Edelman Trust Barometer 2020

L’ESG è un lusso nell’era del Covid-19?

Il Covid-19 ha rubato la scena, nell’immediato, rispetto ai temi della sostenibilità presso gli investitori istituzionali, ma non appena la morsa del virus si farà meno forte e si inizieranno a vedere i segni della ripresa economica i criteri ESG torneranno senza dubbio al centro dell’attenzione degli investitori istituzionali. E’ questa in sintesi la conclusione della survey effettuata presso 100 investitori istituzionali americani e altri 500 internazionali con un patrimonio gestito complessivo di 20 miliardi di dollari, effettuata da Edelman Trust e sintetizzata in un report intitolato “L’ESG è un lusso nell’era del Covid-19?“.

Lo studio ha analizzato gli effetti della pandemia sulle strategie degli asset manager. Di questi il 79% tra i money manager USA ha dichiarato di aver ridotto temporaneamente l’attenzione verso i criteri ESG all’interno del processo d’investimento (la quota è pari all’83% tra i gestori internazionali). Un atteggiamento in linea con quanto constatato presso le aziende in cui investono. visto che il 77% dei gestori afferma che anche le società in portafoglio hanno tolto la priorità alle iniziative ESG.

Questo atteggiamento, tuttavia, non è da leggere come un raffreddamento degli investitori verso le urgenze ambientali, sociali e di governance. Niente affatto. Si tratta semplicemente di una reazione di breve periodo giustificata dai professionisti intervistati come un effetto indiretto della destabilizzazione portata dal virus, che ha colpito pesantemente i portafogli e ha richiesto una risposta immediata per cercare di ridurre le perdite di questi mesi. 

Non sarà quindi la pandemia a mettere il freno alla trasformazione in atto. I gestori sono infatti convinti che alle società migliori, quelle con i bilanci più solidi non vadano fatti sconti e che debbano mantenere il proprio impegno verso gli obiettivi ESG anche nell’attuale contesto. Il 93% dei partecipanti Usa ritiene che le società più profittevoli abbiano una responsabilità maggiore nell’affrontare le tematiche ESG rispetto a quelle più in difficoltà. Una leadership in termini di rating ESG che secondo il 92% degli intervistati merita di essere premiata dal mercato.

Il mantenimento di una sana cultura aziendale anche nei momenti di crisi è infatti considerato uno dei pilastri della formazione della fiducia gli investitori. A ciò si affianca la convinzione, da parte del 95% degli intervistati Usa che le società con una forte performance in termini ESG siano più resilienti di fronte alla crisi. Inoltre l’88% crede che le aziende che adottano investimenti ESG siano un ottimo oggetto di investimento perché riusciranno a generare profitti e rendimenti migliori nel futuro.

Altra conseguenza della diffusione del Covid-19 è una maggiore importanza delle istanze sociali, che diventano la variabile più importante, anche rispetto all’ambiente, all’interno delle tre tematiche ESG.

Fonte Edelman Trust Barometer 2020

Non appena l’emergenza Covid-19 sarà superata i gestori sono pronti a riportare l’enfasi degli investimenti sulle tematiche ambientali, sociali e di governance. Lo pensa il 96% dei gestori a stelle e strisce e il 91% di quelli internazionale. Inoltre il 93% dei money manager americani (e l’88% di quelli internazionali) è convinto che la stessa diligenza sarà mess anche dalle aziende in cui investono.

Un compito per il quale le società di asset management si sono attrezzate visto che il 98% si è strutturato con figure professionali che guidano il processo ESG che, sempre nel 98% dei casi, è oramai radicato nel processo di investimento.

L’attivismo degli investitori è considerato imprescindibile, anche se è condonato nell’attuale situazione di mercato. Nove investitori su dieci pensano comunque che “vada vene iniziare una campagna pubblica anche nell’attuale situazione” e “con la ripresa salirà anche l’impegno attivo dei gestori”. Tuttavia gli asset manager ritengono che le aziende non siano ancora ben preparate per rispondere a questi stimoli.

Il 92% degli intervistati concorda sul fatto che i leader aziendali hanno l’obbligo di usare il proprio potere e la propria influenza per sostenere un cambiamento positivo nella società.

Il 97% dei partecipanti al sondaggio pensa che il modello di gestione multistakeholder sia la via maestra per massimizzare i rendimenti. Su questo fronte si nota un leggero disallineamento tra gli investitori Usa, che mettono i consumatori al primo posto per importanza per le aziende, rispetto ai gestori internazionali che ritengono che la priorità per le imprese debba essere assicurarsi l’eticità della catena di fornitori.

Fonte Edelman Trust Barometer 2020

I temi sociali, con la pandemia, sono balzati al primo posto della scala di priorità degli investitori con un interesse specifico soprattutto sulla gestione del capitale umano, sulla salute e sulla sicurezza dei dipendenti e ovviamente sulla Diversity&Inclusion, che impatta sull’affidabilità di un’azienda. Il 63% dei professionisti ritiene che l’indicatore D&I sia un dato che influisce sulla fiducia verso la società. 

Gli investitori pensano nel post Covid-19 di tornare ad aumentare il proprio impegno sui rischi climatici, dal rischio climatico all’ecoefficienza dell’azienda.

Al sondaggio, inviato da Eldman, hanno risposto di 600 aziende. Il 51% di coloro che hanno aderito al sondaggio ricopre il ruolo di Financial Analysts e il 21% sono CIO. Il 60% delle aziende intervistate ha un valore di AUM che supera il miliardo di dollari. Il 95% delle firm del campione adotta strategie di investimento di tipo Growth, Value, Activist e Industry-specific.

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