRS), ovvero quelle imprese che generano ricavi in Europa ma non sono basate in UE, rafforzamento delle attività a supporto delle PMI, sviluppo dei meccanismi di implementazione degli standard rivisti, digitalizzazione del reporting e interoperabilità con i principali framework internazionali. Sono queste alcune delle priorità individuate da EFRAG per il 2026 nel nuovo Work Programme dedicato alla rendicontazione di sostenibilità.
Il documento sottolinea che il lavoro del 2026 sarà fortemente condizionato dalle decisioni normative della Commissione europea, in particolare dall’adozione dei nuovi atti delegati sugli European Sustainability Reporting Standards previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive, per questo motivo molte delle attività regolatorie più rilevanti saranno concentrate nella seconda parte dell’anno.
Nel mentre EFRAG si sta muovendo per raccogliere indicazioni dal mercato sulle principali difficoltà incontrate dalle aziende nella rendicontazione. Nello specifico in questi primi mesi dell’anno EFRAG sta consultando imprese, investitori e altri stakeholder per individuare quali tipi di supporto siano più utili: ad esempio guide operative, chiarimenti interpretativi o sistemi strutturati di domande e risposte sugli European Sustainability Reporting Standards e sullo standard volontario destinato alle imprese fuori dal perimetro della Corporate Sustainability Reporting Directive.
Sulla base di questi contributi, tra la fine di giugno e metà luglio 2026 EFRAG lancerà una consultazione pubblica per definire quali temi dovranno essere affrontati nelle future attività di supporto all’implementazione. Parallelamente verrà realizzato uno studio di mercato per analizzare come si sta sviluppando la rendicontazione volontaria tra le imprese non soggette alla CSRD.
In base ai risultati di queste attività, nella seconda metà dell’anno EFRAG potrebbe iniziare a sviluppare nuovi materiali di supporto per aiutare le imprese ad applicare gli standard, anche in collaborazione con lo International Sustainability Standards Board per alcuni aspetti legati alla rappresentazione degli effetti finanziari dei rischi e delle opportunità di sostenibilità.
Indice
Gli standard N-ESRS per i gruppi non europei
Una delle attività più rilevanti previste nel 2026 riguarda lo sviluppo degli standard di sostenibilità destinati ai gruppi non europei che operano nel mercato comunitario.
L’articolo 40 bis della direttiva europea sul reporting di sostenibilità prevede infatti che anche alcune imprese extra-UE siano soggette a obblighi di rendicontazione quando generano ricavi significativi nell’Unione. Per garantire trasparenza e comparabilità delle informazioni, EFRAG dovrà quindi sviluppare un framework dedicato a queste realtà.
L’obiettivo è dunque quello di definire uno standard che mantenga coerenza con gli ESRS già applicati dalle imprese europee, ma che allo stesso tempo tenga conto delle specificità dei gruppi multinazionali con sede fuori dall’Unione.
Secondo il calendario indicato nel programma di lavoro, la consultazione pubblica dovrebbe svolgersi tra luglio e ottobre 2026, mentre il parere tecnico destinato alla Commissione europea dovrebbe essere finalizzato entro l’inizio del 2027.
Questa iniziativa segna anche un passaggio importante dal punto di vista regolatorio: il sistema europeo di reporting ESG estende progressivamente la propria influenza oltre i confini dell’Unione, coinvolgendo imprese globali che operano nel mercato europeo.
Il rafforzamento del reporting volontario per le PMI
Uno degli assi più rilevanti del programma di lavoro 2026 riguarda il consolidamento del sistema di reporting di sostenibilità destinato alle piccole e medie imprese. Nel quadro della revisione normativa europea, l’attenzione verso le PMI è diventata infatti sempre più centrale, soprattutto per evitare che l’espansione degli obblighi di rendicontazione ESG si traduca in un eccessivo carico amministrativo per le imprese di dimensioni più ridotte.
Il punto di riferimento resta il Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs, lo standard volontario sviluppato da EFRAG per consentire alle PMI di fornire informazioni ESG in modo proporzionato rispetto alle loro capacità organizzative e ai loro sistemi informativi. Questo strumento è pensato in particolare per le imprese che non rientrano direttamente negli obblighi previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive ma che devono comunque rispondere alle richieste di dati di sostenibilità provenienti da banche, investitori o grandi aziende della filiera.
Nel 2026 il quadro normativo potrebbe rafforzarsi ulteriormente con l’introduzione di uno standard volontario europeo formalizzato tramite atto delegato. La proposta contenuta nella cosiddetta Omnibus I Directive prevede infatti che la Commissione europea pubblichi uno standard volontario basato proprio sul modello VSME, destinato alle imprese che restano fuori dal perimetro aggiornato della CSRD, comprese quelle con un massimo di mille dipendenti. L’adozione dell’atto delegato è prevista indicativamente per giugno 2026.
Accanto allo sviluppo normativo, EFRAG continuerà a lavorare sul rafforzamento dell’ecosistema dedicato alle PMI. Già nel 2025 l’organismo ha avviato una serie di iniziative raccolte sotto il nome di “SME Development Ecosystem”, che hanno portato alla creazione di un forum dedicato alle organizzazioni coinvolte nella rendicontazione di sostenibilità delle PMI. Il forum riunisce organismi nazionali di normazione, istituzioni pubbliche, piattaforme digitali e rappresentanti delle imprese col fine di favorire lo scambio di esperienze e lo sviluppo di pratiche comuni.
Parallelamente EFRAG prosegue il lavoro di mappatura delle piattaforme digitali, degli strumenti e delle iniziative esistenti a supporto del reporting di sostenibilità delle PMI, con l’obiettivo di migliorare la comparabilità delle informazioni e favorire l’adozione di pratiche condivise nei diversi Stati membri.
Nella seconda metà del 2026 il programma di lavoro prevede anche lo sviluppo di nuove guide operative dedicate allo standard volontario. Questi materiali saranno progettati per fornire assistenza pratica alle PMI nella preparazione dei report di sostenibilità, offrendo indicazioni su come applicare lo standard in modo proporzionato e coerente con le risorse disponibili. Per monitorare l’effettiva diffusione dello standard, EFRAG lancerà inoltre una seconda indagine sul livello di adozione del modello VSME e del relativo formato digitale.
Interoperabilità con gli standard globali di sostenibilità
Un altro ambito di lavoro centrale riguarda l’allineamento tra gli standard europei e quelli sviluppati a livello internazionale.
EFRAG continuerà a collaborare con organismi come l’International Sustainability Standards Board, il Global Reporting Initiative e il Greenhouse Gas Protocol per migliorare l’interoperabilità tra i diversi sistemi di reporting.
La crescita del reporting ESG a livello globale ha infatti portato alla proliferazione di standard e framework differenti. Per le imprese multinazionali questo può tradursi in duplicazioni informative e costi di compliance più elevati. Il lavoro di allineamento tra ESRS e standard internazionali punta quindi a ridurre la frammentazione normativa e a favorire una maggiore convergenza tra i principali modelli di rendicontazione.
Digitalizzazione del reporting ESG
Il Work Programme 2026 di EFRAG dedica spazio anche allo sviluppo tecnologico del reporting di sostenibilità.
EFRAG, infatti, continuerà a lavorare sull’aggiornamento della tassonomia XBRL applicata agli ESRS, uno strumento che consente di strutturare le informazioni ESG in formato digitale e renderle facilmente analizzabili da investitori, autorità di vigilanza e operatori di mercato. In particolare è previsto l’aggiornamento della leggibilità automatica dei dati e la loro integrazione nel Formato elettronico unico europeo (ESEF).
La digitalizzazione dei dati di sostenibilità è considerata una componente fondamentale per lo sviluppo della finanza sostenibile. Informazioni strutturate e leggibili dalle macchine permettono infatti analisi più rapide, confronti più accurati e una maggiore integrazione tra dati finanziari e dati ESG.
Parallelamente il programma prevede il potenziamento dell’ESRS Knowledge Hub, la piattaforma informativa dedicata agli standard europei di sostenibilità.
Più supporto alle imprese nell’adozione degli standard
Accanto allo sviluppo tecnico degli standard, nel 2026 crescerà anche l’attenzione verso il supporto all’implementazione.
Con l’entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive, molte imprese europee stanno infatti affrontando per la prima volta processi complessi di raccolta e validazione delle informazioni ESG.
Il programma di lavoro prevede quindi lo sviluppo di materiali didattici, inclusi video esplicativi e linee guida, e la preparazione di contenuti formativi strutturati a supporto di future iniziative di apprendimento.
L’obiettivo è migliorare la qualità e la coerenza del reporting di sostenibilità, accompagnando le imprese nella fase di applicazione concreta delle nuove regole.
