C’è un’infrastruttura silenziosa ma decisiva che sta cambiando il futuro dell’energia: i sistemi di accumulo a batteria (BESS – Battery Energy Storage Systems). Non più una tecnologia di nicchia, un “accessorio tecnologico”, bensì la spina dorsale della transizione energetica che rende possibile integrare le rinnovabili e garantire la sicurezza del sistema elettrico. Tanto è vero che il mercato globale dei sistemi di accumulo a batteria potrebbe superare 43 miliardi di dollari entro il 2030, e arrivare fino a 620 GWh di domanda annua. In Italia, dove Terna ha lanciato la prima asta MACSE, anche fondi come FIEE Sgr stanno iniziando a osservare il settore per catalizzare capitali privati nello storage e guidare la trasformazione dell’energia. Ne parlano in questo contributo per ESGnews Andrea Marano, Raffaele Mellone, Andrea Longatti, co-Amministratori Delegati e Founding Partner di FIEE SGR (in foto).
Sicurezza energetica, flessibilità di rete e integrazione delle rinnovabili? La soluzione sono i sistemi di accumulo a batteria (BESS – Battery Energy Storage Systems). E l’Italia, grazie a obiettivi ambiziosi e strumenti di mercato già operativi, si candida a diventare protagonista del settore. Il prossimo quinquennio sarà decisivo: chi saprà investire oggi, cavalcando l’ondata tecnologica e regolatoria, si assicurerà un ruolo di leadership nel nuovo ecosistema dell’energia.
Indice
- 1 Che cosa sono i BESS e perché contano per la transizione energetica
- 2 Perché l’Italia può essere protagonista per i BESS
- 3 Sistemi di accumulo a batteria: un mercato globale ed europeo in forte crescita
- 4 Le opportunità e le ambizioni per l’Italia
- 5 I sistemi di accumulo a batteria già installati nel mondo: da Tesla Megapack alle SonnenBatterie
- 6 FIEE Sgr, la strategia di investimento nello storage
Che cosa sono i BESS e perché contano per la transizione energetica
I sistemi di accumulo a batteria (BESS) consentono di immagazzinare energia elettrica e rilasciarla in rete quando necessario, garantendo stabilità, flessibilità e resilienza. Sono indispensabili per integrare fonti rinnovabili non programmabili come eolico e fotovoltaico, assicurando continuità di fornitura e capacità di bilanciare i picchi di domanda. In un Paese come l’Italia, dove la crescita delle rinnovabili corre veloce, i BESS non sono più una tecnologia accessoria ma un’infrastruttura strategica. Non è un caso che operatori come Enel X, Engie e Edison abbiano già annunciato impianti di grande taglia in Sardegna e Sicilia, territori strategici per l’integrazione delle rinnovabili.
Perché l’Italia può essere protagonista per i BESS
Il 30 settembre 2025 ha segnato una tappa cruciale per il settore energetico italiano: Terna ha lanciato la prima asta MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico), dedicata all’approvvigionamento di capacità di accumulo elettrico. L’iniziativa ha assegnato 10 GWh di capacità di accumulo, nel Sud e nelle Isole, per un valore pari al 100% del fabbisogno richiesto. Gli impianti contrattualizzati da questa prima asta entreranno in esercizio entro il 2028.
L’asta non ha rappresentato soltanto un passaggio tecnico, ma la nascita di un mercato strutturato e regolamentato per i sistemi di accumulo a batteria in Italia, che può aprire importanti scenari di sviluppo.
Sistemi di accumulo a batteria: un mercato globale ed europeo in forte crescita
Secondo Market Research Future, il mercato mondiale dei BESS, oggi valutato circa 13,7 miliardi di dollari, potrebbe raggiungere 43,4 miliardi di dollari entro il 2030, crescendo a un tasso medio annuo del 21,3%. McKinsey stima che, nello stesso orizzonte temporale, la domanda annuale raggiungerà 450.620 GWh, generando un giro d’affari compreso tra 120 e 150 miliardi di dollari. In Europa la traiettoria è altrettanto significativa: SolarPower Europe calcola che entro il 2029 la capacità cumulata di storage potrebbe oscillare tra 66 e 183 GWh, con la quota prevalente coperta da impianti utility-scale.
Le opportunità e le ambizioni per l’Italia
Il Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) aggiornato fissa, per l’Italia, un obiettivo di 50 GWh di capacità di storage al 2030. Secondo Aurora Energy Research, nel prossimo decennio si installeranno 10,5 GW di nuovi BESS, con circa 3 GW già in fase avanzata di sviluppo. A sostenere questo percorso contribuiscono fattori chiave: il quadro regolatorio favorevole (capacity market e, ora, MACSE), l’espansione rapida delle rinnovabili e l’interesse crescente degli operatori internazionali, che guardano al nostro Paese come uno dei mercati più promettenti in Europa. Tanto che diversi colossi dell’energia hanno annunciato che l’Italia diventerà uno dei loro tre principali mercati europei.
I sistemi di accumulo a batteria già installati nel mondo: da Tesla Megapack alle SonnenBatterie
I sistemi di accumulo a batteria trovano applicazione su diverse scale. A livello utility, esempi emblematici sono i Tesla Megapack installati in California, che garantiscono stabilità alla rete per diversi gigawattora, o i grandi progetti realizzati da Fluence in Germania, oggi tra i principali fornitori globali di soluzioni di storage. Nel mondo industriale e commerciale, colossi come Amazon e Google utilizzano BESS per alimentare i propri data center con energia rinnovabile, mentre catene di distribuzione come Lidl hanno installato sistemi di accumulo abbinati al fotovoltaico nei magazzini logistici, riducendo costi e picchi di consumo. In ambito residenziale, prodotti come il Powerwall di Tesla o il SonnenBatterie (società tedesca acquisita da Shell) sono sempre più diffusi anche in Italia, spesso integrati in progetti di comunità energetiche che permettono di condividere l’energia solare prodotta a livello locale. In tutti i casi, la logica è la stessa: trasformare la capacità di accumulo da “accessorio tecnologico” a infrastrutturachiave per la sicurezza del sistema elettrico.
FIEE Sgr, la strategia di investimento nello storage
La tecnologia si muove velocemente: le batterie LFP (litio ferro fosfato) stanno guadagnando terreno grazie a costi più bassi, maggiore sicurezza e durata più lunga rispetto alle alternative a base di nichel e cobalto. Sul piano geopolitico, le tensioni internazionali stanno ridisegnando gli equilibri: le restrizioni statunitensi sulle importazioni da Foreign Entities of Concern e la competizione tra Cina e Corea potrebbero dirottare capacità produttiva verso l’Europa, rafforzando la posizione dell’Italia. In questo scenario, i mercati privati offrono spazi straordinari per chi investe nell’innovazione energetica. È qui che si colloca l’impegno di FIEE SGR, società di private equity nata nel 2014 e tra i primi operatori finanziari dedicati alla transizione energetica in Europa.
Oggi FIEE gestisce oltre 500 milioni di euro attraverso quattro fondi – tre chiusi e uno aperto – tra cui Energy Transition Fund III (ETF III), che ha già raccolto 200 milioni di euro al primo closing con il supporto di investitori istituzionali come FEI e CDP Real Asset. La strategia del fondo punta proprio a cavalcare i trend più promettenti della decarbonizzazione: stoccaggio energetico, comunità energetiche, efficienza negli edifici e nelle infrastrutture, smart grid, mobilità elettrica, bio-carburanti ed economia circolare. In particolare, lo storage, oggi al centro delle priorità regolatorie e industriali, rappresenta uno dei pilastri su cui FIEE Sgr intende consolidare il proprio ruolo di catalizzatore di capitali privati nella transizione energetica. Un mercato che è anche una frontiera di investimento in rapida espansione. La capacità di FIEE Sgr di intercettare e sostenere le imprese innovative che operano in questo ambito dimostra come il private equity possa essere un vero motore strategico della trasformazione energetica, creando valore per gli investitori e contribuendo, al tempo stesso, a un futuro più sostenibile.
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Fonti del contributo a cura di FIEE Sgr:
° Market Research Future (2024), Battery Energy Storage System Market Report
° McKinsey & Company (2023), Net-Zero Power: Long Duration Energy Storage Outlook.
° SolarPower Europe (2024), EU Market Outlook for Solar Power 2024–2028.
° Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (2024)
° Aurora Energy Research (2025), Italy, Great Britain, Germany currently the most attractive battery markets in Europe, Aurora finds

