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Opinione

Italia hub europeo dei data center? Le riforme del 2026 aprono la strada

La crescita dei data center in Italia sta accelerando rapidamente, con impatti significativi sia sul fronte energetico sia su quello industriale. Secondo il Digitalization and Decarbonization Report 2025 dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, a fine 2025 le richieste di connessione alla rete elettrica per nuovi data center hanno raggiunto 69 GW, oltre il doppio rispetto all’anno precedente e quasi tredici volte i livelli del 2023.

L’Italia punta dunque a diventare il polo europeo dei data center. Con l’entrata in vigore del Decreto-Legge n. 21/2026 (il cosiddetto “DL Bollette”) e il DDL Delega di riforma del settore in fase di approvazione parlamentare, il legislatore affronta finalmente i nodi che hanno frenato lo sviluppo di queste infrastrutture strategiche: mancanza di regolamentazione ad hoc, procedure frammentate, tempi incerti e una rete elettrica virtualmente satura.

Data center: nasce il regime autorizzativo unico

Il DL Bollette introduce un procedimento unico nazionale che consolida in una sola autorizzazione tutti i permessi necessari per la realizzazione e l’ampliamento dei data center, incluse l’autorizzazione integrata ambientale (AIA), la valutazione di impatto ambientale (VIA), le autorizzazioni paesaggistiche, le concessioni per l’uso delle acque e le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, nonché la connessione alla rete elettrica, indipendentemente dalla tensione.

Il provvedimento viene rilasciato dall’autorità competente per i procedimenti AIA ai sensi del d.lgs. n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente): le Regioni o Province Autonome per impianti con potenza termica nominale pari o superiore a 50 MW, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per quelli che superano i 300 MW.

L’iter si articola mediante una conferenza di servizi che riunisce tutte le amministrazioni coinvolte e deve concludersi entro il termine massimo di dieci mesi dalla verifica della completezza documentale, prorogabile di ulteriori tre mesi esclusivamente in circostanze eccezionali.

Il nodo della saturazione virtuale

L’articolo 7 del DL Bollette affronta il fenomeno della saturazione virtuale della rete elettrica, ossia la situazione in cui la capacità di trasmissione risulta nominalmente occupata da richieste di connessione mai tradotte in impianti realizzati (i cosiddetti “progetti fantasma”). La riforma mira a liberare capacità attraverso tre interventi: ridefinizione delle procedure da parte dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) entro 180 giorni, con assegnazione della capacità esclusivamente a progetti già dotati di titolo autorizzativo; obbligo di trasparenza per Terna (il gestore della rete) sulla capacità effettivamente disponibile; decadenza automatica delle connessioni pregresse relative a impianti non ancora autorizzati.

Il punto più rilevante è l’inversione della logica tradizionale: ora occorre prima conseguire il titolo autorizzativo e solo successivamente richiedere l’accesso alla rete.

Il DDL Delega completa il quadro

Il DDL Delega (C. 1928-2083-2091-2152-2194-A/R), approvato dalla Camera e in attesa di passare al Senato, prevede: un codice ATECO dedicato ai data center, la disciplina della destinazione d’uso urbanistica (spesso fonte di incertezze a livello locale), incentivi per la localizzazione in aree industriali dismesse, il rafforzamento della sicurezza fisica e cibernetica, e criteri di priorità per il collegamento alla rete nazionale.

Punti di forza e aspetti da monitorare

L’introduzione di un procedimento unificato determina una netta centralizzazione della competenza autorizzativa: le Regioni non potranno più stabilire procedure parallele o alternative, né ridefinire unilateralmente l’autorità preposta ai permessi ambientali. Ne derivano vantaggi concreti per gli investitori: un unico interlocutore istituzionale, termini più stringenti che consentono una pianificazione affidabile, e un dimezzamento dei tempi per la VIA, storicamente tra le fasi più lunghe e complesse. La decadenza delle connessioni “fantasma” libera, inoltre, capacità di rete effettiva per i progetti realmente cantierabili, mentre i termini più stringenti offrono quella certezza temporale finora assente.

L’efficacia delle riforme dipenderà tuttavia da alcuni fattori chiave: l’effettivo rispetto dei termini procedurali da parte delle amministrazioni e il loro coordinamento, le modalità con cui ARERA disciplinerà l’assegnazione della capacità di rete per superare la saturazione della rete elettrica, la gestione della fase transitoria per i progetti in corso e l’armonizzazione tra i diversi provvedimenti normativi. Il tutto dovrà essere coordinato e completato con il DDL Delega e i relativi decreti attuativi.

Allo stato attuale, il quadro tracciato appare ambizioso e risponde a esigenze concrete. L’Italia si sta muovendo con rapidità, ma la distanza tra la norma e la sua applicazione si misura solo nella prassi. I prossimi mesi saranno decisivi per comprendere se il Paese riuscirà effettivamente a posizionarsi come hub europeo dei data center.


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Questo contenuto è a cura di Roberta Errico, A&O Shearman.

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