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Finanza sostenibile

Calvetti (Eurizon): engagement fondamentale per strategia sostenibile

Si è svolto recentemente a Parigi l’evento “La sfida digitale per la finanza di domani”. In questa occasione,  Federica Calvetti, Head of ESG and Strategic Activism di Eurizon, è intervenuta per parlare del ruolo del settore dell’asset management nel plasmare alcune dinamiche relative alla sostenibilità di medio e lungo periodo (2030-2050). Secondo Calvetti, la sfida è difficile soprattutto perché alcuni settori, come quello delle TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), crescono ad un ritmo elevato e allo stesso tempo rivestono un’importanza fondamentale per il raggiungimento delle “ambizioni dello sviluppo sostenibile e del clima”.

“In questo contesto, l’azionariato attivo è uno strumento chiave che ci aiuta a imparare, confrontare, sfidare e, in ultima analisi, avere un impatto reale attraverso le nostre decisioni di investimento”, ha commentato Federica Calvetti, “Eurizon incoraggia l’engagement con le società in cui investe: la pratica dell’engagement mira a costruire relazioni solide, durature e degne di fiducia con gli emittenti, al fine di monitorare i loro impegni su questioni specifiche, che includono la partecipazione alle assemblee degli azionisti”.

Federica Calvetti, Head of ESG and Strategic Activism di Eurizon

“La partecipazione alle assemblee degli azionisti delle società in cui investe permette a Eurizon di plasmare, attraverso il proprio voto, i temi aziendali e/o di sostenibilità relativi alle società”, ha aggiunto Calvetti, “Nei primi sei mesi del 2021 Eurizon ha partecipato a 125 assemblee degli azionisti di società quotate selezionate, di cui il 38% sui mercati internazionali e ha condotto 596 engagement, di cui il 28,7% riguardava temi ESG”.

L’Head of ESG and Strategia Activism di Eurizon ha concluso il suo intervento ricordando che recentemente la società aderito alla Net Zero Asset Managers Initiative, al fine di sostenere l’obiettivo di emissioni nette zero di gas serra entro il 2050, contribuendo così a limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius.

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