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Tecnologia

The Nest Chain, nasce lo spazio digitale per combattere il greenwashing grazie alla blockchain

La blockchain è stata per anni sinonimo di criptovalute e finanza digitale e, anche se il suo potenziale nel garantire trasparenza, tracciabilità e integrità dei dati, la sua adozione in ambito di sostenibilità e governance delle filiere è stata finora limitata. O almeno fino ad oggi. The Nest Company, infatti, ha presentato, all’ultima Fourth Dolomite Conference on Global Governance of Climate Change and Sustainability, The Nest Chain, un’infrastruttura blockchain privata, distribuita e a basso impatto ambientale, progettata per rendere verificabili i dati di sostenibilità, i passaporti digitali di prodotto e le catene di custodia, e la sua applicazione industriale nel settore dei rifiuti e del riciclo attraverso il Digital Waste Passport.

“Il Nest (Il “nido” in lingua inglese) è un simbolo universale di protezione, crescita, fiducia e connessione. Questa simbologia rispecchia pienamente la nostra visione: The Nest Chain è uno spazio digitale sicuro in cui i dati vengono protetti e crescono di valore, creando un ecosistema interconnesso e trasparente. È un nido digitale in cui la sicurezza si trasforma in trasparenza e la trasparenza abilita la sostenibilità. Il nostro sistema è coperto da un brevetto (sviluppato interamente in Italia), il primo nel campo delle tecnologie informatiche blockchain applicate all’economia circolare e alla prevenzione del greenwashing”, spiega Riccardo Parrini, Fondatore e CEO di The Nest Company.

The Nest Chain è concepita come un’infrastruttura tecnologica a disposizione di istituzioni, imprese ed enti di certificazione che intendano coniugare sostenibilità e verificabilità. A differenza delle blockchain pubbliche tradizionali, la sua architettura è pensata per garantire accessibilità, riservatezza e responsabilità ambientale.

Grazie a una piattaforma brevettata no-code, The Nest Chain si adatta alle diverse filiere e normative, integrandosi facilmente con i sistemi informativi aziendali e consentendo di registrare e verificare i dati con costi controllati.

Il suo modulo di gestione della confidenzialità permette alle aziende di dimostrare la propria conformità e le dichiarazioni ESG senza divulgare dati sensibili, proteggendo al contempo la competitività e rafforzando la fiducia nel mercato.

L’infrastruttura è già operativa in diversi settori, come plastica riciclata, rifiuti marini pescati accidentalmente, tracciabilità tessile, rifiuti industriali e sottoprodotti industriali, a supporto della trasparenza, della tracciabilità e della prevenzione del greenwashing.