Intervista

Ruini (Banca Generali): ecco i Sustainable Advisor, la squadra di eccellenza per gli investimenti ESG

Nato come un progetto pilota che coinvolgeva 20 professionisti, ora il team dei Sustainable Advisor rappresenta in Banca Generali una realtà consolidata, formata da oltre 130 consulenti finanziari specializzati nelle tematiche ESG, con un portafoglio di masse in gestione pari a 5,6 miliardi di euro.

Per istituto guidato da Gian Maria Mossa, la sostenibilità continua a essere un tema forte di investimento, su cui puntare con convinzione anche in un contesto reso complesso dalle recenti sfide geopolitiche globali. Proprio in quest’ottica, la banca ha investito nella figura del Sustainable Advisor, una nuova categoria di consulenti specializzati nella conoscenza di prodotti, strumenti e best practice legati alla finanza sostenibile. Il loro compito è accompagnare e sensibilizzare i clienti nelle scelte di investimento responsabile, offrendo competenze specialistiche e soluzioni in grado di rispondere alle crescenti esigenze in termini di sostenibilità e rendimento.

A raccontare i dettagli del progetto a ESGnews è Enzo Ruini, Sales Manager Strategico per la Sostenibilità, che conferma l’obiettivo della banca per il 2025 sia di arrivare a 160 banker dedicati e a oltre 7 miliardi di masse gestite. Attualmente, il 51% dell’Aum medio dei Sustainable Advisor è composto da investimenti Esg, e il 31% dei professionisti è rappresentato da donne.

Com’è nata la figura del sustainable advisor e quale approccio adotta verso la clientela?

Il progetto dei Sustainable Advisor è nato come diretta conseguenza della crescente attenzione da parte di una rilevante fascia di clientela verso in temi della transizione, dell’innovazione e della crescita sostenibile. Il gruppo si propone come un’eccellenza specifica in termini di conoscenza in questo ambito della consulenza. Professionisti in grado di accompagnare i clienti e rispondere alle loro domande ed esigenze in questa materia, sempre tenendo al centro il valore dell’investimento e il suo impatto sociale finalizzato alla crescita sostenibile.

In un momento in cui i temi ESG hanno visto un calo di popolarità nel settore dell’asset management, come mai avete deciso non solo di proseguire, ma di rafforzare l’offerta ESG?

Negli ultimi anni, il tema della sostenibilità in finanza ha vissuto alti e bassi in termini di popolarità, è innegabile, complice uno scenario globale complesso: pandemia, guerre, crisi energetiche. Eppure, non crediamo ci sia una crisi strutturale, in particolare in Europa, che rappresenta, secondo i dati Morningstar, l’84% della raccolta globale. Inoltre, le aziende continuano a investire nella sostenibilità, che è diventata un fattore di distintività e competitività. Come consulenti, il nostro ruolo è accompagnare le persone e le imprese (forti della folta presenza di imprenditori nella nostra clientela) in questo percorso, affiancandole per aiutarle a capire i vantaggi e la necessità della transizione e il ruolo fondamentale della finanza sostenibile.

La clientela mostra interesse verso gli investimenti sostenibili e come il sustainable advisor riesce a stimolarla?

Quello che vediamo è che l’interesse della clientela verso gli investimenti sostenibili non è mai davvero venuto meno. Anzi, in particolare le giovani generazioni sono più attente ai temi della transizione e ai valori necessari a una crescita economica sostenibile. I Sustainable Advisor, grazie al loro bagaglio specifico di conoscenze e competenze, sono in grado di rispondere alle domande e alle esigenze della clientela su questi temi, attraverso quelle che crediamo essere le basi della nostra professione: interazione, dialogo, relazione e fiducia. Così si crea un circolo virtuoso di interesse e conoscenza.

Come si lega nel vostro modello la trasformazione sostenibile con quella digitale?

Crediamo che la transizione sostenibile e quella digitale abbiano molto in comune e possano aiutarsi a vicenda. Il digitale può anche offrire strumenti utili a quantificare e ‘fisicizzare’ l’impatto delle scelte in materia di investimenti sostenibili, come la piattaforma proprietaria sviluppata con Mainstreet Partners in grado di fotografare l’impatto reale che le singole scelte di investimento dei clienti hanno sulle sfide ambientali e sociali del futuro, facilitando così il compito dei consulenti.

Com’è organizzata la rete di banker ESG al vostro interno e avete specifici obiettivi?

I Sustainable Advisor continuano a fare parte a tutti gli effetti della rete territoriale della banca e non costituiscono una struttura separata, limitandosi a mettere la loro specifica competenza negli investimenti sostenibili a sostegno della loro tradizionale attività: proteggere e far crescere il risparmio delle famiglie. Sul fronte numerico siamo a 132 consulenti nel 2025 con 5,6 miliardi di euro di masse e un AuM (asset under management) medio aumentato a 42,5 milioni. L’obiettivo per la fine del 2025 è raggiungere 160 banker per oltre 7 miliardi di euro di Aum.

Per i consulenti fare parte di questo gruppo è visto come un vantaggio competitivo?

L’upgrade formativo permette a questi consulenti di concentrarsi sulla cosiddetta nuova economia: permette quindi una sorta di evoluzione della professione del consulente in un futuro che verrà giocato con regole diverse. Crediamo che questo bagaglio di conoscenze e competenze più ampio sia un patrimonio che conferisce valore alla professione della consulenza.

Con quali strumenti supportate i sustainable advisor?

È fondamentale coltivare costantemente le competenze dei professionisti, cosa che facciamo attraverso un percorso strutturato e specifico, basato su un pacchetto di formazione fatto di corsi, eventi, sessioni di networking e convention, offerto dalla banca, per confrontarsi con le best practice del settore. A fianco di questo pacchetto ci sono prodotti e servizi specifici che fanno parte del ventaglio di strumenti che la banca mette a disposizione dei private banker: dall’offerta delle migliori eccellenze gestionali nei fondi d’investimento e nelle gestioni patrimoniali, alla piattaforma proprietaria sviluppata con Mainstreet.

Avete in programma iniziative specifiche dedicate ai banker ESG?

Proseguiranno per tutto l’anno le giornate di formazione e confronto. In particolare, a ottobre lanceremo un webinar dedicato a tutti i Sustainable Advisor declinato sulle tematiche e specificità immobiliari e il 3 dicembre a Milano inaugureremo una giornata speciale – che coinvolgerà sia il top management di banca sia i consulenti finanziari – dedicata a 360° gradi ai temi Esg.

Quali sono le prossime priorità?

Avanzare giorno per giorno verso i target che ci siamo dati: in primis entro fine 2025 l’obiettivo è raggiungere 160 banker tra le fila dei Sustainable Advisors, per oltre 7 miliardi di euro di Aum. A livello di banca l’obiettivo nel triennio nel triennio è di oltre il 50% consulenti finanziari con formazione avanzata Esg e in possesso di certificazione. A questi obiettivi si affianca il tour di educazione finanziaria nelle scuole, in collaborazione con Feduf.

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