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World Economic Forum

Trump a Davos contro UE e Green Deal

“Il Green Deal è una truffa”. Queste le dichiarazioni di Donald Trump in video collegamento dalla Casa Bianca, durante la prima uscita ufficiale da presidente a livello internazionale, durante Il World Economic Forum di Davos. L’evento annuale che riunisce i leader più influenti del mondo – politici, imprenditori, intellettuali e rappresentanti di organizzazioni internazionali – che si incontrano per discutere delle principali sfide globali. Dal 1971 è diventato un punto di riferimento per la cooperazione internazionale, che dovrebbe promuovere il dialogo e la ricerca di soluzioni comuni, ma sempre di più sembra favorire  Temi ricorrenti sono la globalizzazione, la sostenibilità, la tecnologia e la governance. 

Dopo l’uscita dall’ Accordo di Parigi, annunciata il primo giorno da nuovo Presidente degli Stati Uniti, ha definito in modo ancora più chiaro la sua posizione verso il clima. Durante la conferenza internazionale ha sottolineato la volontà di continuare ad investire ed utilizzare i combustibili fossili (petrolio e gas) di cui l’America ha “la più grande quantità di petrolio e gas di qualsiasi altro Paese sulla Terra, e la useremo”.

Non è poi mancato il duro attacco all’amministrazione uscente di Biden, che secondo Trump è responsabile di aver lasciato l’America in condizioni critiche, rincarando la dose sulla questione energetica e climatica. Colpevole secondo la visione trumpiana di compromettere l’economia americana. “Ho messo fine al ridicolo e incredibilmente dispendioso Green New Deal. Io lo chiamo la truffa verde”. Utilizzando la retorica e la minaccia dell’aumento dei dazi, ha invitato la platea di Davos ad aprire fabbriche, investire e produrre nel vecchio continente, descrivendo l’America come l’unico paese in cui poter prosperare. A livello pratico, i dazi sono una sorta di tassa pagata dai consumatori, ossia gli americani. 

La critica è stata aspra soprattutto verso le politiche dell’Europa sui temi del clima, dell’alimentare, dei pesticidi, della salute e della chimica. “L’Europa si comporta molto male con noi” ha dichiarato il Tycoon. Accusa l’UE di trattare male l’America soprattutto dal punto di vista dell’eccessiva regolamentazione, che pone limitazioni all’economia americana. Nel settore automobilistico viene disincentivato l’acquisto di auto americane (come quelle del nuovo alleato Musk), a favore di quelle europee. Mentre in ambito Big Tech, Trump è corso alla difesa dei colossi Apple, Meta, Google che rischiano di venir multati per miliardi di dollari dall’Unione Europea. 

Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha assicurato che Bruxelles è pronta anche a ritorsioni sui dazi, ma tenterà prima la via del confronto, facendo leva sull’acquisto di gas naturale liquefatto e sulla spesa per la difesa. E la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha rilanciato sulla transizione verde, annunciando la nascita di un Forum Globale per la Transizione Energetica con l’obiettivo di mettere in contatto imprese, investitori e Governi al fine di accelerare il passaggio alle rinnovabili.

L’età dell’oro dell’America sembra essere iniziata secondo le dichiarazioni di Trump, a discapito della tutela ambientale, della lotta al cambiamento climatico e dei diritti di molti, a favore di una nuova iniezione di capitalismo, supportata dalle Big Tech e dal mondo della comunicazione. 

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