Con una piattaforma dal linguaggio facile, un database che copre oltre 1,7 milioni di società e una comunità di più di 150 partner esperti, Ecomate è un’agenzia di rating nata a Milano nel 2019 con la missione di accelerare, semplificando, il processo di implementazione e gestione della sostenibilità all’interno di qualsiasi azienda. Oggi si definisce la prima Open-ESG Rating Agency. “Open” perché mette a servizio di chi è interessato un sistema di valutazione chiaro, totalmente trasparente e disponibile online nella sua versione completa; ma “open” anche perché si basa su una logica collaborativa, essendo una suite costruita da una rete di consulenti e professionisti specializzati in vari ambiti della sostenibilità e che fa della creazione di un network ampio e aperto alle esigenze di chi si occupa dei temi ESG o intende farlo, uno dei suoi punti di forza.
Oggi, la piattaforma di Ecomate offre 17 soluzioni, che presto saliranno a 25, perfettamente modulate per settore e dimensione aziendale, capaci di rispondere alle tre esigenze principali delle aziende che si affacciano alle tematiche ambientali, sociali e di governance: conoscere il proprio posizionamento attraverso la misurazione e l’ottenimento di un rating (accreditato); monitorare le performance ESG della propria filiera e redigere un reporting di sostenibilità.
In questa intervista, Francesco Grande, Chief Business Officer di Ecomate, spiega nel dettaglio come funziona la società e quali vantaggi concreti può offrire alle imprese in termini di rating, accesso al credito e reputazione. Di una cosa, sembra particolarmente convinto Grande: in prospettiva l’uso dell’intelligenza artificiale sarà sempre più esteso e integrato, rendendo i processi più rapidi e i dati più affidabili. Ma non bisogna perdere di vista un principio fondamentale: “le decisioni e le valutazioni devono restare sotto la responsabilità di professionisti qualificati, perché la credibilità di un’agenzia di rating si fonda anche e soprattutto sul giudizio umano”.
Vi definite “la prima Open-ESG Rating Agency” cosa si intende e quale supporto offrite alle imprese?
Quando parliamo di Open-ESG Rating Agency facciamo riferimento a due concetti ben precisi. “Open” significa apertura e trasparenza. Ecomate è infatti nata fin dall’inizio con una logica collaborativa, costruendo una rete di consulenti e professionisti specializzati in vari ambiti della sostenibilità, dall’economia circolare all’efficienza energetica, alla consulenza sul lavoro, etc. Allo stesso tempo, “open” riguarda anche la metodologia: non un modello opaco o “black box”, ma un sistema di valutazione chiaro, totalmente trasparente e disponibile online nella sua versione completa. Questo rappresenta un elemento distintivo rispetto ad altri operatori del settore.
“ESG Rating Agency” definisce la natura della nostra attività. Noi non facciamo consulenza, ma il nostro obiettivo è mettere a disposizione delle imprese un modello di valutazione strutturato, coerente con gli standard europei, attuali e futuri. E lo facciamo con l’uso della tecnologia. Abbiamo creato una piattaforma digitale, semplice da usare, ma profondamente calibrata sulle caratteristiche di ciascuna azienda, che permette alle imprese di svolgere un’analisi per capire dove si trovano nel loro percorso di sostenibilità, quali sono i loro punti di forza e in quali aree possono migliorare, offrendo così una fotografia attendibile delle proprie performance ESG.
La vostra suite comprende ben 17 differenti prodotti, attivi o in fase di lancio. Potrebbe aiutare ad orientarci?
Il numero può sembrare alto, anche perché presto crescerà ancora di più fino a 25 differenti soluzioni, ma la logica che guida la suite è semplice. I prodotti si dividono in due grandi famiglie: quelli “home”, pensati per PMI e microimprese, e quelli “professional”, destinati ad aziende più evolute e strutturate. A ognuna di queste due categorie offriamo una serie di soluzioni per rispondere a tre grandi esigenze che rappresentano i bisogni principali delle imprese: conoscere il proprio posizionamento ESG attraverso la misurazione e il rating; monitorare le performance ESG della propria filiera e redigere un reporting di sostenibilità.
All’interno di questi tre macro “casi d’uso” mettiamo a disposizione una gamma di tool che si differenziano per il livello di profondità dell’analisi. Per esempio nell’ambito della misurazione delle performance di sostenibilità si va da strumenti molto semplici come quello denominato “Know your business”, che, attraverso poche domande, aiuta a misurare il livello di consapevolezza dell’impresa sui temi ESG, in particolare quelli normativi, fino al questionario di “Self-assessment ESG”, articolato in undici moduli, che consente di ottenere una valutazione molto più dettagliata e strutturata, tagliata su misura delle sue caratteristiche settoriali e dimensionali..
A quel punto, l’azienda può decidere di compiere un ulteriore passo e richiedere l’intervento di analisti di Ecomate per un’attività di verifica delle informazioni sottomesse. In questo caso, gli analisti controllano i dati inseriti dall’impresa oltre che la documentazione caricata in piattaforma a corredo delle risposte e trasformano l’autovalutazione in un rating ufficiale. Si tratta di un percorso graduale che accompagna le imprese passo dopo passo, permettendo anche a chi parte da zero di avvicinarsi a strumenti evoluti e riconosciuti.
Quali criteri e indicatori utilizzate per il vostro modello di rating ESG?
La metodologia di Ecomate nasce con l’obiettivo di allinearsi all’Agenda europea 2030 e 2050, quindi è progettata per verificare la coerenza e l’allineamento non solo alle normative vigenti, ma anche a quelle di prossima introduzione. Il modello si basa su oltre duecento indicatori, suddivisi nelle tre dimensioni ambientale, sociale e di governance, e la scelta degli specifici kpi avviene in funzione del settore e della dimensione dell’impresa. Parliamo di un livello di dettaglio che arriva fino ai codici ATECO a quattro cifre, con più di novecento combinazioni possibili, che permettono di calibrare le domande in base alla reale materialità dei temi per ciascuna impresa.
Questo lavoro di personalizzazione è stato possibile grazie anche al contributo di un comitato scientifico composto da esperti provenienti da diversi ambiti della sostenibilità. Il team ha contribuito a definire e aggiornare le metriche, garantendo che siano sempre coerenti con le normative in vigore e con gli sviluppi più recenti.
La piattaforma è stata pensata per risultare comprensibile anche da PMI e microimprese, grazie a questionari chiari e facilmente compilabili, ma senza rinunciare alla solidità necessaria per ottenere un riconoscimento credibile da parte di banche e stakeholder.
Quali vantaggi possono ottenere le imprese dall’ottenimento dell’ Ecomate ESG Rating in termini di accesso al credito, reputazione e rapporti con gli stakeholder?
I vantaggi sono molteplici e si manifestano su piani diversi. Sul fronte finanziario, disporre di un ESG rating ufficiale facilita l’accesso al credito, perché banche e intermediari integrano ormai sistematicamente i criteri ESG nelle loro valutazioni e sempre più spesso ottengono anche condizioni più favorevoli, in termini di tasso, sui finanziamenti.
Un secondo aspetto è quello reputazionale, dato che il rating è anche un potente strumento di comunicazione, che permette all’impresa di dimostrare a clienti, fornitori e comunità locali l’impegno dell’impresa in materia di sostenibilità.
Infine, il rating è anche uno strumento di competitività capace di aprire nuove opportunità di business e di accedere a risorse finanziarie anche esterne al circuito bancario, basti pensare ai bandi pubblici e alle gare d’appalto che attribuiscono sempre più premialità alle aziende virtuose, o ancora alle opportunità che arrivano dal mercato dei capitali.
Qual è il livello di interesse e maturità che riscontrate tra le aziende italiane verso la sostenibilità?
Quest’anno abbiamo presentato la prima edizione del nostro osservatorio, basato sui dati raccolti nel nostro database, per cercare di capire il livello di preparazione delle imprese sui temi ESG.
Dallo studio emerge un panorama italiano fortemente eterogeneo. Le grandi aziende hanno già sviluppato strutture interne e processi consolidati, mentre molte PMI si trovano ancora nelle fasi iniziali. Negli ultimi due anni, tuttavia, si è registrata una forte crescita della consapevolezza con le imprese che hanno iniziato a comprendere che la sostenibilità non rappresenta solo un adempimento normativo, ma anche e soprattutto un fattore di competitività.
A trainare questo cambiamento sono soprattutto i settori maggiormente esposti alle filiere internazionali, dove i grandi clienti richiedono sempre più frequentemente garanzie e standard ESG ai propri fornitori.
In generale, il livello medio di maturità rimane ancora medio-basso, ma l’interesse è in costante crescita. La sfida, oggi, è rendere il percorso semplice e graduale, così da non scoraggiare le imprese che stanno muovendo i primi passi.
Il vostro modello prevede l’uso dell’intelligenza artificiale e quale ruolo avrà l’AI nelle certificazioni?
Sì, l’intelligenza artificiale è già parte integrante dei nostri processi. Oggi viene utilizzata per supportare gli analisti nella fase di validazione dei dati e dei documenti caricati dalle aziende. La macchina svolge una prima parte delle verifiche, aumentando l’efficienza e riducendo i tempi, mentre la valutazione finale resta in capo all’analista.
In prospettiva, l’uso dell’AI sarà sempre più esteso e integrato, con l’obiettivo di rendere i processi più rapidi e affidabili, ma senza perdere di vista un principio fondamentale: le decisioni e le valutazioni devono restare sotto la responsabilità di professionisti qualificati, perché la credibilità di un’agenzia di rating si fonda anche e soprattutto sul giudizio umano.
Fornite anche un servizio di dati per enti esterni? E quante aziende formano il vostro database?
Ecomate offre anche servizi di analisi dati con due approcci distinti. Da un lato propone score e KPI ESG unsolicited, ovvero valutazioni ESG elaborate sulla base di informazioni pubbliche e open data disponibili sulle imprese, integrate con i dati camerali forniti grazie alla partnership con CreditSafe Italia. Questo approccio ci consente di disporre oggi di un database che copre circa 1,7 milioni di società di capitali attive in Italia, offrendo a banche e investitori una valutazione ESG preliminare senza necessità di interazione diretta con le aziende.
Dall’altro lato ci sono i servizi solicited, in cui sono le stesse imprese a compilare i questionari e a fornire informazioni di dettaglio, contribuendo così ad arricchire il patrimonio informativo utilizzato per i rating. In questo caso parliamo di circa 4.500 aziende che hanno già ottenuto un ESG rating validato e KPI approfonditi. Una base dati in costante crescita e che rappresenta il cuore dei servizi più avanzati della piattaforma.
Come funziona la vostra comunità di partner?
Quella che abbiamo costruito non è semplicemente una community, ma un vero e proprio ecosistema. Oggi contiamo oltre 150 partner, di cui circa sessanta utilizzano quotidianamente la piattaforma come strumento di lavoro per la loro attività di consulenza e formazione alle aziende.
La rete è composta da esperti in diversi ambiti, dall’impatto ambientale all’economia circolare a temi sociali che hanno contribuito a sviluppare le metriche iniziali e continuano ad aggiornare la piattaforma in base alle evoluzioni normative e di mercato. Si può definire, in un certo senso, un ufficio studi decentralizzato, con funzioni consultiive, che ci consente di mantenere il modello sempre aggiornato e coerente con i cambiamenti in atto.
Per le aziende, questo significa poter contare non solo su uno strumento digitale, ma anche su una comunità di competenze diffuse, capace di accompagnarle concretamente nel loro percorso verso la sostenibilità.
