“Le dinamiche e i rischi geopolitici sono ormai diventati una condizione strutturale del contesto economico globale, che sta inducendo un riposizionamento strutturale degli attori economici con effetti destinati a durare nel tempo. In questo contesto le imprese italiane sono chiamate a partecipare attivamente alla competizione in corso attraverso strategie di riduzione del rischio e di rafforzamento della resilienza delle catene del valore. La capacità di adattamento nel fronteggiare questi pericoli sarà una sfida fondamentale per il futuro delle nostre aziende”. Lo ha dichiarato Antonio Arfè, Advisory Business Leader di Deloitte, in occasione della quinta edizione del Forum Nedcommunity tenutosi Milano e intitolato Instabilità geopolitica, tensioni economiche e commerciali. Rischi, nuove opportunità ed effetti sui Board. L’evento ha posto l’accento anche sulle conseguenze dell’instabilità crescente per gli organi di governo societario, con i Board chiamati a guidare il management nell’identificazione dei rischi per ridefinire le strategie aziendali.
“L’esperienza pregressa”, ha proseguito Arfè, “mostra come il rischio geopolitico incida in modo diretto su investimenti, catene di fornitura, accesso ai mercati, costo del capitale e competitività di lungo periodo. Oltre a questo si tratta di una variabile eterogenea, che colpisce imprese e settori in modo diverso sulla base della geografia, del modello di business e della struttura finanziaria. In questo contesto il primo presidio fondamentale è l’integrazione del rischio geopolitico nei processi di pianificazione strategica e di gestione del rischio. Non si tratta più solo di monitorare singoli eventi o crisi, ma di valutare in modo strutturato escalation sanzionatorie, disponibilità delle materie prime, blocchi logistici e restrizioni che impattano sui modelli di business”.
A proposito del tema legato a governance, compliance e controlli interni, Arfè ha sottolineato che “l’intensificarsi delle sanzioni internazionali, dei controlli all’export e delle restrizioni regolatorie rende indispensabile dotarsi di presidi organizzativi in grado di intercettare tempestivamente rischi legali e reputazionali. La gestione di cadute reputazionali richiede peraltro una puntuale ed attenta gestione della comunicazione interna ed esterna, coerente con le strategie aziendali complessive”. In sintesi secondo l’Advisory Business Leader di Deloitte, gli interventi richiesti per gestire il rischio geopolitico sono un insieme coordinato di presidi che vanno dalla pianificazione strategica allo stress testing, dalla resilienza finanziaria alla supply chain, fino alle operazioni straordinarie e ai controlli interni. Questi presidi si inseriscono in una traiettoria sempre più chiaramente tracciata anche dalla regolamentazione europea, che riconosce il rischio geopolitico come uno dei fattori chiave della competitività e della resilienza delle imprese nel lungo periodo.
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