Botteon (Autostrade per l’Italia): la CSRD ha rafforzato la nostra visione di lungo periodo
Con circa 3.000 chilometri di rete autostradale in gestione, 15 regioni e 60 province attraversate, il gruppo Autostrade per l’Italia rappresenta uno dei principali operatori infrastrutturali europei. Ogni giorno lungo la rete transitano infatti circa 4,9 milioni di clienti per un totale di circa 2,9 milioni di veicoli, numeri che restituiscono la complessità di un sistema strategico per la mobilità del Paese. Un’infrastruttura che nel 2025 ha proseguito il proprio percorso di trasformazione puntando su sicurezza, innovazione tecnologica e sostenibilità, con obiettivi di decarbonizzazione Near e Long Term validati da SBTi e interventi concreti sull’efficienza energetica, dalla diffusione dell’illuminazione LED nelle gallerie all’utilizzo del 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Il 2025 ha segnato anche un passaggio importante sul fronte della rendicontazione, con la pubblicazione della Relazione Annuale Integrata secondo i criteri della CSRD, che ha rafforzato l’integrazione tra dati finanziari e non finanziari e consolidato il ruolo della sostenibilità nelle strategie del gruppo. In questo contesto si inserisce anche la nuova Sustainability Review 2025, documento che accompagna il bilancio e racconta in modo più accessibile il percorso ESG di Autostrade per l’Italia, dai progetti legati alla sicurezza e alla digitalizzazione della rete fino alle iniziative dedicate alla transizione energetica e all’economia circolare. Ne parliamo con Elena Botteon, Head of Sustainability del gruppo.
Quali sono le priorità di Autostrade per l’Italia in ambito sostenibilità?
Il Gruppo Autostrade per l’Italia è uno dei maggiori concessionari di costruzione e gestione di autostrade a pedaggio in Europa, con 3.000 km di rete che attraversano 15 regioni italiane. Per gestire una rete così estesa e complessa, l’organizzazione è articolata in 9 Tronchi, ciascuno responsabile di una specifica area geografica, che lavorano in sinergia con enti locali e realtà del territorio per assicurare viabilità, tutela ambientale e dialogo con le comunità. La sostenibilità è una leva strategica che integra dimensione ambientale, sociale ed economica. Sono le persone a rappresentare il principale valore del Gruppo: per questo l’impegno è garantire un ambiente di lavoro sicuro, inclusivo e rispettoso, promuovendo al contempo crescita professionale, benessere ed equilibrio vita-lavoro. Allo stesso tempo, Autostrade per l’Italia opera per una catena di fornitura responsabile e sostenibile e mantiene un forte legame con i territori e le comunità attraversate dalla nostra rete. In questo contesto, la sicurezza degli utenti autostradali è prioritaria, perseguita attraverso tecnologie avanzate, procedure rigorose e iniziative di sensibilizzazione per una guida responsabile.
Nel 2025 avete pubblicato un bilancio integrato secondo i criteri della CSRD: quali sono state le principali difficoltà e i benefici riscontrati?
Nel 2025 la redazione del bilancio integrato secondo i criteri CSRD ha rappresentato per Autostrade per l’Italia un’evoluzione naturale di un percorso già avviato con la Dichiarazione Non Finanziaria. L’adozione della CSRD, infatti, ha richiesto un importante sforzo di integrazione tra dati finanziari e non finanziari, oltre a un rafforzamento dei processi di raccolta e validazione delle informazioni lungo tutta la catena del valore. Allo stesso tempo, questo percorso ha generato benefici rilevanti. In primo luogo, ha migliorato la trasparenza e la comparabilità dei dati, rendendo più chiara e completa la rappresentazione delle performance aziendali. Inoltre, ha favorito una visione maggiormente integrata tra dimensione economico-finanziaria e sostenibilità, contribuendo a rafforzare il dialogo con gli stakeholder.
Nel complesso, l’adozione della CSRD ha promosso un approccio più sistematico e orientato al medio-lungo periodo, consolidando il ruolo della sostenibilità come leva strategica a supporto dei processi decisionali.
Perché avete sentito l’esigenza di affiancare a questo documento la Sustainability Review?
Con l’introduzione della CSRD, il reporting è diventato più rigoroso, ma anche più complesso. Per questo abbiamo scelto di fare un passo in più: trasformare dati e obblighi normativi in una narrazione chiara, accessibile e vicina alle persone. La Sustainability Review è nata come uno strumento complementare rispetto alla Relazione Annuale Integrata, capace di raccontare in modo chiaro progetti, risultati e visione del Gruppo in ambito ESG, rendendo disponibili informazioni aggiuntive rispetto alla rendicontazione obbligatoria, che per quanto rigorosa e completa, non rappresenta la totalità e la complessità delle azioni messe in atto dal Gruppo in ambito sostenibilità. Il documento si configura come un rilevante strumento di stakeholder engagement, favorendo un dialogo strutturato e continuo con gli interlocutori chiave e promuovendo una maggiore condivisione degli obiettivi e dei risultati aziendali. Il suo valore distintivo è proprio questo: non parla solo a un pubblico specialistico, ma a tutti. Per noi rappresenta un vero cambio di prospettiva che dal reporting passa all’engagement e dai dati al significato. Una nuova modalità di comunicare la sostenibilità, capace di generare comprensione, fiducia e valore condiviso.
Quali sono le maggiori sfide affrontate nel 2025 in ambito sostenibilità?
Le principali sfide in ambito sostenibilità hanno riguardato la decarbonizzazione di tutta la catena di fornitura e l’efficientamento energetico. In particolare, la riduzione dell’impronta carbonica e l’adattamento ai cambiamenti climatici hanno richiesto l’adozione di soluzioni innovative, l’impiego di materiali e combustibili più sostenibili e un crescente ricorso alla digitalizzazione. In questo contesto, il Gruppo ha conseguito risultati significativi: lo sviluppo di una metodologia di rendicontazione dello Scope 3 accurata e all’avanguardia, l’utilizzo del 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili, l’efficientamento di nuove gallerie e svincoli attraverso l’adozione di sistemi di illuminazione a LED e oltre il 98% dei rifiuti avviati a processi di recupero. Questi traguardi testimoniano un impegno concreto nel coniugare sviluppo infrastrutturale e sostenibilità ambientale, affrontando in modo strutturato le sfide della transizione ecologica.
Per Autostrade per l’Italia la sicurezza è un tema centrale. Come monitorate lo stato di efficienza della rete?
Per il Gruppo, la sicurezza rappresenta una priorità assoluta e un pilastro centrale della strategia aziendale. L’ obiettivo è quello di garantire la tutela degli utenti e della forza lavoro propria e dei propri fornitori, anche attraverso solidi programmi di formazione per rafforzare la cultura della sicurezza. L’impegno a favore della sicurezza stradale è testimoniato anche dalle iniziative che coinvolgo le scuole secondarie in tutta Italia con progetti sui comportamenti di guida sicura.
Il monitoraggio dello stato di efficienza della rete avviene tramite l’impiego di tecnologie avanzate basate su computer vision e Intelligenza Artificiale, che trasformano le infrastrutture in vere e proprie “strade digitali”. I sistemi sviluppati consentono di analizzare il traffico in tempo reale, rilevare automaticamente eventi critici – come code, veicoli fermi o in contromano – e attivare interventi tempestivi grazie a meccanismi di allerta automatizzati. Queste soluzioni permettono inoltre un monitoraggio continuo delle opere infrastrutturali, contribuendo a migliorare l’efficienza operativa, ridurre i tempi di risposta e rafforzare i livelli complessivi di sicurezza della rete.
Quali sono le soluzioni innovative adottate dal gruppo per migliorare le vostre prestazioni in ambito di sostenibilità?
Tra le iniziative più significative vi è stato lo sviluppo della sperimentazione del sistema Dynamic speed limit, testato sulla Tangenziale di Napoli, che rappresenta un laboratorio di innovazione avanzato del Gruppo di Autostrade per l’Italia. Si tratta del primo servizio in Italia che suggerisce agli automobilisti la velocità ottimale di percorrenza. Basato su AI e tecnologie C-ITS questa funzionalità ha come obiettivo la riduzione delle code e delle emissioni; l’infrastruttura, in questo modo, è in grado di analizzare i flussi di traffico in tempo reale, prevenire situazioni critiche per migliorare sicurezza, fluidità e sostenibilità. A questo si affiancano l’introduzione di bioasfalti, sistemi digitali per il monitoraggio del degrado della pavimentazione e soluzioni smart per la gestione di illuminazione e ventilazione nelle gallerie. Inoltre, il Gruppo sperimenta infrastrutture energeticamente attive, come le barriere di sicurezza con pannelli fotovoltaici integrati. Soluzioni innovative che aiutano a definire le autostrade del futuro.
Quali sono i vostri principali obiettivi in ambito di decarbonizzazione e quali leve utilizzate per raggiungerli?
Autostrade per l’Italia ha una strategia di decarbonizzazione chiara, in linea con gli standard SBTi, con obiettivi al 2030 e il traguardo Net Zero al 2050. Le principali leve includono l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, l’efficientamento energetico delle infrastrutture (ad esempio attraverso illuminazione LED e sistemi smart), l’adozione di materiali a minore impatto ambientale e la conversione degli impianti industriali verso vettori energetici più sostenibili. In questo ambito, la società di costruzione del Gruppo, Amplia, ha completato nel 2025 la conversione di 10 impianti, con una riduzione stimata delle emissioni di circa il 15%.
Avete effettuato una reasonable assurance su alcuni parametri: come mai avete fatto questa scelta?
La scelta di sottoporre alcuni indicatori a reasonable assurance riflette la volontà del Gruppo di garantire un elevato livello di affidabilità e credibilità dei dati comunicati, andando anche oltre i requisiti normativi e contribuendo a rafforzare la fiducia degli stakeholder. Riteniamo infatti che un livello più elevato di controllo sui principali indicatori di sostenibilità rappresenti non solo un elemento di trasparenza verso l’esterno, ma anche uno strumento di governance interna, utile a migliorare la qualità dei processi e a supportare decisioni più consapevoli e strutturate.
C’è una particolare iniziativa in ambito di sostenibilità realizzata nel 2025 che la rende orgogliosa?
Più che focalizzarmi su una singola iniziativa, credo che il valore aggiunto risieda nell’insieme delle iniziative che portiamo avanti all’interno del programma di sostenibilità. Tanti i progetti realizzati e strutturati che nel loro insieme contribuiscono alla crescita e al miglioramento della performance in tutti gli ambiti, siano essi legati alla sfera sociale, economica, ambientale o organizzativa. Questo approccio ci permette di coinvolgere tutte le componenti aziendali e quindi di permeare il Gruppo con la cultura della sostenibilità.
Quali sono i prossimi passi per il 2026?
Per il 2026, il Gruppo intende consolidare e rafforzare ulteriormente il proprio percorso ESG, rendendolo sempre più integrato nei processi decisionali. Dopo una fase dedicata allo sviluppo e alla definizione dell’impronta strategica, l’attenzione si concentra ora sul potenziamento e sulla piena implementazione delle iniziative già avviate. In particolare, si intende rafforzare l’impegno sull’adattamento climatico, con l’obiettivo di sviluppare una comprensione sempre più puntuale degli impatti sull’infrastruttura autostradale e individuare processi e iniziative in grado di accrescerne la resilienza. Parallelamente, proseguirà l’impegno per rendere sempre più accurata la rendicontazione delle emissioni di Scope 3, così da identificare con maggiore efficacia le leve per la decarbonizzazione della catena di fornitura. Infine, verrà dedicata una crescente attenzione alla valutazione degli impatti generati dall’infrastruttura sull’ambiente ed in particolare su natura e biodiversità.
Per leggere la Sustainability Review di Autostrade per l’Italia:
