Rigenerare il pianeta è una sfida collettiva che richiede l’impegno di tutti in un percorso finalizzato a ricostruire equilibri naturali, sociali ed economici corretti. Ma Rigenerare il pianeta è anche il titolo di uno dei sei percorsi del programma della 14° edizione del Salone della CSR che sarà organizzato a Milano in Università Bocconi dal 6 all’8 ottobre 2026 (gli altri percorsi sono: Ridisegnare le relazioni; Vivere la comunità; Gestire le organizzazioni; Ripensare la finanza; Rinnovare il mondo dello sport).
Come afferma Mathis Wackernagel, ambientalista svizzero e padre dell’impronta ecologica, “non c’è altro futuro possibile se non quello rigenerativo”. Esperti, scienziati, ricercatori – ma anche imprese, istituzioni ed Enti del Terzo Settore – hanno compreso che è necessario investire per riparare ciò che è stato degradato, non solo per ridurre i danni prodotti. Una consapevolezza che prevede interventi attivi per riportare gli ecosistemi in salute: la riforestazione, il ripristino di zone umide, la bonifica di siti inquinati e il sostegno a progetti di reintroduzione di specie autoctone sono solo alcuni degli interventi possibili.
Parlare di rigenerazione significa essere consapevoli che dobbiamo anche migliorare la capacità di misurare il valore economico che i servizi ecosistemici ci offrono. Da tempo si discute su come misurare i benefici prodotti dagli ecosistemi: dalla fornitura di cibo alla regolazione del clima, dalla purificazione dell’aria a quella dell’acqua. Questi servizi, infatti, trasformano risorse naturali in elementi che hanno valore per la vita del pianeta, anche se ci sono alcune difficoltà: per esempio, nel quantificare il valore della biodiversità bisogna fare un passo avanti e provare a diffondere il principio che siamo in debito con gli ecosistemi ed è necessario aumentare l’impegno per rigenerare il pianeta.
Le imprese possono analizzare la propria catena del valore – dall’acquisto delle materie prime alla gestione del fine vita dei prodotti – non solo per minimizzare l’impronta prodotta ma anche per contribuire al ripristino degli ecosistemi, un investimento che ha ricadute positive su lavoro, economia e salute pubblica. Tutte le organizzazioni possono anche aumentare l’impegno per la “circolarità”, scegliere di utilizzare solo energie rinnovabili, investire in ricerca e innovazione…
Bisogna avere cura della natura non per un principio astratto, ma perché le evidenze scientifiche sono chiare: serve tutelare un maggior numero di aree naturali e marine e ripristinarne altre per assorbire meglio impatti climatici crescenti.
Al Salone della CSR 2026 si discuterà di questo tema sempre più centrale per il futuro della sostenibilità: le organizzazioni potranno confrontarsi e raccontare esperienze positive valorizzando il proprio impegno.

Rossella Sobrero, Presidente di Koinètica, è Expert Contributor di ESGnews.
