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Corporate Sustainability Reporting Directive

UE, la rendicontazione non finanziaria secondo la CSRD dovrà essere certificata

L’implementazione di un nuovo sistema comune europeo per la rendicontazione degli aspetti non finanziari legati alla sostenibilità è sempre più vicina. Il Parlamento e il Consiglio UE hanno raggiunto un accordo che lima le regole della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la direttiva europea che sostituirà la NFRD (Non Financial Reporting Directive), la norma precedente e ancora in vigore dal 2014.

Gli europarlamentari hanno deciso che la rendicontazione degli impatti e dei rischi sociali, ambientali e di governance delle imprese di grandi dimensioni, che sarà obbligatoria gradualmente dal 2024 per oltre 50.000 società rispetto alle attuali 12.000 circa, dovrà essere certificata e sottoposta a controllo indipendente.

“Il Parlamento è riuscito a garantire l’apertura del mercato della revisione contabile da parte degli Stati membri, per dare spazio a nuovi operatori certificati che possano diventare protagonisti e non lasciare il mercato nelle mani dei revisori finanziari, in particolare delle cosiddette big four”, ha dichiarato il francese Pascal Durand, Renew Europe, che ha condotto i negoziati per il Parlamento.

I nuovi requisiti dell’UE in materia di rendicontazione della sostenibilità si applicheranno a tutte le grandi imprese, quindi con oltre 250 dipendenti e un fatturato di 40 milioni di euro, quotate o meno. Le aziende dovranno riferire sugli aspetti ESG sulla base degli standard comuni europei di rendicontazione della sostenibilità (ESRS) che sono attualmente in fase di sviluppo da parte dell’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG).

L’accordo estende inoltre gli obblighi di rendicontazione alle imprese extraeuropee che operino nel mercato europeo registrando 150 milioni di euro all’anno nell’UE, e gli Stati membri controlleranno la conformità con l’aiuto della Commissione.

Le regole della CSRD si applicheranno alle aziende già coperte dalla NFRD all’inizio del 2024, e per le altre grandi aziende l’anno successivo. L’accordo prevede che le PMI quotate saranno soggette a standard di rendicontazione meno stringenti. Alcune aderiranno al nuovo sistema a partire dal 2026, mentre altre potranno scegliere di non farlo fino al 2028. I deputati hanno inoltre inserito delle garanzie affinché i subappaltatori possano essere invitati dai loro partner contrattuali a fornire informazioni solo in base a una versione più leggera degli standard di rendicontazione.

I prossimi passi

Il Parlamento e il Consiglio dovranno approvare formalmente l’accordo prima della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione e le sue disposizioni dovranno essere integrate nelle leggi nazionali degli Stati membri dopo 18 mesi.