Energia

Texas banna BlackRock, UBS e altri 8 player finanziari “ostili” ai combustibili fossili

I giganti di Wall Street stanno riscontrando diverse difficoltà nell’intento di mantenere le promesse fatte ai clienti per accelerare sugli investimenti sostenibili e al contempo limitare le ripercussioni politiche e finanziarie degli Stati repubblicani. È di questi giorni, infatti, la notizia del Texas che ha deciso di bannare delle aziende che stanno puntando sugli investimenti ESG dichiarandosi ostili ai combustibili fossili.

Il 24 agosto il Comptroller repubblicano dello Stato, Glenn Hegar, ha pubblicato un elenco di 10 aziende e 348 fondi di investimento a cui sarà impedito di fare affari con il Texas perché “boicottano le aziende energetiche”. L’elenco fa seguito alla promulgazione di una legge dello scorso anno che vieta alla maggior parte delle agenzie statali e dei governi locali di stipulare contratti con tali aziende.

Così, BlackRock, Credit Suisse e UBS insieme ad altre si sono ritrovate in questo elenco. La questione riveste una certa rilevanza economica perché ci sono in gioco trilioni di investimenti – compresi i fondi pensione statali e i risparmi dei singoli – ma anche ambientale, dal momento che l’industria dei combustibili fossili alimenta il riscaldamento globale.

Dall’altra parte, i consumatori e le istituzioni di regolamentazione, Securities and Exchange Commission (SEC) in primis, stanno spingendo le società di investimento come BlackRock a prendere sempre più in considerazione i rischi legati al clima quando gestiscono il denaro.

Allo stesso tempo, però, gli esponenti politici degli Stati “rossi” si sono schierati contro quello che viene definito “woke capitalism“, attaccando in particolare i fondi ambientali, sociali e di corporate governance.
“Il movimento ambientale, sociale e di corporate governance (ESG) ha prodotto un sistema opaco e perverso in cui alcune società finanziarie non prendono più decisioni nell’interesse dei loro azionisti o dei loro clienti, ma usano il loro potere finanziario per promuovere un’agenda sociale e politica avvolta nella segretezza”, ha dichiarato Hegar in un comunicato.

In questo contesto, è bene sottolineare che le 10 società a cui è stato vietato di fare affari con il governo del Texas hanno notevoli investimenti in combustibili fossili. BlackRock, ad esempio, è un grande azionista di ConocoPhilips e Exxon Mobil. “Questo non è un giudizio basato sui fatti. BlackRock non boicotta i combustibili fossili: investire oltre 100 miliardi di dollari in società energetiche texane per conto dei nostri clienti lo dimostra”, ha dichiarato il portavoce di BlackRock Brian Beades.

Anche UBS ha criticato l’azione del Texas: “abbiamo fornito al loro ufficio ampie informazioni sulle nostre politiche e pratiche, dimostrando che UBS non boicotta le società energetiche anche in base a un’ampia interpretazione della legge texana”, ha dichiarato la portavoce Erica Chase ad Asher Price di Axios Austin.

Tuttavia, secondo gli analisti gli impatti su Wall Street della decisione del Texas non dovrebbero essere di grandi dimensioni, dato che le partecipazioni dei fondi texani coperti dal divieto sono di gran lunga inferiori a quelle di Stati come la California e New York, che si sono dichiarati, invece, apertamente a favore della limitazione della loro esposizione ai combustibili fossili.

Comunque, l’azione del Texas non è isolata, dal momento che a fine luglio la Virginia Occidentale ha vietato a cinque importanti società finanziarie, tra cui BlackRock e JPMorgan Chase, di svolgere nuovi affari nello Stato dopo aver constatato che stavano boicottando l’industria dei combustibili fossili.

Pertanto, altri Stati produttori di energia a guida repubblicana potrebbero seguirne l’esempio, creando maggiori ostacoli agli investimenti sostenibili.