A parità di consumi la stessa abitazione potrebbe essere considerata “green” a Milano, ma non a Imperia. Il concetto di green, dunque, non è uguale dappertutto. La zona geografica e le condizioni climatiche influiscono in modo determinante sui consumi energetici delle abitazioni. Lo sa bene Intesa Sanpaolo che, per prima tra le banche italiane ha adottato i criteri della tassonomia europea nell’erogazione dei mutui, promuovendo così la crescita sostenibile del patrimonio immobiliare italiano e premiando i clienti che fanno questa scelta, lungimirante e di valore. Per il primo gruppo bancario italiano la sostenibilità ambientale si deve coniugare alla sostenibilità economica, in questo modo il sogno della casa diventa realizzabile con soluzioni accessibili per tutti i clienti, dalle famiglie ai giovani, ai lavoratori atipici ai precari. Di questi temi abbiamo parlato con Claudia Vassena, che nell’ambito della Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, è Executive Director Sales&Marketing Digital Retail di Intesa Sanpaolo.
Alla luce delle nuove direttive europee relative all’Esg, i criteri per identificare una casa green sono molto cambiati così come la concessione dei mutui.
“Dallo scorso novembre siamo la prima banca in Italia ad aver recepito i principi della tassonomia europea per la concessione dei mutui, favorendo così il più possibile l’acquisto di immobili già green o che lo diventeranno con la ristrutturazione. In questo modo abbiamo ampliato la platea degli immobili che possono beneficiare di un finanziamento green, con le condizioni agevolate che questo mutuo prevede. Infatti, se in precedenza si utilizzava la sola classe energetica (principalmente A e B) quale driver di riferimento per identificare gli immobili efficienti, ora proprio per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, si prendono in considerazione anche l’anno di costruzione, la zona climatica di ubicazione e il consumo effettivo quali parametri per definire la possibilità di accedere ai mutui green, estendendo così questa possibilità anche ad immobili di classe energetica C, D, ed E”.
L’acquisto di immobili già green o che lo diventeranno viene premiato in termini di prezzo?
“Assolutamente. Per Intesa Sanpaolo la sostenibilità ambientale è un obiettivo prioritario collegato alla sostenibilità economica: grazie a un mutuo green, i costi da sostenere sono sicuramente inferiori e quindi pesano meno nella gestione delle proprie spese. Nel biennio 2022-24 Intesa Sanpaolo ha erogato 9 miliardi di euro per favorire l’acquisto di immobili già green o da ristrutturare in questa logica. Vogliamo proseguire su questa strada e per questo motivo abbiamo previsto la riduzione dello 0,60% sul tasso e l’azzeramento delle spese di istruttoria. Questo è un segnale concreto di come Intesa Sanpaolo riesca a combinare la sostenibilità ambientale con quella economica dei propri clienti, con immobili che mantengono il proprio valore nel tempo”.
Le surroghe possono essere uno strumento da valutare. Dal vostro osservatorio come si muove il mercato e quando conviene surrogare?
“La surroga è un ulteriore strumento che mettiamo a disposizione dei privati per alleggerire le rate. Abbiamo assistito a un 2024 estremamente vivace sul mercato delle surroghe e l’osservazione dei primi mesi del 2025 sembra confermare questo andamento, lasciando presagire un importante apporto delle surroghe sulle erogazioni complessive dell’anno. Lo scorso anno sono raddoppiate passando al 15% anche grazie alle promozioni sul tasso che sono ancora in corso come lo sconto di 0,30% per importi superiori a 100.000 euro cumulabile con l’ulteriore sconto di 0,60% nel caso di immobile già green o che lo diventerà”.
Investire nell’immobiliare può rappresentare una opportunità nello scenario attuale. Qual è il ruolo del primo operatore bancario del Paese per coinvolgere anche fasce sociali economicamente più deboli?
“Nel 2024 abbiamo consolidato ulteriormente la nostra leadership nel segmento retail oltre 12 miliardi di euro di mutui erogati a privati, in crescita del 28% rispetto al 2023. Per i giovani, in particolare, siamo l’unica banca ad offrire mutui con scadenze molto lunghe, fino a 40 anni, arrivando a finanziare anche il 100% del valore dell’immobile. E questo vale anche per i lavoratori precari. In questo modo rendiamo la rata sostenibile nel bilancio familiare, spesso anche più conveniente di un affitto. Ad esempio, per un finanziamento di 130.000 euro, la possibilità di sottoscrive un mutuo a 40 anni consente di ridurre la rata di circa 75 euro al mese rispetto ad un mutuo con scadenze inferiori, con un’uscita mensile di 470 euro circa. La Banca, inoltre, ha aderito fin dall’inizio al Fondo di Garanzia Prima Casa, con un’offerta a tassi vantaggiosi, resa ancora più conveniente dall’esenzione dalle spese di istruttoria e di incasso rata”.
Quali sono i valori di riferimento di Intesa Sanpaolo nella strategia a supporto dei giovani e attraverso quali altri strumenti li supporta nel corso della vita?
“Accessibilità e inclusione sono al centro dell’impegno verso i giovani. Non dimentichiamo che per gli under35 isybank, la banca digitale del nostro gruppo, rappresenta attualmente la migliore proposta sia per la gestione delle spese quotidiane, con un conto corrente completamente gratuito sia per i principali prodotti legati al risparmio con il salvadanaio digitale, i prestiti personali e gli investimenti. In particolare, per sostenere chi investe sulla propria formazione e per contrastare l’abbandono scolastico c’è il prestito d’onore di Intesa Sanpaolo fino a 75.000 euro a 30 anni, con un tasso contenuto che non richiede alcuna garanzia e può essere utilizzato per coprire tutte le tipologie di spesa legate allo studio, presso atenei in Italia o all’estero, ITS e Master. Si comincia a restituire l’importo una volta terminati gli studi o dopo un periodo ponte di ben due anni, periodo durante il quale il giovane si inserisce nel mondo lavoro. Negli ultimi 5 anni oltre 40.000 studenti hanno ricevuto il sostegno della banca per il proseguimento degli studi, tra cui il prestito d’onore, con 800 milioni di euro di finanziamento, un segnale concreto per favorire sia l’accesso alle opportunità educative sia l’inserimento nel mondo del lavoro”.
