La Science Based Targets initiative (SBTi), organizzazione attiva della promozione della sostenibilità ambientale, allineata agli obiettivi globali di limitazione del cambiamento climatico, ha rilasciato la prima bozza del Corporate Net-Zero Standard V2. Questo standard è un aggiornamento del principale riferimento SBTi per la valutazione, certificazione e monitoraggio degli impegni aziendali verso la decarbonizzazione e il raggiungimento delle emissioni nette zero, supportando anche la definizione di obiettivi climatici basati sulla scienza.
Fondata nel 2015, la SBTi ha come obiettivo principale l’integrazione degli obiettivi ambientali validati scientificamente come prassi nelle aziende e definisce le migliori pratiche per la riduzione delle emissioni e per il raggiungimento di obiettivi di emissioni nette zero, supportando le aziende nella definizione di obiettivi basati sulla scienza e nella validazione indipendente di tali obiettivi. Il primo Corporate Net-Zero Standard era stato pubblicato nel 2021 e all’inizio dello scorso anno l’SBTi aveva annunciato che ci sarebbe stato aggiornamento.
Tra le principali novità proposte nella bozza dello standard ci sono l’introduzione di obiettivi specifici per le emissioni Scope 2, per incentivare l’adozione di energia net zero, e l’obbligo per le grandi aziende di fissare obiettivi per le emissioni della catena di fornitura (Scope 3). Secondo la bozza viene data maggiore flessibilità nella definizione degli obiettivi Scope 3, con un focus maggiore nei confronti del monitoraggio e della rendicontazione dei progressi nella decarbonizzazione. Inoltre, viene introdotta la possibilità di stabilire obiettivi intermedi per la rimozione del carbonio.
Nella nuova bozza l’SBTi ha chiarito che, come nel precedente standard, non sarà consentito l’utilizzo di compensazioni attraverso crediti di carbonio che non provengano dalla catena di valore diretta delle aziende. Sebbene la versione iniziale prevedesse la possibilità di neutralizzare le emissioni residue al raggiungimento dell’obiettivo del net zero, la nuova bozza introduce una consultazione per esplorare tre opzioni per affrontare le emissioni residue nel percorso verso lo zero netto, tra cui l’introduzione di target intermedi per la rimozione del carbonio, e il riconoscimento delle aziende che investono in iniziative Beyond Value Chain Mitigation (BVCM). Il BVCM include attività di mitigazione o investimenti al di fuori della catena di valore aziendale, come quelle che riducono o evitano le emissioni o rimuovono e immagazzinano gas serra.
Un’altra novità importante riguarda la separazione delle emissioni Scope 1 e Scope 2, che fino ad oggi venivano spesso trattate insieme, con l’obiettivo di incentivare le aziende a compiere azioni concrete per passare a energie a bassa emissione di carbonio, con l’impegno proposto di arrivare a elettricità a zero carbonio entro il 2040. Inoltre, vengono sostituiti gli obiettivi di elettricità rinnovabile con quelli di elettricità a zero carbonio, per evitare preferenze tecnologiche e includere anche le reti elettriche nucleari.
Molti degli aggiornamenti proposti si concentrano sulle emissioni Scope 3, considerate una delle principali difficoltà nel fissare obiettivi di emissioni net zero. La bozza propone di obbligare le grandi e medie aziende nei paesi a reddito elevato a stabilire obiettivi Scope 3, e di introdurre maggiore flessibilità, come la possibilità di fissare obiettivi per acquisti green e generazione di ricavi, invece di ridurre direttamente le emissioni, con un focus sui fornitori dei settori ad alta intensità di emissioni e sui fornitori diretti, dove le aziende hanno maggiore potere di influenza.
Infine, la nuova bozza prevede un focus maggiore sulla valutazione dei progressi verso gli obiettivi di emissioni net zero. Sebbene lo standard attuale richieda alle aziende di rendicontare le proprie emissioni, la nuova proposta introduce un approccio standardizzato per misurare i progressi, con formule predefinite per le valutazioni. La bozza include anche un processo di rinnovo degli obiettivi al termine di ciascun ciclo, tenendo conto delle performance passate per orientare le future azioni aziendali.
L’SBTi ha avviato una consultazione sulla bozza del nuovo standard, che resterà aperta fino al 1° giugno. L’organizzazione ha dichiarato inoltre che svilupperà un percorso di transizione per supportare le aziende nell’adottare obiettivi secondo lo standard attuale, mentre la versione V2 rimarrà in fase di sviluppo.
