Rapporto WTW

UE leader nel collegare criteri ESG e bonus dei dirigenti

L’adozione di criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) nel calcolo dei bonus dei dirigenti è ovunque in continuo aumento. Ma a guidare questa tendenza è soprattutto l’Europa, dove nel 2023 la diffusione dei parametri ESG nei piani di incentivazione del top management è pari al 93% (in aumento rispetto al 90% del 2022), mentre negli Stati Uniti si attesta al 76% e in Canada all’80%. Sono i dati che emergono dal report 2023 Global Report on ESG Metrics in Executive Incentive Plans pubblicato dalla società di consulenza WTW, dove sono state esaminate le informazioni pubbliche di 1.146 società quotate nei principali indici globali, tra cui il FTSE 100, nonché lo S&P 500 statunitense e il TSX 60 in Canada.

Prevalenza complessiva dei parametri ESG in Canada, Europa e Stati Uniti

Fonte: WTW, 2024.

Alcuni dati sull’Europa, leader globale 

Nel contesto europeo, alcuni paesi si distinguono più di altri, come la Francia, leader indiscusso che si presenta con una diffusione dei criteri ESG nel calcolo dei bonus del 100%, seguita dalla Germania (98%) e dalla Spagna (97%). Altro aspetto rilevante e che, come vedremo, rispecchia una tendenza globale, è che le aziende europee ricorrono maggiormente alle metriche ESG sociali per i piani di incentivazione (87% dei casi). Questi includono categorie come capitale umano e servizio clienti.

Le misure ambientali, invece, sono adottate da otto aziende su 10 nell’UE (80%), con particolare utilizzo delle metriche relative ad ambiti quali il cambiamento climatico, la riduzione delle emissioni di CO2 e l’uso responsabile delle risorse naturali. Quasi due terzi delle aziende (62%) utilizzano misure di governance incentrate su aree quali la gestione del rischio e la responsabilità sociale delle imprese. Infine, secondo la ricerca di WTW, settori come l’IT e i beni di consumo, che in precedenza evitavano di utilizzare le misure ESG, si stanno ora unendo alla tendenza più ampia e hanno ridotto il divario con altri settori dell’UE.

Metriche ESG più diffuse nel mondo, per categoria

Tra i parametri ESG più utilizzati nei piani di incentivazione vi sono le metriche sociali, in tutti i mercati. In questo ambito, al primo posto c’è il capitale umano, dato che sia in Europa che in Nord America oltre il 70% delle aziende include ormai almeno una metrica legata a questo fattore nei piani di incentivazione per i dirigenti. Nella categoria capitale umano vi sono ulteriori sottocategorie, come l’engagement, la gestione dei talenti e altri. 

Nonostante i parametri sociali prevalgano, anche le metriche ambientali sono aumentate in modo significativo in tutti e tre i mercati rispetto allo scorso anno. In Canada l’aumento è stato di 14 punti percentuali, dal 36% al 50%, negli Stati Uniti di 19 punti percentuali, dal 25% al 44%, e in Europa la prevalenza dei parametri ambientali è passata dal 65% all’80%.

Quali parametri ESG sono incorporati nei piani di incentivazione dei dirigenti

Fonte: WTW, 2024.

Oltre al capitale umano, altre sottocategorie nei tre ambiti della sostenibilità vanno dalla riduzione delle emissioni di CO(la più diffusa tra quelle ambientali), alla salute dei dipendenti, alla gestione dei rischi (la più comune nella categoria governance).

Fonte: WTW, 2024. 
Fonte: WTW, 2024. 

L’uso di metriche ESG in base ai settori

A livello globale, il settore in cui l’utilizzo dei parametri ESG nei bonus dei dirigenti è più diffuso è quello della comunicazione (100% in Canada, 94% in Europa e 80% negli Stati Uniti). Negli Stati Uniti, la maggior parte delle industrie ha visto un incremento nell’utilizzo delle metriche ESG, in particolare in quello immobiliare, dei beni di consumo di prima necessità e in quello energetico. In Europa, in particolare, la prevalenza delle metriche ESG è superiore all’80% in tutti i settori, ma in tre (sanitario, immobiliare e settore dei materiali) raggiunge il 100% (vedi figura).

Fonte: WTW, 2024. Nota: LTI= Long Term Incentives, STI= Short Term Incentives.

Come si misurano i fattori ESG nei piani di incentivazione

Esistono due metodi di misurazione dei criteri ESG nei piani di incentivazione dei dirigenti. Il primo, definito “quantitativo-empirico”, prevede l’utilizzo di metriche in cui il risultato è determinato utilizzando un processo di misurazione quantificabile ricorrendo a valori numerici (ad esempio importi assoluti o crescite percentuali). Il secondo, “qualitativo-discrezionale-indefinito”, implica l’adozione di metriche in cui il risultato è determinato qualitativamente utilizzando discrezione e un processo basato sul giudizio (ad esempio “migliorare x”, “incrementare y”) o laddove i dettagli della valutazione non siano divulgati.

Come si misurano i fattori ESG nei piani di incentivazione in Canada, USA e Europa

Nel report WTW conclude che, in tutti i mercati, è più probabile che le aziende misurino quantitativamente i fattori ESG nei piani a lungo termine (LTI) rispetto ai piani a breve termine (STI). Tuttavia, più della metà delle aziende in Canada e in Europa misura quantitativamente le metriche ESG sia nei propri piani STI che in quelli LTI. Negli Stati Uniti, nel breve termine la valutazione qualitativa della performance ESG continua a essere la norma, mentre per gli incentivi legati al lungo periodo circa due terzi delle aziende statunitensi misurano quantitativamente i criteri ESG nei propri piani.

In conclusione, se l’Europa è leader assoluto in termini di utilizzo di metriche ESG nel calcolo dei bonus dei dipendenti, è pur vero che anche nel resto del mondo sono stati fatti numerosi passi in avanti. Bisognerà vedere se questa tendenza comporterà dei sostanziali progressi anche in termini di raggiungimento di obiettivi ESG concreti o se, come hanno avanzato alcuni in passato, in alcuni casi i parametri legati a tematiche di sostenibilità vengono inseriti per riuscire a ottenere bonus che sarebbero venuti a mancare sulla base di elementi più tradizionali.

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