Oltre all’AI, nella sua lettera annuale agli investitori Fink parla dell’importanza di accelerare gli investimenti nel solare.
Garantire energia abbondante e a prezzi accessibili è una delle sfide economiche più rilevanti dei prossimi anni. Nella sua ultima lettera agli investitori, Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, torna sul tema della sicurezza energetica sottolineando come gli Stati Uniti debbano accelerare gli investimenti nel solare per sostenere la crescita della domanda elettrica e contenere i costi per famiglie e imprese.
Secondo Fink, la crescita della domanda di energia richiederà un’espansione complessiva dell’offerta che coinvolgerà diverse tecnologie: petrolio e gas, rinnovabili, sistemi di accumulo, nucleare e reti elettriche. Nessuna singola fonte sarà sufficiente da sola a sostenere l’aumento dei consumi.
Negli Stati Uniti la questione sta diventando sempre più evidente. Dopo anni di relativa stabilità, la domanda di elettricità è tornata a crescere. Le abitazioni sono progressivamente più elettrificate, l’industria sta ampliando la propria capacità produttiva e i data center richiedono quantità crescenti di energia continua e affidabile. Il problema è che costruire nuova capacità di generazione e trasmissione richiede tempo: tra autorizzazioni, infrastrutture e investimenti possono passare molti anni prima che i nuovi impianti entrino realmente in funzione. Quando la domanda cresce più velocemente dell’offerta, il risultato è inevitabile: i prezzi dell’energia aumentano.
“Il gas naturale” sostiene Fink, “rimane essenziale per l’affidabilità, e gli Stati Uniti dispongono di abbondanti risorse. Tuttavia, è improbabile che da solo riesca a soddisfare la crescita prevista della domanda elettrica in tutte le regioni. Sarà necessaria un’espansione più ampia della capacità. Anche il nucleare sarà fondamentale nel lungo periodo, ma lo sviluppo di nuova capacità richiede tempo, rafforzando la necessità di ampliare subito altre fonti”.
È proprio qui che entra in gioco il solare. Per Fink questa tecnologia rappresenta una delle soluzioni più rapide da implementare per aumentare la capacità energetica complessiva. Negli ultimi dieci anni, infatti, i costi di installazione sono diminuiti in modo significativo e questo ha reso il solare sempre più competitivo rispetto ad altre fonti. Se accompagnato da sistemi di accumulo e da reti elettriche più robuste, può contribuire ad aumentare la disponibilità complessiva di energia e ad attenuare nel tempo la pressione sui prezzi.
Un altro nodo centrale riguarda le catene di approvvigionamento. Oggi gran parte della produzione mondiale di pannelli solari e batterie è concentrata in Cina, una situazione che solleva interrogativi in termini di resilienza industriale e sicurezza energetica. Per questo motivo gli Stati Uniti e i loro partner stanno cercando di diversificare la produzione e rafforzare la manifattura domestica. L’espansione del solare nel Paese, secondo Fink, dovrebbe procedere di pari passo con la costruzione di una filiera industriale più solida, che includa non solo i pannelli ma anche batterie, minerali critici e componenti strategici.
Il principio alla base di questa visione è semplice: l’energia accessibile dipende dalla disponibilità di energia abbondante. Quando l’offerta è insufficiente, le famiglie lo percepiscono immediatamente attraverso bollette più alte e un aumento generale del costo della vita. Al contrario, quando la produzione cresce in modo affidabile, le economie possono espandersi e la competitività industriale ne beneficia.
Per Fink la priorità è quindi aumentare rapidamente la capacità energetica disponibile negli Stati Uniti, attraverso investimenti su larga scala e una pianificazione infrastrutturale più veloce. In questo quadro, conclude il CEO di BlackRock, il solare è destinato a svolgere un ruolo sempre più rilevante nell’ampliare l’offerta di elettricità e nel sostenere la crescita economica del Paese.
