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Corporate Sustainability Reporting Directive

CSRD, approvato il decreto legislativo di recepimento in Cdm

Il Consiglio dei ministri, su proposta su proposta dei Ministri per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, e dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha approvato un decreto legislativo relativo al recepimento della direttiva (UE) 2022/2464, ovvero la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive). Si tratta della direttiva UE che stabilisce le nuove norme sulla rendicontazione societaria di sostenibilità.

Lo schema di decreto legislativo recepisce la CSRD, che rafforza ed estende gli obblighi in materia di reporting di sostenibilità già imposti alle imprese dalla direttiva NFRD (Non Financial Reporting Directive), concludendo un percorso intrapreso, a livello Unione, con l’Accordo di Parigi del 2015 e proseguito con il Sustainable Action Plan del 2018, nonché con il Green Deal europeo del 2019.

In particolare, la direttiva CSRD, al fine di rafforzare gli obblighi di reporting non strettamente finanziario, prevede:

  • Estensione degli obblighi di reporting non finanziario alle PMI (diverse dalle microimprese) mentre gli obblighi previsti dalla NFRD hanno per destinatarie solo “le imprese di grandi dimensioni che costituiscono enti di interesse pubblico e che, alla data di chiusura del bilancio, presentano un numero di dipendenti occupati in media pari a 500”, gli obblighi di rendicontazione introdotti dalla CSRD gravano, oltre che su tutte le imprese di grandi dimensioni, anche sulle piccole e medie imprese (ad eccezione delle microimprese) che siano enti di interesse pubblico;
  • Sostituzione della “rendicontazione non finanziaria” (avente ad oggetto “informazioni ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva in misura necessaria alla comprensione dell’andamento dell’impresa, dei suoi risultati, della sua situazione e dell’impatto della sua attività” ex art. 1 NFRD) con la “rendicontazione di sostenibilità” (consistente in “informazioni necessarie alla comprensione dell’impatto dell’impresa sulle questioni di sostenibilità, nonché informazioni necessarie alla comprensione del modo in cui le questioni di sostenibilità influiscono sull’andamento dell’impresa, sui suoi risultati e sulla sua situazione”).

Il recepimento, che doveva avvenire entro il 6 luglio 2024, fa seguito a una consultazione lanciata dal MEF -Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze – a febbraio e conclusasi a marzo, per ottenere feedback degli stakeholder (le imprese) su come impostare lo schema di decreto di recepimento della direttiva europea.