Il consiglio nazionale della Fondazione Enpaf, l’Ente previdenziale dei farmacisti, ha approvato il bilancio preventivo del 2021. Secondo le stime per il prossimo anno, l’Ente prevede un utile d’esercizio pari a circa 129 milioni di euro. Da sottolineare i flussi in entrata, derivanti dalle entrate contributive, pari a circa 276 milioni di euro, e i flussi in uscita, dovuti alle prestazioni previdenziali, pari 169 milioni. Questi flussi generano un saldo positivo stimato a 107 milioni di euro per il prossimo anno 2021.
L’Enpaf ha rivolto un’attenzione nel documento alle tematiche ESG. Nel bilancio di previsione 2021 si riporta il seguente committement: “La Fondazione si propone di contribuire allo sviluppo economico sostenibile privilegiando, nelle proprie scelte di investimento, le imprese che adottano prassi virtuose centrate sull’impiego di metodi produttivi rispettosi dell’ambiente, sulla garanzia di condizioni di lavoro inclusive, sul rispetto dei diritti umani e sull’adozione dei migliori standard di governo d’impresa. A tal proposito l’approccio perseguito è del tipo selezione positiva best in class”.
Molto interessante il fatto che tra le 7 strategie, che seguono i criteri ESG, l’Ente ha preferito quella del Best in Class, il che manifesta la sua volontà di esercitare attivamente un’azione di cambiamento sostenibile della realtà, partendo dalle proprie scelte di investimento.
La gestione patrimoniale prevede che le risorse finanziare, destinate agli investimenti mobiliari, saranno ripartite in diverse asset class come i titoli di Stato, le obbligazioni societarie, azioni, Etf e OICR. Nel triennio 2020/2022, l’asset allocation strategica persegue un rendimento target del 2%. Il portafoglio di investimenti di Enpaf prevede che il comparto obbligazionario pesi per il 44,5%, quello immobiliare pesi per il 22%, seguito dall’azionario al 18,5%, dal monetario al 10% e infine quello alternivi al 5%.
