Donald Trump e Lee Zeldin

G20

Usa, l’EPA abroga i limiti alle emissioni di CO2 delle centrali a carbone e gas

L’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA) continua a smantellare le tutele per il clima e la salute volute dall’amministrazione Biden. L’agenzia ha disposto l’abrogazione dei limiti alle emissioni di CO2 delle centrali a carbone e a gas. In più, ha proposto di cancellare gli altri obblighi ancora in vigore sulle emissioni di gas serra del settore elettrico e di impedire l’adozione di nuove regole federali in futuro. Secondo l’EPA, infatti, il Clean Air Act non le attribuisce l’autorità di regolamentare queste emissioni. L’annuncio risale a lunedì 14 settembre, a margine della riunione dei ministri dell’Energia del G20 a Houston.

Cosa prevedevano le norme sulle emissioni delle centrali a carbone e gas

Le norme abrogate dall’EPA erano state approvate nel 2024 e sarebbero entrate in applicazione gradualmente. Imponevano alle centrali a carbone esistenti e ai nuovi impianti a gas di ridurre le emissioni di CO2 nei decenni successivi, anche attraverso sistemi di cattura e stoccaggio. Secondo le stime dell’amministrazione Biden, avrebbero evitato l’emissione di un miliardo di tonnellate di gas serra entro il 2047. D’altra parte, negli Stati Uniti il settore elettrico è il secondo (dopo i trasporti) per contributo alle emissioni di gas serra. Un impatto che peraltro è in crescita (+4% lo scorso anno), anche in virtù dell’aumento della domanda di elettricità dovuto ai data center.

L’EPA vanta la riduzione dei costi, gli ambientalisti mettono in guardia dai rischi

“Gli americani chiedono più buonsenso alle agenzie federali sotto la guida del presidente Trump”, ha dichiarato l’amministratore dell’EPA Lee Zeldin durante una conferenza stampa a Houston. “Questo significa ridurre gli ostacoli burocratici per poter costruire nuove infrastrutture di generazione elettrica”. Zeldin parla anche di 370 milioni di dollari in costi di adeguamento evitati.

Le organizzazioni ambientaliste ribattono che i futuri danni sanitari e ambientali sono ben peggiori. “Negare l’esistenza di un quarto delle emissioni climalteranti del Paese è totalmente irresponsabile. Provocherà altre vittime e sofferenze a causa di ondate di calore intense, tempeste devastanti e incendi distruttivi, come quelli che abbiamo visto quest’estate”, ha dichiarato Maggie Coulter, avvocata del Climate Law Institute del Center for Biological Diversity. Nonostante il venir meno delle norme federali, le utility restano soggette a quelle statali.

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