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Politiche DEI

Vanguard aggiorna e allenta le sue politiche sul linguaggio inclusivo

Vanguard, uno dei principali gestori di investimenti a livello globale, ha aggiornato la sua politica di voto per delega per le aziende del suo portafoglio negli Stati Uniti, riducendo determinate regole legate al linguaggio riferite alle aspettative di diversità nei consigli di amministrazione delle società.

La nuova guida mantiene comunque un approccio simile a quello degli anni passati, affermando che Vanguard si aspetta che i consigli di amministrazione siano “adeguati allo scopo, riflettendo una varietà di competenze, esperienze, prospettive e caratteristiche personali, come l’età, il genere, la razza e l’etnia,”. Nonostante questo, a differenza delle politiche precedenti, non è più un requisito esplicito che i consigli debbano “almeno rappresentare la diversità delle caratteristiche personali, inclusa almeno la diversità di genere, razza ed etnia”, come era stato specificato negli anni passati.

Inoltre, la politica aggiornata ha modificato il linguaggio relativo alla divulgazione delle caratteristiche personali dei direttori. Se nella versione precedente si parlava di “divulgazione delle caratteristiche personali dei direttori come razza ed etnia”, nella nuova versione si richiede una “divulgazione che consenta di comprendere le caratteristiche personali dei direttori per permettere agli azionisti di avere una visione completa della composizione del consiglio”, senza perciò fare riferimenti specifici dal punto di vista culturale.

Questi cambiamenti avvengono in un contesto in cui le iniziative di Diversità, Equità e Inclusione (DEI) da parte delle aziende e degli investitori negli Stati Uniti sono state sempre più criticate negli ultimi anni, in particolare dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza, dopo che molte aziende hanno modificato le loro politiche DEI, a seguito della sentenza della Corte Suprema del 2023 che ha annullato l’uso da parte di Harvard dei criteri di affermativa azione basati sulla razza nelle ammissioni universitarie, suscitando preoccupazioni sulla legalità di vari aspetti delle politiche aziendali DEI.

Alcuni procuratori generali di diversi Stati degli USA hanno avvertito numerose aziende di Wall Street riguardo a possibili azioni legali per le loro politiche e pratiche DEI e di investimento nel clima, comprese le “quote discriminatorie nei consigli di amministrazione”, che si riferivano alle linee guida sul voto per delega che richiedevano diversità. Vanguard, in tal senso, non è stata coinvolta in tale iniziativa.

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