CDP, disclosure sui dati oceanici | ESGNews

Rendicontazione ESG

CDP aggiunge i dati oceanici nel questionario per la rendicontazione ambientale delle aziende

CDP (ex Carbon Disclosure Project), organizzazione globale no-profit che gestisce uno dei principali sistemi indipendenti di disclosure ambientale a livello mondiale, amplia il proprio questionario di rendicontazione ambientale includendo per la prima volta i dati sugli oceani che potranno essere inclusi nei report 2026. A partire dal mese di giungo, le aziende potranno infatti fornire informazioni specifiche sulle proprie dipendenze, rischi, impatti e opportunità legati agli oceani, che diventano così un nuovo tema di rendicontazione insieme a clima, foreste, sicurezza idrica, biodiversità e plastica.

Secondo CDP, questa evoluzione del questionario risponde a una lacuna informativa rilevante: circa il 90% del commercio globale viene trasportato via mare, ma i decisori non dispongono ancora di dati sufficienti per valutare l’esposizione ai rischi e alle opportunità legate agli oceani. L’introduzione di metriche dedicate punta quindi a rafforzare la trasparenza su un tema centrale sia per la resilienza economica sia per la salute degli ecosistemi marini.

Il questionario CDP si è progressivamente ampliato negli anni: nato inizialmente come strumento focalizzato sulle emissioni e sul cambiamento climatico, oggi include anche foreste, sicurezza idrica, biodiversità e plastiche. L’aggiunta del tema oceanico rappresenta quindi un ulteriore passo nell’evoluzione del sistema di disclosure verso una visione più integrata dei rischi ambientali.

“L’oceano è fondamentale per la salute del pianeta e dell’economia, eppure i decisori non dispongono ancora di dati coerenti sugli impatti e sui rischi legati all’oceano”; ha dichiarato Oliver Tanqueray, Head of Ocean di CDP. “Introducendo la disclosure oceanica nel questionario di CDP, stiamo contribuendo a colmare questo divario. Migliori dati consentono decisioni migliori – per le aziende, gli investitori e per l’oceano stesso”.

Le nuove domande del questionario riguarderanno, tra gli altri aspetti, la definizione di obiettivi aziendali, il coinvolgimento della catena di fornitura e la supervisione a livello di consiglio di amministrazione sulle tematiche oceaniche. L’obiettivo è produrre dati standardizzati e comparabili, utilizzabili dalle istituzioni finanziarie per valutare in modo più accurato performance e rischi ambientali.

Le metriche sugli oceani permetteranno inoltre di comprendere come le aziende identificano, valutano e gestiscono dipendenze, rischi e impatti legati agli ecosistemi marini, oltre a monitorare il loro ruolo nelle strategie e nella pianificazione finanziaria, includendo anche le politiche ambientali specifiche.

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