Intervista a Cristiano Maffi di Intesa Sanpaolo

(Maffi): Europa leader sui bond sostenibili grazie anche al nuovo EuGB

Nel primo semestre del 2025, Intesa Sanpaolo, attraverso la Divisione IMI Corporate & Investment Banking, ha preso parte a 28 emissioni obbligazionarie ESG per un valore complessivo superiore ai 21 miliardi di euro. Al centro di queste operazioni ci sono principalmente green bond proceeds-based, con i primi European Green Bond che hanno segnato un passaggio cruciale per il mercato europeo in termini di trasparenza, standardizzazione e impatto ambientale misurabile. Non sono mancate, tuttavia, emissioni “sustainability linked”, in cui gli emittenti si impegnano a raggiungere specifici target futuri di sostenibilità, una formula che continua a riscuotere grande interesse sul mercato.

Con Cristiano Maffi, Responsabile Global Primary Markets & Solutions della Divisione IMI CIB, abbiamo approfondito le dinamiche attuali del mercato obbligazionario sostenibile: il rallentamento globale delle emissioni, la leadership europea, l’impatto del nuovo EuGB e le aspettative per il secondo semestre, oltre a un focus specifico sul ruolo attivo di Intesa Sanpaolo nell’advisory ESG e nella definizione degli standard internazionali insieme all’ICMA.

I bond sostenibili si sono affermati come strumento fondamentale per finanziare la transizione ecologica. Quali tendenze stanno emergendo?

I bond sostenibili continuano ad essere uno strumento essenziale per finanziare la transizione ecologia, non solo per un numero crescente di emittenti corporate e per le istituzioni finanziarie (che attraverso l’emissione di tali bond sostengono i progetti di transizione ecologica dei loro clienti), ma anche, e soprattutto, per i Governi nazionali, per le Agenzie che ne sono emanazione nonché per gli Enti Sovranazionali, come l’Unione Europea.  

Tuttavia, nella prima parte del 2025, il volume complessivo delle nuove emissioni di bond sostenibili a livello mondiale risulta in diminuzione, sia in valore assoluto, sia in termini percentuali, soprattutto in Asia ed in Nord America. L’Europa conferma la leadership, ma con una maturità crescente che limita il tasso di espansione.

Per il futuro, pensiamo che un trend rilevante sarà rappresentato dall’evoluzione verso una maggiore trasparenza e standardizzazione delle informazioni fornite agli investitori che sono elementi cruciali in un mercato che sta diventando sempre più maturo e sofisticato.

Nel panorama dei bond sostenibili, quali tipologie stanno riscuotendo maggiore interesse tra gli investitori?

I green bond “tradizionali” (“proceeeds-based”) rimangono la tipologia preferita dagli investitori (65% share del mercato ESG in euro – 2025YTD), grazie alla maggior facilità nel valutare che i fondi raccolti siano destinati esclusivamente a progetti con un impatto ambientale positivo e misurabile.

Quali vantaggi offrono questi titoli per gli emittenti in termini di costo finanziario e di accesso a nuove risorse?   

L’emissione di bond sostenibili (soprattutto di bond “proceeds-based”) permette di ampliare la base dei potenziali investitori, includendo anche quelli che per statuto o policy devono investire prevalentemente o esclusivamente in titoli con caratteristiche di sostenibilità. C’è evidenza empirica (almeno in Europa) che le metriche di execution (tassi di oversubscription, in primis) risultino più favorevoli nel caso di emissione di bond sostenibili.

Quali benefici ha apportato al mercato il nuovo framework europeo per i green bond?

Il nuovo European Green Bond Standard (EuGB), introdotto ufficialmente a dicembre 2024, rappresenta un importante passo per consolidare e rafforzare ulteriormente il mercato europeo dei bond sostenibili. L’EuGB introduce obblighi più severi relativi alla divulgazione delle informazioni, alla gestione e all’allocazione dei proventi raccolti. Questo garantisce agli investitori una maggiore trasparenza sull’utilizzo effettivo dei fondi e limita il rischio di greenwashing.

Inoltre, grazie alla standardizzazione introdotta dal nuovo framework, gli investitori possono comparare più facilmente emissioni diverse. Ciò aiuta a indirizzare le risorse finanziarie verso i progetti a maggiore impatto positivo, incentivando una competizione virtuosa tra emittenti. L’applicazione del nuovo standard rappresenta indubbiamente una sfida per gli emittenti, proprio per questo motivo i primi ad adottarlo risulteranno particolarmente graditi agli investitori.

Quali obiettivi si pone la Divisione Imi Corporate & Investment Banking all’interno di questo mercato? 

Intesa Sanpaolo, anche attraverso la Divisione IMI CIB guidata da Mauro Micillo, supporta il processo di transizione ecologica dei propri clienti in molteplici modi. Con riferimento specifico al mercato primario obbligazionario, gli obiettivi sono quelli di far crescere ulteriormente il volume delle emissioni sostenibili, fornendo advisory specifica sugli strumenti disponibili, contribuendo alla predisposizione o all’aggiornamento dei framework che regolano le emissioni di tali strumenti ed accompagnando gli emittenti nel percorso di comunicazione agli investitori della loro strategia di sostenibilità.

Inoltre, Intesa Sanpaolo, in qualità di membro della International Capital Market Association (ICMA), collabora alla revisione e all’aggiornamento delle linee guida volontarie (“Principles”) per l’emissione dei bond sostenibili (nelle diverse declinazioni) favorendone l’innovazione.

Quali sono le sue previsioni per il 2025 per il mercato dei bond sostenibili?

Nella prima parte del 2025 abbiamo assistito ad un rallentamento delle nuove emissioni di obbligazioni sostenibili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In termini di tipologia di prodotto, ci aspettiamo una conferma della netta predominanza del formato “Proceeds-based”, con i Green bonds in prima linea e un possibile ampliamento dell’utilizzo del nuovo standard EuGB.