Il sistema energetico è il settore che più di tutti contribuisce al cambiamento climatico in quanto tradizionalmente molto dipendente dai combustibili fossili, basti pensare che in Europa è responsabile di circa l’80% delle emissioni di gas serra. Per questo la transizione a fonti energetiche rinnovabili o a ridotte emissioni di CO2 è un tassello fondamentale per la lotta al cambiamento climatico. Bisogna tuttavia tenere presente che quello energetico è un sistema complesso e influenzato da numerose variabili: politica, economia, società e tecnologia. La transizione energetica è quindi profondamente connessa al tema dell’equità sociale ed economica. Non a caso, infatti, nel Green Deal europeo, il documento programmatico attraverso cui l’UE si impegna ad affrontare in modo olistico le sfide del climate change e del degrado ambientale, è usata l’espressione “just transition”, che riassume un concetto di sostenibilità a tutto tondo e indica l’impostazione con cui l’Unione Europea si è impegnata per contrastare il cambiamento climatico.
La sostenibilità in ambito energetico e le strategie di decarbonizzazione, infatti, prima ancora che un problema di scadenze da rispettare pongono il tema delle modalità e degli strumenti da utilizzare. E.ON, player internazionale dell’energia a capitale privato, con circa 47 milioni di clienti nel mondo e 75.000 dipendenti intende giocare un ruolo attivo in questa sfida come racconta Daniela Leotta, Chief Strategy, Sustainability & Communication Director di E.ON in questa intervista a ESGnews.
Per raggiungere i traguardi della transizione energetica e del Green Deal, è necessario trasformare il sistema energetico rendendolo sostenibile. A suo avviso, quali sono le priorità strategiche per conseguire questo obiettivo?
Per raggiungere gli obiettivi climatici occorre necessariamente utilizzare diversi strumenti e tecnologie. Tra questi le FER (fonti di energia rinnovabili e in primis, secondo la nostra visione, quelle decentralizzate e autoprodotte), l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare, l’elettrificazione di consumi e l’abilitazione di modelli di condivisione dell’energia, che generano benefici anche a livello di comunità e società, occupano una posizione rilevante. Un altro tassello importante nel quadro complessivo della transizione ecologica è rappresentato dalla digitalizzazione, che permette di automatizzare i processi e monitorare e predire i consumi in maniera sempre più efficace, favorendo l’evoluzione dei consumatori e lo sviluppo di una rete distribuita intelligente dell’energia. Tutti devono fare la loro parte, consapevoli che alcune soluzioni non vanno bene per tutti e da sole non risolvono il macroproblema energetico che siamo chiamati ad affrontare. Per il fotovoltaico, ad esempio, un vantaggio ulteriore deriva dallo sfruttare superfici già esistenti e a disposizione. Non solo tetti, quindi, ma anche piazzole, coperture di parcheggi o pensiline. Questo approccio avvicina la tecnologia ai cittadini, rendendola più visibile e concreta: dalla prossimità a una maggiore consapevolezza. Ma non solo: più le persone comprendono il valore e l’impatto positivo di queste iniziative sulla loro realtà territoriale, sociale ed economica, più si genera accettazione e si crea un effetto moltiplicatore in grado di accelera ulteriormente la transizione energetica.
Quali sono le principali tecnologie e soluzioni che favoriscono la transizione verso un sistema energetico decentralizzato e sostenibile?
Come abbiamo detto prima, non esiste una soluzione o una strategia unica. La carbon neutrality può essere raggiunta solo con un sistema energetico fondamentalmente ristrutturato, diminuendo significativamente o interrompendo rapidamente l’uso di combustibili fossili, quindi decarbonizzando, in tutti i settori di utilizzo dell’energia. La transizione energetica si sviluppa attraverso un percorso di innovazione tecnologica, ma anche grazie a una diversa consapevolezza dei consumatori, che sono i veri protagonisti della trasformazione in atto verso un futuro energeticamente sostenibile. Cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione non sono più consumatori passivi, ma clienti sempre più attivi in grado di produrre, condividere e consumare energia in modo consapevole, efficiente e sostenibile. Le fonti di energia rinnovabile hanno un ruolo importante in questo processo. In particolare il fotovoltaico in Italia ha un grande potenziale di crescita visto che non viene sfruttato a sufficienza. Basti pensare che paesi con ore di irraggiamento solare inferiori rispetto a quelle di cui gode l’Italia riescono a produrre un quantitativo di energia derivante da questo tipo di fonte rinnovabile molto superiore rispetto al nostro Paese. È un sistema energetico che potrebbe dare un grande vantaggio competitivo ed è caratterizzato da una grande flessibilità. Esistono molte soluzioni flessibili, che possono dare un contributo valido anche a partire da piccoli passi. Come ad esempio i pannelli solari da balcone che, dove sussistono le condizioni, sono in grado di alimentare una parte dei consumi, per esempio d’estate possono contribuire all’energia del condizionatore di un appartamento.
In che modo E.ON sta contribuendo alla transizione energetica in Europa e in Italia e cosa significa il nuovo posizionamento aziendale “It’s on us to make new energy work”?
E.ON nel 2015 ha ceduto gli asset di generazione e si è focalizzata sulle reti di distribuzione in Europa e sulle soluzioni energetiche per i clienti finali, che rappresenta il nostro focus in Italia. Promuove il cambiamento verso un nuovo futuro dell’energia, con circa 47.000 impianti solari e sistemi di accumulo installati solo nel 2023 in Europa e un’infrastruttura di rete di 1,6 milioni di km in continua espansione, che collega attualmente oltre un milione di impianti di energia rinnovabile. In particolare, puntiamo molto sul fotovoltaico, lavorando per offrire pannelli di ultima generazione ad alta efficienza che aumentano la produzione di energia e, quindi, diminuiscono i costi in bolletta per chi ne fa uso.
Il gruppo ha investito 2,9 miliardi di euro nella transizione energetica nella prima metà del 2024, con un aumento anno su anno di oltre il 20%. La maggior parte di questi investimenti – circa 2,1 miliardi di euro – è per l’espansione, aggiornamento e digitalizzazione dell’infrastruttura di rete. E.ON ha così incrementato gli investimenti nella rete di circa 260 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nella prima metà del 2024 E.ON ha aggiunto circa un quarto di milione di nuove connessioni alle proprie reti in tutta Europa.
Forte di questa presenza e consapevole di avere le infrastrutture, le soluzioni e l’esperienza per farlo, E.ON intende guidare l’Europa verso il futuro dell’energia nell’ambito della sfida sistemica che tutta l’industria dell’energy si trova ad affrontare. Vogliamo contribuendo con coraggio a spingere oltre i limiti del settore, guidando l’innovazione digitale e alimentando il futuro in chiave sostenibile.
Qual è il ruolo dei cittadini e delle comunità nella transizione energetica secondo E.ON, e come vengono promosse le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)?
La transizione energetica può e deve essere un percorso condiviso, rendendo i cittadini parte attiva di questo processo con la possibilità non solo di autoprodurre energia pulita, ma anche di condividerla. E per abilitare modelli di condivisione a livello di comunità, più o meno grandi, bisogna dimensionare impianti di taglia adeguata. In questo senso, crediamo che le Comunità Energetiche Rinnovabili possano rappresentare il futuro del settore dell’energia e per questo ci poniamo come interlocutore supportando la creazione, la gestione e lo sviluppo delle CER.
Questi modelli di condivisione dell’energia hanno una grande valenza sociale in termini di cooperazione tra cittadini, contrastano la povertà energetica con benefici ambientali e risparmio energetico.
La CER è espressione di un impegno collettivo per la tutela dell’ambiente, la diffusione di una cultura che valorizza l’energia rinnovabile e l‘impegno sociale.
Anche il tessuto industriale di PMI del Paese gioca un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Come affiancate queste realtà nel percorso di gestione e riduzione delle emissioni di CO2?
La decarbonizzazione è anche una leva strategica per la competitività aziendale. Questa consapevolezza è sempre più diffusa ma servono strumenti concreti per misurare, ridurre e compensare le proprie emissioni. Per questo E.ON ha messo a disposizione, anche per le pmi, Zero.ON, un processo di reporting delle emissioni con assessment basato sul protocollo GHG. È una piattaforma digitale – che offre anche un supporto consulenziale personalizzato – per il monitoraggio continuo delle emissioni, per valutare l’efficacia di azioni di miglioramento per il raggiungimento dei propri target e facilitare le decisioni di investimenti. L’obiettivo è quello di rendere la gestione delle emissioni di CO2 un processo integrato e strategico, che permetta di migliorare la propria efficienza energetica e sostenibilità e di comunicare di conseguenza in modo efficace i propri progressi agli stakeholder.
