Interviste

D’Acunti (Invesco): ripartiamo con fiducia puntando sugli investimenti sostenibili

Portare un messaggio di speranza e di ottimismo all’insegna della ripartenza. Con un tour che tocca 19 tappe, incluse le principali città italiane, Invesco, una delle principali società di asset management al mondo con masse gestite superiori a un trilione di euro, vuole riallacciare i legami con clienti e consulenti, dopo il lungo periodo di incontri digitali, e dare il segnale che è tornato il momento di investire e di guardare verso il futuro.

“Viviamo un momento storico speciale”, osserva Giuliano D’Acunti, Country head di Invesco in Italia, terzo Paese al mondo per importanza per il colosso dell’asset management Usa, “perché restituiamo centralità all’individuo, alla persona in carne, ossa e mente. È iniziata una nuova era in cui portiamo con noi, come consapevolezza, il valore della socialità e del rapporto umano, che significa andare oltre il singolo individuo e rinforzare i nostri legami, creare alleanze ed essere uniti. Il messaggio che vogliamo lanciare è di speranza e ottimismo: possiamo ripartire insieme con una visione diversa del futuro. Futuro come ricerca scientifica e cultura, come innovazione e tecnologia, ma soprattutto come creazione di valore anche attraverso gli altri”.

Un messaggio che Invesco ha riassunto nella parola “Genesi”, il titolo del road show. “Significa nascita – o rinascita – ma anche creazione, formazione e ‘origine prima’.  Genesi” aggiunge D’Acunti, “come simbolo di una ripartenza che passa dalle azioni di tutti noi. La via migliore per guardare al futuro, non per prevederlo ma per contribuire a costruirlo, è di farlo assieme. Spesso dalle crisi nascono anche le migliori opportunità di crescita, umana e non solo, e questo è il momento di dare forma – e di plasmare su valori condivisi – il mondo che verrà”. E una delle colonne portanti della ripresa sarà la sostenibilità. D’Acunti ha spiegato in questa intervista ESGnews quali sono le ambizioni e gli impegni di Invesco per quanto riguarda le tematiche ambientali, sociali e di governance, sempre più rilevanti per gli investitori.

Quali sono le caratteristiche che distinguono l’approccio di Invesco alla sostenibilità?

Giuliano D’Acunti
Country Head Invesco in Italia

Il volume degli asset gestiti e dei prodotti finanziari “sostenibili” è in continua crescita e sempre più strumenti di investimento e asset class stanno integrando i fattori ESG nelle proprie strategie, evolvendo verso strumenti più specifici e mirati. Ovviamente, i clienti si aspettano risultati positivi e performance soddisfacenti. E, per raggiungerli, in Invesco adottiamo un approccio ESG integrato, saldamente fondato su quattro pilastri.

Innanzitutto, vogliamo essere un partner fidato, che si impegna sul fronte dei valori ESG: ciò significa integrare le considerazioni ambientali, sociali e di governance nel nostro processo d’investimento core e osservare i Principi d’investimento responsabile (PRI) delle Nazioni Unite. A tale riguardo, il nostro impegno è stato premiato per il terzo anno consecutivo con un rating A+ per la Strategia e la Governance.

Il secondo pilastro ha per oggetto il nostro ruolo di investitore impegnato.

Quali strumenti utilizza Invesco per realizzare questo obiettivo?

Siamo partner di importanti istituzioni internazionali che si occupano di tematiche ESG e collaboriamo con le stesse, nella convinzione che questa sia la chiave per stimolare un cambiamento concreto.

Il terzo pilastro riguarda il nostro approccio all’investimento in un’ottica di azionariato attivo. Questo significa che Invesco vota alle assemblee degli azionisti e si impegna a discutere delle problematiche ESG con i team dirigenziali delle società quotate.

Il quarto elemento dell’approccio implica la capacità da parte nostra di creare soluzioni d’investimento orientate ai fattori ESG. La portata delle risorse di cui Invesco dispone ci rende in grado di rispondere con grande dinamismo alle esigenze dei clienti in questo ambito.

La SFDR, ora completata anche dagli standard tecnici, porta nuova trasparenza nel settore degli investimenti sostenibili. A che punto è il processo e l’integrazione dei criteri di sostenibilità in Invesco?
L’inclusione degli aspetti ESG è un aspetto fondamentale e anche noi di Invesco abbiamo applicato questi criteri ai nostri fondi attivi e passivi: circa il 70% della nostra offerta rientra attualmente nell’articolo 8 del Regolamento SFDR. Stiamo cercando di generare un impatto enorme per andare sempre più nella giusta direzione, con ESG come bussola.

Diventerà più facile per gli investitori comprendere se un fondo è sostenibile?

L’integrazione di un approccio ESG nei processi di investimento rappresenta una grande opportunità per riavvicinare l’economia reale alla gestione del risparmio e alla finanza. Basti pensare al crescente scambio di informazioni richiesto dall’engagement, dalle sollecitazioni di mercato e dalla regolamentazione. Alla base di ogni scambio di informazioni c’è però la condivisione di un linguaggio comune. E qui troviamo la prima grande sfida che l’ESG si trova ad affrontare: attualmente non esiste un modello comune di rating né un sistema di classificazione a livello mondiale che dia una definizione di attività economica ecosostenibile.

Alla luce delle sfide emerse appuntamento del Cop26, quali sono le iniziative di Invesco nella lotta al cambiamento climatico?

Invesco è in prima linea su questo fronte. Continueremo come sempre ad ascoltare e interagire con i clienti per comprendere e supportare meglio le loro esigenze, ma stiamo anche lavorando con altri gruppi del settore per aiutare a mettere in atto il cambiamento e impegnarci sui problemi che contano davvero per i nostri clienti. L’engagement rimarrà una parte fondamentale del nostro processo di investimento, spingendo e incoraggiando le aziende ad adottare sempre di più comportamenti ESG in grado di creare valore. Ecco perché abbiamo aderito all’iniziativa globale Net Zero Asset Manager, lanciata a dicembre 2020 da 30 firmatari che rappresentano i maggiori asset manager mondiali, per un portafoglio complessivo di 9 trilioni di dollari.

Cosa vi aspettate dall’adesione a questa iniziativa?

Ci impegniamo a sostenere il conseguimento dell’obiettivo globale di zero emissioni nette di gas serra in tutti i nostri portafogli entro il 2050, in linea con l’Accordo di Parigi.

Invesco ha inoltre aderito al gruppo di lavoro della Climate Action 100+, che prevede la collaborazione diretta con il network per i Principi per l’Investimento Responsabile (PRI) delle Nazioni Unite, l’Institutional Investors Group on Climate Change (IIGCC), il CDP e altre organizzazioni e asset manager al fine di sviluppare metodologie NetZero per le asset class e promuovere standard settoriali.

La pandemia ha accelerato l’affermazione di nuovi stili di vita e di consumo. Quali opportunità per combinare queste tendenze con un approccio rigoroso all’investimento sostenibile?

Lo scenario degli investimenti in ESG sta attraversando un momento di rapidissima accelerazione dovuta all’avvicendarsi di una serie di fattori favorevoli. Da una parte, l’evoluzione demografica dei risparmiatori e investitori che ora mostrano una maggiore sensibilità ai movimenti civili, all’ambiente e alle pressioni sociali e riflettono le loro scelte in investimenti più consapevoli. Dall’altra la consapevolezza delle stesse società emittenti, che ora puntano ad attrarre investimenti che premiano la sostenibilità di lungo termine e hanno di conseguenza la necessità di attuare e dimostrare una gestione resiliente a rischi sistemici e cambiamenti tecnologici e industriali.

Riteniamo che le opportunità ESG più interessanti si trovino infatti proprio in quelle società che stanno attraversando un momento di transizione verso modelli di business più sostenibili nel lungo periodo. La recente pandemia ha sicuramente rappresentato un forte acceleratore verso questa transizione e messo alla prova risparmiatori e società nel rivalutare l’importanza delle considerazioni dei fattori ESG nelle scelte di gestione e di investimento. 

In questo scenario, abbiamo visto come l’aumento del volume degli asset gestiti e il moltiplicarsi sul mercato dei prodotti finanziari “sostenibili” sia in continua crescita e sempre più strumenti di investimento e asset class stiano integrando le analisi ESG nelle loro strategie.