Fink IA

Lettera annuale agli investitori

Fink (BlackRock): l’IA crea ricchezza per pochi e rischia di ampliare fortemente le disuguaglianze

L’intelligenza artificiale (IA) è sempre più uno dei principali motori di crescita economica globale, ma porta con sé un rischio strutturale: l’aumento delle disuguaglianze. A sottolinearlo è Larry Fink, Ceo di BlackRock, che nella sua lettera annuale agli azionisti, invita a riflettere su chi stia realmente beneficiando della trasformazione tecnologica in atto.

Secondo Fink, la storia economica recente offre già un precedente chiaro. Negli ultimi decenni, la creazione di ricchezza si è concentrata soprattutto tra chi possedeva asset finanziari. Un fenomeno che potrebbe ripetersi, e amplificarsi, con l’IA, considerando la scala degli investimenti in gioco e la concentrazione delle risorse.

I numeri aiutano a comprendere la portata del fenomeno. BlackRock, che gestisce oggi oltre 14.000 miliardi di dollari di asset, nella corsa all’intelligenza artificiale sta mobilitando capitali enormi: il gruppo ha lanciato un veicolo di investimento da 30 miliardi di dollari insieme a Microsoft, Nvidia e il fondo MGX, mentre l’anno scorso ha acquisito uno dei maggiori operatori globali di data center, Aligned Data Centers, per circa 40 miliardi di dollari.

Questo livello di investimenti evidenzia come l’accesso all’IA sia fortemente legato alla disponibilità di capitale, infrastrutture e dati. Non sorprende quindi che i principali beneficiari siano grandi gruppi tecnologici come Amazon, Alphabet e Meta, impegnati in una competizione globale sempre più intensa.

Al contempo, le realtà dell’IA come OpenAI e Anthropic stanno cercando ulteriori capitali, valutando possibili quotazioni in Borsa dopo aver raccolto fondi principalmente da investitori istituzionali. Questo rafforza ulteriormente un modello in cui l’accesso alle opportunità resta limitato a pochi soggetti altamente capitalizzati.

Il punto centrale, però, non è la crescita in sé, ma la sua distribuzione. Quando il valore di mercato aumenta ma la proprietà resta concentrata, il rischio è che una parte crescente della popolazione si senta esclusa dai benefici economici. Una dinamica che, secondo Fink, è già percepita da molti come un segnale di un capitalismo che non funziona più in modo equo.

La questione diventa quindi anche politica e sociale. Negli Stati Uniti, ad esempio, il sistema di sicurezza sociale potrebbe incontrare difficoltà già entro il 2033, anno in cui, avvisa Fink, potrebbero esserci difficoltà a pagare integralmente le pensioni. Pertanto sono necessarie riforme strutturali per garantire la sostenibilità nel lungo periodo.

In questo contesto, la sfida per il numero uno di BlackRock sarà ampliare la partecipazione. Rendere più accessibili gli strumenti di investimento e permettere a una platea più ampia di beneficiare della crescita dell’intelligenza artificiale sarà decisivo non solo per l’equità, ma anche per la stabilità economica complessiva.

Il punto quindi, per il ceo, è che l’IA rappresenta certo un’opportunità, ma senza un’evoluzione parallela dei meccanismi di inclusione economica, rischia di diventare un acceleratore delle disuguaglianze anziché un motore di prosperità condivisa.

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