L’istituto completa con successo l’emissione di un Senior Preferred Bond green da 500 milioni di euro. Forte interesse degli investitori ESG, che rappresentano il 75% del collocato.
Credem ha completato con successo l’emissione di un Green Senior Preferred Bond da 500 milioni di euro, registrando richieste superiori a 1,15 miliardi di euro, oltre due volte l’ammontare offerto. L’operazione, destinata a investitori istituzionali e professionali, conferma il crescente interesse del mercato per gli strumenti finanziari ESG e rafforza la strategia del gruppo bancario a sostegno della transizione sostenibile.
L’obbligazione, emessa nell’ambito del programma EMTN approvato il 22 maggio 2026, ha una durata di sei anni con possibilità di rimborso anticipato al quinto anno e prevede una cedola annuale del 3,5%. Il bond presenta rating attesi pari a Baa2 per Moody’s e BBB+ per Fitch.
L’elevata domanda degli investitori ha consentito un restringimento dello spread di 30 punti base rispetto alle indicazioni iniziali di mercato. La guidance iniziale, fissata tra MS+100 e 105 basis point, è stata infatti rivista fino alla chiusura a MS+75 basis point.
Con questa nuova operazione, Credem porta a circa 3 miliardi di euro il totale delle proprie emissioni green e social attualmente in circolazione, consolidando il proprio posizionamento nel mercato della finanza sostenibile.
L’emissione è stata realizzata nell’ambito del Green, Social & Sustainability Bonds Framework aggiornato a maggio 2026 e allineato agli ultimi principi e linee guida ICMA. Secondo quanto comunicato dal gruppo, i proventi netti saranno destinati al finanziamento o rifinanziamento di prestiti con impatti ambientali positivi, tra cui mitigazione del cambiamento climatico, riduzione delle emissioni di gas serra e contrasto all’inquinamento. L’obiettivo dichiarato è sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, in linea con il crescente ruolo attribuito dal sistema finanziario agli strumenti obbligazionari ESG nel supporto agli investimenti sostenibili.
Dal punto di vista geografico, il 68% dell’emissione è stato collocato presso investitori italiani, mentre il restante 32% è stato assegnato a investitori esteri, principalmente in Francia, Regno Unito, Irlanda e Germania.
Per quanto riguarda la tipologia di investitori, hanno partecipato soprattutto società di asset management (42%), banche (27%), investitori sovranazionali (20%) e fondi pensione e assicurazioni (8%). Particolarmente rilevante la presenza di investitori ESG, che hanno rappresentato il 75% del collocato complessivo.
L’operazione è stata supportata da un sindacato di banche composto da BNP Paribas, BofA Securities, Crédit Agricole CIB, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo e NatWest.
