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Report Workiva

Il 94% delle aziende UE sta lavorando per essere conforme alla CSRD

Il 94% delle aziende europee si sta impegnando per diventare conforme alla CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) entro il 2024, anche quando non direttamente obbligate dalla direttiva europea. Tuttavia, molte società stanno sottovalutando la mole di lavoro che li attende e manca un’azione decisa che mette a rischio la possibilità di raggiungere la compliance in tempo. È quanto emerge dal rapporto Annual Reporting Barometer 2023: Facing up to the CSRD di Workiva, piattaforma cloud che offre soluzioni per la compilazione dei report integrati.

Dall’analisi emerge che i team che si occupano di rendicontazione nelle aziende stanno integrando le informazioni per redigere i bilanci ai sensi della CSRD, ma continuano a mantenere separate le analisi finanziarie da quelle di sostenibilità, rischiando di sottovalutare le reali richieste della direttiva e il carico di lavoro che dovranno sostenere prima della scadenza.

L’influenza della CSRD sul reporting annuale

Dall’indagine di Workiva, che ha coinvolto oltre 500 dirigenti finanziari responsabili del reporting aziendale in società quotate in borsa e che risiedono in 14 mercati europei (la maggior parte delle quali con un fatturato annuo superiore a 50 milioni di dollari), emerge che per oltre i tre quarti (77%) delle aziende intervistate l’ESG ha ora un’influenza moderata o rilevante sulle loro strategie di reporting annuale.

Inoltre, il 59% degli intervistati tra quelli che non sono tenuti a rispettare la CSRD sta comunque pianificando di farlo in modo del tutto volontario.

Le aziende sottovalutano il lavoro che le attende per essere conforme alla CSRD

Se da un lato, dunque, le aziende europee si incamminano verso il cambiamento, con il 43% degli intervistati che prevede di dedicare circa lo stesso tempo dell’anno scorso alla transizione nei prossimi 12 mesi, i gruppi finanziari si trovano ad accettare e assorbire un carico di lavoro sempre maggiore. In questo contesto, oltre un terzo (37%) degli intervistati ha ammesso di essersi sentito sopraffatto l’anno scorso negli sforzi di rendicontazione e il 41% ha quindi chiesto più tempo da dedicare alla stesura del bilancio del prossimo anno.

“La CSRD sta già avendo un impatto significativo sul panorama del reporting”, ha dichiarato Erik Saito, Senior Vice President e General Manager EMEA di Workiva. “Molti team di reporting saranno messi alla prova dalla pressione del carico di lavoro derivante dai requisiti aggiuntivi previsti”.

L’integrazione tra informazioni finanziarie e ESG

Nonostante la CSRD richieda alle aziende di integrare le informazioni finanziarie e quelle di sostenibilità nei loro report annuali, solo il 10% degli intervistati sta attualmente lavorando per farlo. Allo stesso modo, solo il 10% si sta impegnando per migliorare le relazioni tra finanza e rischio, mentre appena il 6% si concentra sull’integrazione di finanza, sostenibilità e rischio. Le aziende del Regno Unito sono leggermente più avanti rispetto all’Europa (12%), nonostante non debbano necessariamente conformarsi alla CSRD, mentre l’area DACH, che identifica i principali Paesi europei che compongono l’area linguistica tedesca, è più indietro rispetto agli inglesi (8%). Ciò indica che, sebbene si stiano facendo dei miglioramenti, non è chiaro se i piani esistenti per ottimizzare l’integrazione tra informazioni finanziarie, di sostenibilità e analisi del rischio, per soddisfare le richieste della CSRD, siano abbastanza ambiziosi.

“C’è una chiara mancanza di comprensione approfondita quando si tratta dei requisiti del reporting integrato, in particolare per quanto riguarda la conformità alla CSRD e le tempistiche necessarie per stabilire, testare e ottimizzare una struttura di reporting veramente interfunzionale” ha continuato Saito, “Le organizzazioni non saranno in grado di affrontare la conformità alla CSRD con un approccio “per tentativi”. Le richieste sono molto più complesse di qualsiasi altra cosa sia stata fatta in precedenza e continueranno ad aumentare”.

Ottimizzare i processi con la tecnologia

Le aziende devono pertanto ripensare i processi esistenti e sviluppare una roadmap per incorporare nel processo di reporting sia i dati finanziari che quelli ESG con audit e controlli. Sebbene i team che si occupano di reporting finanziario possano accettare gli attuali carichi di lavoro, per Workiva sarà necessario integrare la tecnologia nei processi di reporting. Il 46% degli intervistati lo sta già facendo, con il Regno Unito e il DACH in testa all’Europa in questo settore, rispettivamente con il 52% e il 50%.

La CSRD è una stella polare per le aziende e sta cambiando la percezione del reporting annuale, ma le aziende sono impreparate e non si muovono abbastanza velocemente per soddisfare le nuove esigenze“, ha concluso Saito. “Le imprese europee possono essere all’avanguardia nell’incorporare l’ESG nelle strategie di rendicontazione annuale, ma spesso è perché sono obbligate a farlo, piuttosto che perché hanno davvero il controllo della situazione. Le società devono dare la priorità a soluzioni efficienti ed efficaci dal punto di vista dei costi, mentre lavorano per ottimizzare i loro processi”.

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