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Analisi Moody's

Obbligazioni sostenibili, crescono nel primo trimestre del 2026, l’Europa guida anche il boom dei social bond

Il mercato globale delle obbligazioni sostenibili apre il 2026 in crescita rispetto agli ultimi mesi del 2025, pur restando sotto i livelli dell’anno scorso. Lo rileva l’ultimo report di Moody’s, secondo cui nel primo trimestre dell’anno le emissioni di sustainable bond hanno raggiunto quota 241 miliardi di dollari, in aumento rispetto al trimestre precedente (+18%) ma in calo del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nonostante la frenata, l’agenzia prevede che il volume complessivo dell’anno possa mantenersi sostanzialmente stabile rispetto ai livelli del 2025, grazie soprattutto alla tenuta dei green bond e alla ripresa delle emissioni europee.

L’Europa si è confermata il principale motore del mercato globale con 137 miliardi di dollari di emissioni sostenibili, pari a oltre la metà dei volumi mondiali. Il dato segna una crescita del 58% rispetto al trimestre precedente e riflette il ruolo sempre più centrale della regolamentazione europea e delle strategie pubbliche di transizione energetica nel sostenere la domanda di strumenti ESG. Al contrario, il mercato nordamericano è rimasto stabile ma ancora distante dai picchi storici registrati negli anni precedenti.

Secondo Moody’s, il trimestre ha mostrato anche una significativa ripresa delle emissioni sovrane e degli enti pubblici finanziari. Le emissioni governative hanno raggiunto i 42 miliardi di dollari, mentre quelle degli enti sono salite a 46 miliardi, entrambe più che raddoppiate rispetto al trimestre precedente. In crescita anche il comparto municipale e quello sovranazionale, sebbene quest’ultimo resti ancora molto sotto i livelli record toccati un anno fa.

Green bond ancora dominanti, boom dei social bond

A sostenere il mercato sono stati in particolare i green bond, che hanno totalizzato 152 miliardi di dollari nel trimestre, confermandosi la principale categoria della finanza sostenibile globale. Il dato rappresenta un aumento del 5% rispetto al trimestre precedente, anche se resta inferiore del 4% su base annua. Di questi circa due terzi provengono dall’Europa, che ha registrato emissioni per 100 miliardi di dollari, in aumento del 41% rispetto al trimestre precedente. La crescita europea ha consentito di compensare il drastico rallentamento dell’Asia-Pacifico, dove i green bond sono scesi a 25 miliardi di dollari, quasi la metà rispetto ai livelli precedenti.

Uno dei dati più rilevanti del report riguarda però i social bond, che hanno raddoppiato i volumi trimestrali raggiungendo quasi 48 miliardi di dollari e riportandosi sui livelli di inizio 2025. La quota di mercato di questi strumenti è così salita intorno al 20% del totale globale delle emissioni sostenibili. Anche in questo segmento l’Europa ha giocato un ruolo centrale con 26 miliardi di dollari di emissioni, il livello più elevato dal primo trimestre del 2024. A trainare il comparto sono stati soprattutto enti pubblici, responsabili del 56% delle emissioni sociali complessive. Tra gli emittenti si distingue la francese CADES (Caisse d’Amortissement de la Dette Sociale), risultata il maggiore emittente di social bond del trimestre con 12 miliardi di dollari raccolti.

Più debole invece il segmento dei sustainability bond, che ha registrato emissioni per 34 miliardi di dollari, un dato in lieve crescita rispetto al trimestre precedente ma in calo del 55% su base annua, penalizzato soprattutto dalla diminuzione delle emissioni sovranazionali. Marginale anche il contributo dei sustainability-linked bond (SLB) e dei transition bond. Gli SLB hanno raccolto appena 3 miliardi di dollari nel trimestre, un dato stabile rispetto al trimestre precedente ma in calo del 60% su base annua. I transition bond, invece, si sono fermati a 4 miliardi di dollari, interamente emessi da soggetti giapponesi e destinati principalmente ai settori hard-to-abate.

Data center e transizione energetica sostengono il mercato ESG

Il report di Moody’s dedica particolare attenzione anche ai nuovi ambiti di crescita della finanza sostenibile, a partire dal finanziamento dei data center. Dal 2020 a oggi, le emissioni di debito sostenibile legate a questo settore hanno superato i 50 miliardi di dollari, con i green bond che rappresentano l’83% del totale. Secondo l’agenzia, le emissioni sono più che raddoppiate dal 2023 grazie all’aumento della domanda di infrastrutture digitali efficienti dal punto di vista energetico e idrico.

Sustainable loan, i prestiti associati a criteri ESG rallentano nel 2025

Andando a vedere sul fronte dei prestiti sostenibili, Moody’s rileva un rallentamento complessivo nel 2025. I sustainable loan globali hanno raggiunto 762 miliardi di dollari nell’intero anno precedente, suddivisi tra 398 miliardi di sustainability-linked loan, 337 miliardi di green loan, 20 miliardi di sustainability loan e 7 miliardi di social loan. Il volume totale è diminuito del 20% rispetto all’anno precedente, principalmente a causa del forte calo dei sustainability-linked loan, mentre i green loan hanno continuato a crescere.

Migliora la qualità degli strumenti di finanza sostenibile

Il report evidenzia infine un miglioramento della qualità degli strumenti di finanza sostenibile valutati da Moody’s attraverso le proprie Second Party Opinion (SPO), ovvero le valutazioni indipendenti rilasciate da soggetti esterni per verificare la solidità e la credibilità dei framework ESG utilizzati nelle emissioni obbligazionarie sostenibili. In particolare, l’83% delle emissioni analizzate ha ottenuto un punteggio SQS1 o SQS2, i livelli più elevati della scala di Moody’s, corrispondenti rispettivamente a “excellent” e “very good”. Secondo l’agenzia, gli strumenti “use-of-proceeds”, in cui i fondi raccolti vengono destinati a progetti ambientali o sociali specifici, continuano a mostrare standard qualitativi superiori rispetto alle strutture sustainability-linked, basate invece sul raggiungimento di determinati obiettivi ESG da parte dell’emittente.

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