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Ecodesign for Sustainable Products Regulation

Passaporto digitale, la moda si prepara a costruire una nuova governance di filiera, l’incontro a Milano

L’introduzione del Digital Product Passport (DPP) previsto dal regolamento europeo Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR) condurrà a una trasformazione del settore moda che non riguarda solo la tracciabilità dei prodotti, ma anche la costruzione di nuove forme di governance dei dati e collaborazione lungo la filiera. È quanto emerso dal primo incontro dell’ESPR Working Table, il network nato per supportare l’implementazione industriale del DPP e che ha riunito presso il GS1 Italy Innovation Center di Milano oltre 50 rappresentanti di brand del fashion.

L’iniziativa ha rappresentato il primo momento di confronto operativo tra imprese, esperti e rappresentanti della filiera su uno degli strumenti chiave previsti dalla strategia europea per rafforzare trasparenza, tracciabilità e circolarità dei prodotti tessili.

“L’Unione Europea sta tracciando una direzione chiara: passare da un mercato basato sui documenti a un mercato basato sui dati. Il Digital Product Passport è uno degli strumenti chiave per rendere possibile questa transizione e accompagnare il settore verso un’economia realmente circolare” ha dichiarato Martina Schiuma, ambasciatrice del Patto europeo per il clima per l’Italia e Head of Global Strategy and Partnership di Ympact, “Il riconoscimento dell’ESPR Working Table tra le iniziative del European Climate Pact dimostra quanto sia importante creare spazi di collaborazione in cui le aziende possano prepararsi insieme a questo cambiamento. L’obiettivo è trasformare un requisito normativo in un percorso consapevole di evoluzione della filiera, contribuendo concretamente agli obiettivi climatici europei”.

Durante la sessione sono stati presentati i risultati preliminari dell’ESPR Assessment, che ha analizzato il livello di preparazione delle aziende rispetto all’introduzione del DPP.

L’analisi evidenzia che oltre la metà delle aziende partecipanti si trova ancora nella fase iniziale del percorso, caratterizzata da una consapevolezza normativa emergente ma da strutture organizzative e piani operativi ancora limitati. In particolare, i dati mostrano come in questa fase molte aziende non abbiano ancora definito una governance interna dedicata al tema ESPR, non dispongano di roadmap strutturate di implementazione e non abbiano ancora sviluppato infrastrutture digitali di filiera per la condivisione strutturata dei dati.

Allo stesso tempo emerge un elemento distintivo della filiera moda italiana: una buona conoscenza della supply chain. Molte aziende dispongono infatti già di visibilità sui fornitori di primo livello. Il principale gap riguarda piuttosto l’infrastruttura dati necessaria a rendere queste informazioni interoperabili e utilizzabili lungo l’intera filiera.

Secondo quanto emerso dal tavolo di lavoro, il settore sta entrando in una fase in cui la crescente consapevolezza normativa dovrà tradursi in nuove forme di governance aziendale, architetture dati condivise e maggiore collaborazione lungo la filiera. In questo scenario il Digital Product Passport rappresenta non solo un requisito regolatorio, ma una trasformazione strutturale del modo in cui il settore moda gestisce dati, responsabilità e accesso al mercato europeo.

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